mercoledì 27 aprile 2011

btjunkie bloccato. O RLY?

Qualche giorno fa la FIMI ha annunciato, con una certa qual sicumera, il blocco per i navigatori italiani di btjunkie.org, uno dei più grandi indicizzatori di torrent sulla rete.
Una sola parola. Proxy.
E una volta di più complimenti vivissimi a chi pretende di censurare la Rete senza avere la minima idea di come funziona.

(E sì, lo ammetto, ho scritto questo post anche per avere l'opportunità di postare uno dei memi più famosi.)

giovedì 21 aprile 2011

Game of Thrones (o: della fruizione dei media nell'epoca del Web)

Domenica 17 aprile HBO ha trasmesso l'attesissimo primo episodio di Game of Thrones, serie tratta dal (quasi) omonimo libro di George R. R. Martin. Lunedì 18, grazie a bittorrent e agli ottimi subber di itasa, ho potuto godermela insieme alla mia metà comodamente assiso sulla mia fidata POÄNG. Qualche riflessione sparsa.

1) GoT si preannuncia come una serie favolosa. La resa visiva è semplicemente spettacolare: il production design è probabilmente il migliore che abbia mai visto sul piccolo schermo, e non sfigurerebbe in una produzione cinematografica. Gli attori mi sono sembrati tutti assai centrati, con il picco di Peter Dinklage (Tyrion) e l'unica piccola eccezione di Nikolaj Coster-Waldau (Jamie), che esteticamente non mi ha convinto del tutto (leggasi: l'avrei scelto più bello). E poi c'è la storia, ma a quella ci ha già pensato Martin, e quindi si va sul sicuro. Speriamo solo che, fatte salve le ovvie licenze che si devono prendere nel passaggio dalla pagina allo schermo, la HBO rimanga il più fedele possibile ai libri.

2) Tecnicamente credo di avere violato qualche legge nel procurarmi GoT, ma - oltre a non provare nessun rimorso per averlo fatto - mi chiedo come avrei potuto vederlo in maniera legale, visto che in Italia HBO non arriva. In teoria dovrei aspettare che la serie esca in Dvd, ma non mi sognerei mai di comprare qualcosa che non ho già visto e apprezzato. Quindi?

3) La tanto celebrata e tanto pubblicizzata Tv on demand, almeno per chi ha un minimo di competenza informatica, è già qui. Con una connessione a banda larga e un lettore DivX da 50 Euri tutti i palinsesti del mondo sono a disposizione; ormai sono anni che vedo le serie che mi interessano (House, Castle, Bones, The Big Bang Theory...) con un ritardo che va dalle 24 alle 48 ore rispetto alla loro messa in onda negli US of A, e con il vantaggio ulteriore di godermele in orginale.

4) Questa facilità di accesso non è limitata solo ai programmi televisivi: pochi anni fa sarebbe stato impensabile per un italiano seguire la MLB e le peripezie dei Boston Red Sox; oggi sono più aggiornato su di loro che sull'Inter (il cui sito, un tempo all'avanguardia, comincia a denunciare le prime rughe), mi godo gli highlights delle partite e le iniziative per il futuro centenario di Fenway Park.

5) E concludo: tutto ciò senza parlare dell'esplosione delle possibilità di fruizione di musica che Internet permette. A proposito: quando arriverà Spotify in Italia? 

Mai, temo, vista la considerazione media di cui gode la Rete nel nostro Paese - e viceversa; basta pensare a quanto ci ha messo amazon ad aprire il sito italiano.

Scalpelli, bisturi e falsi amici

La notizia principale su Corriere.it di questa mattina (screenshot lì di fianco) cita Obama che parla dei conti USA: "Necessari tagli, ma con lo scalpello e non con il machete".
Tagli con lo scalpello? Il cazzatometro si attiva; una brevissima ricerca su Google trova però numerose citazioni dell'abbronzato (cit.) presidente USA che usa diverse variazioni dell'espressione we should use a scalpel, not a machete (es. qui da Reuters, qui da Fox).
Devo far revisionare il cazzatometro? Non proprio, visto che "scalpel" in inglese significa "bisturi" mentre "scalpello" si traduce "chisel" (e in effetti così la frase ha un senso). Unica piccola perplessità: ma i false friends non li insegnano più?

Aggiornamento: anche Repubblica.it concede troppa fiducia ai falsi amici (screenshot).
Ulteriore aggiornamento: ci cascano anche il Giornale.it e Libero.

Ulteriore e significativo aggiornamento: Corriere e Repubblica hanno aggiornato i loro articoli con la traduzione corretta. Non credo che la correzione abbia qualcosa a che fare con me (anche perchè ho scritto solo al Corriere per segnalare l'errore), ma è comunque una soddisfazione.

martedì 12 aprile 2011

50 anni di volo spaziale umano (e molte, molte altre cose)

Dopo più di due mesi di silenzio, mi sembra giunta l'ora di riprendere in mano il blog, anche solo per evitare che la muffa lo seppellisca definitivamente.
Tra l'altro oggi è un bell'anniversario rotondo: esattamente mezzo secolo fa, come ci ricorda uno dei migliori Google Doodle che ricordi, Yuri Alekseyevich Gagarin diventava il primo uomo a volare nello spazio, compiendo un'orbita intorno alla Terra nella Vostok 1. Gagarin, come Neil Armstrong, è uno dei pochissimi astro(cosmo)nauti conosciuti anche da chi non si appassiona all'argomento, e non ha bisogno di pubblicità; mi fermo qui e mi limito a togliermi simbolicamente il cappello e a onorarne ammirato la memoria. 

Altre cose successe/scoperte/fatte in questi due mesi, in ordine rigorosamente sparso:

- Sono stato rioperato alla famosa spalla fracassata ormai più di un anno e mezzo fa, e tutto è andato bene; mi sono però rassegnato al fatto che non muoverò mai più il braccio come prima della frattura. Dovrò rinunciare al mio sogno di una medaglia d'oro olimpica negli anelli.

- Non ho fatto in tempo ad evocarlo nel post precedente, che il buon GRRM ha annunciato che il 12 luglio (3 mesi esatti da oggi, nemmeno a farlo apposta) pubblicherà A Dance With Dragons, quinto volume dell'eptalogia A Song Of Ice And Fire. Il libro avrebbe dovuto uscire addirittura nel 2007, e a oggi Martin non ha ancora finito di scriverlo, quindi mantengo un cauto e fiducioso scetticismo. Intanto ho ricominciato a leggere gli altri libri della saga.

- Dopo 3 anni Grand Prix Legends è tornato dalla nebbia dei videogiochi dimenticati e si è dimostrato ancora una volta, dopo 13 anni  (tredici!) dalla sua uscita, il migliore e più difficile simulatore di guida mai realizzato. E ho scoperto DeathSpank, ossia un delirante e divertentissimo incrocio tra gli hack and slash in stile Diablo e l'umorismo à la Monkey Island (non a caso, visto che l'autore è Ron Gilbert). Calorosamente consigliati entrambi.

- I Boston Red Sox, nel primo anno in cui posso seguirli lungo tutto un campionato, hanno iniziato malissimo, e al momento sono ultimi (a pari merito con i Tampa Bay Rays) con 2 vittorie e 8 sconfitte. Niente niente, non è che meno un po' gramo?

- Infine, e mi spiace chiudere su una nota triste, il nostro PresDelCons è definitivamente sbroccato. La prova provata è, secondo me, l'ormai celebre barzelletta sulla mela che sa di fica (o di culo, a seconda di come la si gira). A parte tutte le noiose considerazioni su opportunità istituzionale, immagine, credibilità internazionale* e tutti i triti argomenti che i soliti comunisti hanno tirato in ballo, la cosa che mi ha colpito è che il buon Silvio ha tirato in lungo per quasi quattro minuti una freddurina esile esile che si poteva liquidare in pochi secondi. Una persona con la sua esperienza di intrattenitore non dovrebbe fare di questi errori, e secondo me se il pubblico non fosse stato così ben disposto nei suoi confronti, ci sarebbe potuto scappare anche qualche fischio. Non si fa così.

* Però ammettiamolo: io, francamente, la Merkel che racconta ai sindaci dell'Assia la barzelletta di Superman che la mette nel culo all'Uomo Invisibile non ce la vedo