sabato 11 settembre 2010

Bruciare libri, o della stupidità dell'intolleranza

Premessa. Il reverendo Terry Jones è un colossale imbecille. O un manipolatore di media ancora più abile del nostro PresDelCons, non ho ancora deciso. O più probabilmente entrambe le cose. La sua minaccia di bruciar Corani per ricordare l'anniversario dell'undici settembre è pericolosa, patetica, e profondamente stupida.
Però.
Però è pur vero che per quanto sia odioso, bruciare libri non è grave quanto uccidere persone, e l'undici settembre di persone ne sono state ammazzate quasi tremila. Ed è vero anche che i terroristi del 9/11 erano musulmani, e che le motivazioni dell'attentato erano religiose.
Però.
Però è vero anche che la visione dell'Islam degli attentatori e dei loro mandanti era una visione estremista, che sicuramente non rispecchia la fede della stragrande maggioranza dei musulmani del mondo. In una puntata di West Wing, realizzata proprio in occasione del 9/11, si diceva che Al-Qaeda sta all'Islam come il Ku Klux Klan sta al Cristianesimo, e mi sembra un paragone azzeccato.
Però.
Però ci metto la mano sul fuoco che se qualche Imam in cerca di notorietà avesse bruciato in piazza Bibbie per ricordare (chessò) il massacro di Srebrenica, non ci sarebbero state minacce e attentati da parte dei Cristiani in giro per il mondo.
Però.
Però ieri andando a lavorare sono passato davanti ad una moschea provvisoria (la Fabbrica del Vapore a Milano) dove si stava celebrando la fine del Ramadan, e l'impressione che ho avuto non è stata quella di una minaccia, ma quella di una festa, con palloncini, bibite e colori.

Non so.
Sarà perchè ultimamente ho pochissima simpatia per la religione, ma questa storia (e le sue ramificazioni, come le polemiche sulla moschea di Ground Zero) la tollero davvero poco.

Preferisco ricordare le vittime di nove anni fa, sperando che non ce ne siano altre per colpa di qualche fanatico che cerca di stabilire a suon di roghi o di bombe chi abbia l'amico immaginario migliore.