giovedì 29 novembre 2012

Un anno (e un po') di libri elettronici

[Nota: avevo iniziato a scrivere questo post un paio di mesi fa, ma poi era finito del dimenticatoio a prendere polvere. Visto che le considerazioni che facevo non sono cambiate, lo integro e lo pubblico ora.]

Da qualche giorno ho finito il primo libro cartaceo dopo più di un anno di ebook, e l'occasione mi sembra propizia per fare un bilancio un po' più approfondito, rispetto al mio primo post sul tema, della mia esperienza con il libro elettronico. Comincio subito col dire che i (pochi) dubbi che avevo espresso allora sono svaniti: il fatto stesso che per più di un anno non abbia preso in mano un libro in carta e ossa è parecchio indicativo.
Credo tuttavia che ancora per parecchi anni inchiostro elettronico e inchiostro tradizionale convivranno tranquillamente. Per la più semplice delle ragioni, che è poi anche quella per cui sono tornato a prendere in mano un libro old style: non tutto è ancora disponibile in formato digitale. Ad esempio, per limitarsi ai libri sulle missioni lunari, non esistono versioni elettroniche, ufficiali o meno, di Carrying the Fire (bellissima autobiografia di Michael Collins, astronauta di Apollo 11 - il "primo libro cartaceo" di cui parlo all'inizio di questo post), nè di Apollo 13 di Jim Lovell, nè del fondamentale A Man on the Moon di Andrew Chaikin.
Ho scritto "ufficiali o meno" perchè moltissimi titoli di cui non esiste un'edizione digitale realizzata direttamente dalla casa editrice sono comunque disponibili in versioni amatoriali. La qualità di queste ultime è molto variabile: alcune sono a malapena leggibili, con errori nel testo e nessuna formattazione*; altre non hanno nulla da invidiare alle uscite autorizzate, quando non sono addirittura migliori. I libri di Harry Potter, ad esempio, sono stati pubblicati in ebook solo a marzo di quest'anno, ma già da tempo circolavano bellissime versioni realizzate dai fan.
Un altro limite dei lettori ebook, almeno di quelli con tecnologia e-ink (ossia, per quanto mi riguarda, gli unici veri lettori ebook), è che i formati epub e mobi, basati su Html, non sono granchè adatti alla riproduzione di testi con immagini, grafici o tabelle, o anche solo con note a piè di pagina o colonne; come conseguenza molti titoli, in particolare di saggistica, sono difficilmente riproducibili in digitale**.
Detto questo, e cercando di non ripetere quanto dicevo l'anno scorso (bit = velocità, leggerezza, praticità etc. etc.), i benefici della digitalizzazione libresca sono stati e sono - almeno per me - enormi. Non considero nemmeno l'immane quantità di denaro che ho risparmiato da quando ho comprato il mio PRS-650, anche perchè una quota di questo risparmio deriva, come accennavo prima, dall'essermi procurato versioni non ufficiali di titoli non altrimenti disponibili in ebook***.
Un vantaggio che non avevo considerato è la facilità con cui ora posso indulgere in una delle mie passioni di lettore: saltare di libro in libro. Da un anno a questa parte ho in lettura almeno due libri contemporaneamente, di solito un romanzo e un saggio, e passo con disinvoltura da uno all'altro a seconda del tempo a disposizione, della concentrazione o semplicemente dell'umore. Tenendo conto che gli ultimi due libri che ho letto in parallelo sono stati I Miserabili (milleduecento e passa pagine) e il primo volume di The Civil War: A Narrative di Shelby Foote (poco meno di mille), è facile capire che con i volumi cartacei l'impresa sarebbe stata quanto meno poco pratica.
In più, la disponibilità di migliaia di titoli a poco prezzo o addirittura gratis (perchè l'autore decide di pubblicare le sue opere sotto licenza Creative Commons o perchè le suddette opere sono disponibili attraverso canali più o meno illegali) e la velocità con cui è possibile ottenere un libro digitale hanno enormemente ampliato la mia biblioteca virtuale. Ora leggo una recensione convincente, cerco il libro, lo trovo, lo scarico e nel giro di cinque minuti è disponibile nel mio ereader. Credo di avere scoperto più scrittori in quest'anno e poco più di ebook**** che negli ultimi cinque o dieci anni di libri cartacei.
Un altro aspetto che non avevo considerato e che mi sta entusiasmando, è che si è rotto il rapporto quasi sacro con l'oggetto libro. Un ebook, oltre ad esssere leggero-pratico-veloce-copiabile è anche modificabile. Ovviamente non mi sognerei mai di riscrivere parti di un libro (anche se mi è capitato di correggere errori di traduzione), ma posso cambiare l'impaginazione o la copertina: in un certo senso posso scegliere il contenitore che più mi piace per il contenuto, che è in fondo la parte che conta davvero. Una citazione che la Rete attribuisce, senza fonti, a Douglas Adams dice: "Lovers of print are simply confusing the plate for the food".
Ho realizzato anche che la lettura di un ebook è molto più privata di quella di un libro cartaceo. A meno che qualcuno non si metta a sbirciare sopra la mia spalla e riconosca il testo, quello che sto leggendo è affar mio e solo mio. Devo ammettere che la cosa mi è tornata comoda quando ho letto Twilight (e tornerà ancora più comoda quando deciderò di farmi del male con Fifty Shades of Grey), ma un po' mi mancano gli sguardi invidiosi di quando leggevo i libri di Harry Potter appena usciti in inglese o quelli curiosi e un po' preoccupati suscitati da alcune mie letture del passato, come Stecchiti - Le vite curiose dei cadaveri o Pride and Prejudice and Zombies.
Due parole sul mio lettore. Confermo tutto quanto di positivo ho scritto l'anno scorso, e anche di più: specialmente con il firmware alternativo PRS+ è un ereader davvero ottimo; l'unico punto in cui devo rivedere il mio precedente giudizio è sull'assenza di connettività. Almeno il wi-fi sarebbe assai comodo.
Infine, un'osservazione generale: questo 2012 è stato probabilmente l'anno in cui l'ebook è passato anche qui in Italia da curiosità per smanettoni a oggetto di uso comune. Lo dimostrano il consistente aumento di persone dotate di libro elettronico che si incontrano su treni e metropolitane, e soprattutto la discesa vertiginosa dei prezzi: i 249 Euri pagati per il mio PRS-650 a giugno 2011 mi permetterebbero di comprare oggi 3.15 Kindle base, 1.93 Kindle Paperwhite o 1.57 Sony PRS-T2.

* C'è da dire che avendo corretto e risistemato diversi titoli che mi interessavano sono diventato piuttosto bravo a utilizzare Sigil.
** A meno di non utilizzare il formato pdf, che permette una riproduzione perfetta del testo ma ha una serie di altri vincoli e limitazioni che non sto ad analizzare qui.
*** Senza contare che ho scaricato, gratuitamente e senza il minimo senso di colpa, centinaia di libri che già  possiedo in versione cartacea.
**** Ernest Cline, Carl Sagan, Nick Harkaway, Christopher Hitchens, Suzanne Collins, Mira Grant, Paolo Bacigalupi, John Scalzi, lo stesso Shelby Foote ricordato prima, Henning Mankell, Jo Walton... senza contare quelli che ho scaricato e che sono ancora in lista d'attesa, come Cory Doctorow, Naomi Novik o Kelly Link.

domenica 18 novembre 2012

...e lo sguardo dritto e aperto nel futuro

Nel giro di ventiquattr'ore mi sono capitate sott'occhio due immagini (una via facebook e una via reddit) che secondo me spiegano meglio di cento discorsi l'arretratezza del nostro Paese, o almeno della nostra politica.

Una mostra le quattro più alte cariche della Repubblica Italiana (più il segretario generale del Quirinale) durante un incontro, svoltosi presso il Quirinale medesimo, per decidere le modalità del voto prossimo venturo.


Ho fatto due conti: l'età media dei presenti in questa foto è esattamente di 70 anni: il più giovine è Fini, con i suoi soli 60 anni, mentre Napolitano, con le sue 87 primavere, è il più stagionato.
Inoltre, come ho letto da qualche parte a commento della foto, tutto, dal tappeto agli arazzi, dalla pianta di ficus (simbolo del potere) ai mobili, dalle pose alle espressioni, sa di vecchio, di muffa, di Ancien Régime. Non c'è traccia di un computer portatile, uno smartphone, un tablet.* Quasi sorprende che ci sia una lampada elettrica e non un candelabro.

L'altra foto mostra il Presidente degli US of A nello Studio Ovale con la ginnasta McKayla Maroney, durante un incontro con la squadra reduce da Londra 2012.


Oltre a vincere due medaglie olimpiche, la simpatica fanciulla è diventata una semi-celebrità sull'Interwebs per la foto lì sotto, che ha immediatamente dato origine a un meme** di durata piuttosto effimera ma di discreta intensità.


Non considero nemmeno il fatto che Obama sia nove anni più giovane del più giovane italiano nella prima foto: la cosa che mi ha fatto riflettere è che il Presidente degli Stati Uniti d'America si sia prestato a scherzare su un meme, il che implica che lo conoscesse (o almeno che qualcuno del suo staff glie l'avesse fatto conoscere).
 
Qualcuno dei miei dodici  lettori riesce ad immaginare un politico italiano, uno qualunque, in una situazione remotamente paragonabile? Io, sinceramente, no. Da noi al massimo c'è il concorso via Twitter per vincere il Formaglione.


* Mi sorge un dubbio: ci sarà il wi-fi al Quirinale?
** Do per scontato che tutti i miei dodici lettori sappiano cos'è un meme, naturalmente.

sabato 10 novembre 2012

Inutile comunicazione di servizio

Come da titolo, aggiornamento inutile giusto per avvisare i miei dodici lettori che sì, questo blog è ancora vivo, anche se è più di un mese che non ci scrivo nulla.
In effetti avrei anche un paio di post già quasi pronti, ma per un motivo o per l'altro non sono ancora riuscito a finirli e a pubblicarli.
Non temete, prima o poi ce la farò.