mercoledì 25 novembre 2009

Unità di misura

Questo articolo di Wired mi ha dato l'ispirazione per mettere qui sul blog un'idea che mi frulla per la testa da un po'.
Propongo l'istituzione del millinut (mN) come unità di misura della dipendenza provocata da qualcosa, si tratti di cibo o di qualunque altro oggetto, materiale o immateriale.
Ovviamente, la Nutella costituisce il valore di riferimento, con un grado di dipendenza di 1000 millinut, o 1 nut.
Altri valori potrebbero essere questi (ma si può discutere):
- Eroina: 800-900 mN
- Nicotina: 750-850 mN
- Alcol: 700-800 mN
- Diablo/Diablo II: 700-750 mN
- Lemmings: 600-650 mN
- House: 500-600 mN
- Pringles sour cream & onion: 450-550 mN

Suggerimenti?

venerdì 6 novembre 2009

Il BVZM è tornato wireless!

Ebbene sì, con una decina di giorni di anticipo sul previsto, i medici hanno deciso di togliermi i fili di Kirschner, e di cominciare la mobilitazione della spalla (anche se prima di iniziare la fisioterapia passeranno almeno altre 2 settimane).
Ho come l'impressione che la parte dolorosa inizi adesso, ma la sensazione di non avere più 4 pioli che mi escono dal braccio è impagabile.

giovedì 5 novembre 2009

Armchair Potato

Post (leggermente) aggiornato rispetto alla pubblicazione iniziale

Come da post precedente, la convalescenza per la mia frattura da scoppio (l'omero si è polverizzato in più di 40 frammenti) continua, e visto che con un braccio solo faccio una fatica dannata
anche a leggere, mi sto facendo un'overdose di film e telefilm. La mia fida POÄNG sta diventando sempre più solidale con il mio culo, e mi sto barcamenando tra nuove scoperte e arretrati che languiscono da anni, cercando di non rivedere cose già viste (per il momento ho fatto un'eccezione solo per il meraviglioso In The Shadow Of The Moon).
Tra i film/documentari visti in queste settimane, mi sono assai piaciuti Religulous (il viaggio di un ateo nel mondo a volte grottesco della religione), Sicko (Michael Moore sulla sanità USA), Grindhouse (meglio Rodriguez di Tarantino, ma tutto il progetto è geniale), The Right Stuff (storia degli astronauti del programma Mercury) e Tutti gli uomini del Presidente (ebbene sì, non l'avevo mai visto). Discreti ma non all'altezza delle aspettative Soylent Green e For All Mankind.
In lista per i prossimi giorni Public Enemies (non è molto furbo far uscire il Dvd inglese prima che il film arrivi nelle sale in Italia, ma tant'è...), A Scanner Darkly, Funeral Party, Bubba Ho-tep, My Name Is Bruce, Plan 9 From Outer Space... e magari è la volta buona che riesco a vedere anche Jesus Christ Vampire Hunter.
Per le serie Tv, oltre alla sesta stagione di House (ottima, finora) e alla terza di Big Bang Theory mi sto rimettendo in pari con Dollhouse (Joss Whedon rules!) e True Blood, e ho scoperto FlashForward. Due parole su quest'ultima. La premessa della serie è affascinante nella sua semplicità: tutti gli esseri umani del pianeta perdono contemporaneamente i sensi per 2 minuti e 17 secondi, durante i quali hanno un flashforward (appunto) che mostra quello che staranno facendo da lì a circa sei mesi. Da cosa - o da chi - è stato provocato il blackout? Le visioni sono credibili? Il futuro che mostrano è già scritto o conoscendolo lo si può modificare? Per il momento (sono andati in onda 6 episodi, con il 7° previsto per questa sera) le risposte sono poche e ambigue, e le domande aumentano ad ogni puntata; comumque mi ha catturato fin da subito, e credo proprio che diventerà il mio Lost (l'originale non mi ha mai interessato, ma credo di essere uno dei pochi).
E poi è cominciato V, il remake dei Visitors, con una splendida Morena Baccarin nella parte della leader aliena. Anche questo è sicuramente da seguire, non fosse altro per l'effetto nostalgia.
Poi dicono che quando si sta a casa malati non c'è niente da fare...

Ah, dimenticavo: mi sono anche visto la seminale serie di documentari Life On Earth di David Attenborough, meravigliosa anche dopo più di 30 anni.