mercoledì 27 luglio 2011

eLibri

Come i miei dodici lettori avranno capito, adoro leggere. Stando alla tradizione di famiglia, ho iniziato con i quotidiani quando avevo tre anni e mezzo (lo so, ero un bambino alquanto strano), poi sono passato alle Favole al telefono di Gianni Rodari e non mi sono più fermato. Dal 1° gennaio 2000 tengo traccia delle mie letture (uno dei pochissimi propositi dell'anno nuovo che sono riuscito a mantenere) e da allora ho sempre viaggiato su una media di 40-45 libri l'anno. Considerando anche la mia (altresì nota ai miei dodici lettori) passione per la tecnologia, è in certa misura un mistero il fatto che solo ora abbia comprato un lettore di ebook. Grazie ad un amico avevo già avuto modo di provarne uno, un Sony PRS-505, mentre ero in trazione dopo la dannata frattura, ma nonostante l'indubbia comodità di poter leggere con un braccio solo, il marchingegno non mi aveva entusiasmato, probabilmente anche perchè in quel periodo avevo altro per la testa (e infatti non ho toccato un libro per quasi tre mesi, fatto per me assolutamente inconcepibile). Un altro paio di prove concessemi dal suddetto amico (thanks, bMao!) un mesetto fa mi hanno invece convinto, quindi per il mio compleanno mi sono biecamente fatto regalare un Sony PRS 650 rosso, esattamente come quello nell'immagine là sopra. E come spesso mi succede, nel giro di nemmeno un mese sono diventato un convertito.
Intendiamoci, non sono tra quelli che profetizzano la scomparsa del libro tradizionale, e nemmeno me la auguro: sono convinto che il buon vecchio tomo cartaceo abbia (ancora) dei vantaggi sostanziali rispetto al suo equivalente digitale; ho però potuto vedere, toccare e apprezzare anche i vantaggi di quest'ultimo, e non sono pochi. Escludendo il meraviglioso odore della carta stampata, specialmente quella dei volumi non più nuovissimi; la bellezza di una libreria - intesa come mobile - affollata e caotica, come sono sempre state le mie; la soddisfazione che dà l'aprire per la prima volta un romanzo che si è aspettato per mesi o anni (vero, mr. Martin?), secondo me il vantaggio principale del libro cartaceo su quello digitale è la sua totale autosufficienza. Un libro è completo in sè stesso, non ha bisogno di essere ricaricato, convertito o connesso ad alcunchè.
In più, se un libro cade, al massimo si schiaccia un po' su un angolo; se si bagna, basta lasciarlo asciugare e al più le pagine rimangono un po' incurvate; se finisce nella sabbia, basta soffiarla via; se lo si perde, con una spesa irrisoria se ne compra un'altra copia. Inoltre un libro è - a tutti gli effetti pratici - eterno, come testimoniano non dico i favolosi testi vecchi di secoli dei musei, ma molto più semplicemente i volumi che appartenevano ai nostri genitori o ai nostri nonni.
L'ebook, specialmente nella sua incarnazione open epub, ha però tutti i vantaggi che i formati digitali hanno nei confronti delle loro controparti analogiche: è leggero, rapido, eternamente dupicabile e condivisibile (nonostante il DRM); insomma, pratico. La tecnologia E Ink, una delle idee più brillanti sviluppate negli ultimi anni, ha pressochè annullato la differenza tra la lettura su carta e quella su schermo, almeno per i testi in bianco e nero (però ammetto che le copertine in scala di grigi sono un po' tristi). La disponibilità di libri da scaricare più o meno legalmente è amplissima, anche se non tutto (ancora) si trova in formato digitale, e per quanto mi riguarda questo ha avuto lo stesso effetto del passaggio dal Cd all'mp3: ho già accumulato una discreta quantità di testi che non so quando avrò il tempo di leggere.

Due parole conclusive su pregi e difetti del mio Sony. Prima i pregi: è piccolo, ma con uno schermo abbastanza grande da permettere una lettura comoda; è leggero e facilmente utilizzabile anche con una mano sola; la qualità dello schermo E Ink è molto alta, e la leggibilità è ottima in tutte le condizioni di luce; la batteria dura un'eternità (in un mese l'ho ricaricato una sola volta); il touchscreen è molto comodo, e l'aver eliminato quasi tutti i pulsanti reali ha permesso di ottenere una pulizia di design che mi piace parecchio.
Il difetto principale non mi ha toccato, visto che me l'hanno regalato, ma in effetti il PRS 650 è costoso: 249 Euri non sono pochi, anche se la qualità dell'aggeggio è sicuramente alta. A differenza di altri lettori, non ha alcun tipo di connessione wireless, nè wi-fi, nè 3G, ma in tutta sincerità non ne sento la mancanza. L'unico vero difetto che ho riscontrato è che il touchscreen è fin troppo sensibile, e a volte mi capita di cambiar pagina senza volerlo.
Infine, mi è del tutto indifferente che il marchingegno si possa usare come lettore mp3 (anche perchè la durata della batteria verrebbe drasticamente ridotta), e anche, almeno al momento, la possibilità di annotare i testi o di prendere appunti usando lo stilo.

E' sicuramente troppo presto per stabilire se - almeno per me - l'era dei libri cartacei è finita, però una cosa posso già dirla: non lo escludo più completamente come facevo anche solo un paio d'anni fa. E in fondo, su schermo o su carta, per me l'importante è leggere; il come è trascurabile.

lunedì 25 luglio 2011

FilmRece: Captain America

Il mega teamup The Avengers, diretto da Joss "Firefly" Whedon si avvicina vieppiù (occhio al trailer dopo i titoli di coda), e Captain America: Il primo Vendicatore aggiunge un altro capitolo alle storie dei singoli eroi che comporranno la super-squadra.
Il film è una origin story, in cui si narra di come il gracile e asmatico, ma impavido e determinato Steve Rogers si trova coinvolto in un esperimento militare e si trasforma nel massiccio e biondissimo Capitano a stelle e strisce.
Steve/Cap, dopo una breve parentesi in cui aiuterà lo sforzo bellico come strumento di propaganda (una delle parti più riuscite del film), si troverà finalmente a combattere per davvero contro Hydra, una organizzazione scissionista nazi-scientifica capitanata dall'inquietante Teschio Rosso. Non avendo praticamente mai letto nemmeno un albo dei fumetti di Capitan America, mi devo fidare. Il film funziona, gli attori sono convincenti e la storia gira (con numerosi rimandi agli altri film Marvel/Avenger): Captain America è, in essenza, un ottimo film di guerra, in cui capita che il protagonista sia anche un supereroe, ma tutto sommato funzionerebbe anche se invece di Cap ci fosse un qualunque normale, eroico, americanissimo grunt. Ed è curioso che nonostante Cap sia il più 'mmerregano dei supereroi, nel film si ritrovi il minimo sindacale di retorica stars and stripes, fatto che ha suscitato anche qualche critica in alcuni recensori USA.
Il 3D, nonostante si tratti di una conversione, è di ottimo livello, forse il migliore che abbia visto in sala dopo Avatar: mai troppo invasivo, e più giocato dietro lo schermo, a dare profondità, che davanti, con oggetti che si proiettano verso lo spettatore (anche se ammetto di essermi spostato un paio di volte per evitare lo scudo di Cap).
Insomma, nonostante Captain America sia forse il personaggio Marvel più difficile da vendere e da comprendere fuori dagli US of A, un film decisamente riuscito.
E poi ammettiamolo, le armi e i veicoli sperimentali Hydra-nazisti (il treno!) sono über-cool.

Ultima brevissima nota polemica (sennò non sarei io): ma chiamare il film CAPITAN America, invece di CAPTAIN America pareva brutto? Mah.

Captain America sull'IMDb
Captain America su Rotten Tomatoes
Captain America su Metacritics