domenica 28 dicembre 2008

MultiRece: World War Z, A Fire Upon The Deep, WALL-E etc.

Post multiplo, per aggiornare i miei dodici lettori (tra l'altro ho scoperto che quelli di Manzoni, che credevo di citare, erano venticinque... buffa cosa la memoria) su un paio di cose lette e viste di recente.

Comincio dalla più remota, un libro letto a settembre di quest'anno, di cui avrei voluto scrivere qualcosa molto tempo fa: World War Z.
È l'opera seconda di Max Brooks; come la prima, recensita qui, parla di zombie, e come la prima mi è piaciuta enormemente. World War Z racconta, come lascia intuire il titolo, la storia della guerra mondiale contro i morti viventi, che ha coinvolto tutto il pianeta, ne ha decimato la popolazione e ne ha rivoluzionato la geopolitica; per avere un'idea di quanto basta ricordare che alla fine dei combattimenti la nazione più popolosa del globo è il Tibet, e l'economia più sviluppata quella di Cuba. La storia è raccontata attraverso una serie di interviste a sopravvissuti della guerra, e la molteplicità dei punti di vista risulta l'aspetto più convincente del libro... insieme alla premessa, in comune con la Zombie Survival Guide, che tutto quello che si racconta è successo davvero. Più cupo della Guide - a tratti veramente agghiacciante - e più ambizioso, ma ugualmente godibile e ugualmente riuscito; per ora Max Brooks fa un due su due netto.

A Fire Upon The Deep è un libro che mi è stato indirettamente consigliato dall'Idiotaignorante: visto che il suo ultimo consiglio mi ha fatto scoprire la Song of Ice and Fire mi sono fidato di lui a scatola chiusa (confesso che non avevo mai nemmeno sentito nominare l'autore) e anche questa volta non me ne sono pentito. Anzi, per essere più precisi, ho scoperto uno dei libri di fantascienza più interessanti letti negli ultimi anni. La premessa è spiazzante e affascinante: una galassia - la nostra, ma qualche millennio nel futuro - in cui le leggi fisiche non sono costanti, ma cambiano a seconda della distanza dal centro. Su questo sfondo agiscono (tra gli altri) esseri semi-divini in grado di sterminare interi pianeti con un semplice atto di volontà, pseudo-canidi con intelligenza gruppale e capacità telepatiche, e i discendenti di noi buoni vecchi homo sapiens, ancora umani ma ormai sparsi in centinaia di mondi oltre la Terra. La storia è piuttosto intricata, e non entrerò nei dettagli, dirò solo che la cosa che mi ha più colpito e affascinato è il senso di vastità, di varietà e di complessità che si respira ad ogni pagina. Consigliatissimo a tutti gli appassionati di fantascienza e di Usenet (e sì, anche nel futuro esisteranno i troll).

Infine WALL-E, che ho visto da pochi giorni grazie al servizievole equino (me lo sono perso in sala, e lo comprerò il giorno dell'uscita in Dvd, ma non riuscivo più a resistere). Che dire? Secondo me il miglior film Pixar di sempre, e chi mi legge da un po' sa che questo colloca WALL-E su un livello tra il capolavoro e la figata termonucleare globale (cit.).
Non sto neanche a dilungarmi sulla perfezione tecnica, ormai scontata; preferisco dire che i personaggi, sia i due protagonisti che i comprimari, sono perfetti e che la storia è emozionante, a tratti addirittura commovente. E soprattutto la Pixar è riuscita a raccontare una storia profondamente ambientalista - e a criticare in maniera feroce la way-of-life consumista e iper-mediatizzata - evitando estremismi e inutili prediche, con un capolavoro di equilibrio e di leggerezza. Dire che consiglio questo film a tutti è limitativo; fosse per me lo renderei materia di studio obbligatoria.

Per quanto riguarda l'etc del titolo, segnalo che ho visto The Dark Knight in originale, e ho trovato l'interpretazione di Heath Ledger assolutamente fantastica, e (sorprendentemente) più misurata rispetto al doppiaggio italiano e che ho iniziato a leggere Thank You, Jeeves, e mi sono bastate poche pagine per rendermi conto che P. G. Wodehouse è il british humor.

La pagina IMDb di WALL-E
WALL-E su RT

martedì 23 dicembre 2008

Del perchè la letteratura italiana è in crisi

L'Italia non conta un cazzo. Verità forse difficile, ma non per questo meno vera (basta guardare un po' come la nostra Terra dei Cachi viene trattata - o NON viene trattata - dalla stampa internazionale).
La letteratura italiana conta meno di un cazzo, per le ovvie barriere linguistiche (l'italiano si parla praticamente solo qui da noi e in Canton Ticino), ma non solo.
Uno dei motivi principali è, secondo me, l'insopportabile e inutile spocchia che molti dei nostri autori dimostrano nei confronti della letteratura cosiddetta di genere - ossia, secondo me, quella che ci ha dato il 95% dei capolavori di ogni tempo. Mirabile esempio di questo atteggiamento è questa intervista di Margaret Mazzantini (ma anche il video in fondo a questa pagina dimostra un livello di supponenza preoccupante), che non viene nemmeno sfiorata dall'idea che Rowling e Meyer - anche dall'alto dei cazzilioni di copie vendute - se ne strabattono altamente dei suoi schizzi di veleno.
Sempre che abbiano un'idea di chi sia, cosa di cui dubito.

Giusto per la cronaca: non ho letto e non ho intenzione di leggere, almeno per il momento, la saga di Twilight, mentre adoro Harry Potter e tutto quello che gira intorno al mondo di Hogwarts (ho letto da poco anche The Tales of Beedle The Bard e mi è piaciuto assai).
E ovviamente non ho mai letto, ed escludo categoricamente di leggere, una sola riga della boriosissima Mazzantini (vien dal mare?).

Grazie all'idiotaignorante per la segnalazione.
Lo screencapture dell'intervista è archiviato qui.

martedì 16 dicembre 2008

The Horror! The Horror!

No. Non ce la faccio. Ho già provato tre inizi diversi per questo post (che spaziavano dal rapporto tra forma e contenuto in un'opera d'arte all'heavy metal e la sua pessima reputazione) ma non riuscivano a convogliare in maniera adeguata il disgusto e lo stupore che ho provato vedendo questo video musicale (?).
Conrad avrebbe detto: "The Horror! The Horror!"; io, avendo meno talento di lui, mi limito ad auspicare che i membri de Il Genio vengano spediti immediatamente a cucire palloni in Pakistan. Dico davvero. Mai ascoltata musica (?) tanto irritante, spocchiosa, supponente e, in ultima analisi, idiota.

martedì 9 dicembre 2008

Sulla stupidità della censura

La pagina di Wikipedia dedicata a Virgin Killer (disco degli Scorpions di oltre 30 anni fa) è stata censurata in UK perchè la copertina del disco ritrae una ragazzina nuda.
Al di là di quanto la copertina possa essere ritenuta offensiva o di cattivo gusto, non ci si è ancora resi conto che se la censura è idiota, la censura su Internet è doppiamente idiota?
L'immagine qui a sinistra mostra uno screenshot della ricerca immagini di Google, effettuata or ora, con parole chiave "scorpions virgin killer".
Possibile che i censori non si siano resi conto di aver fatto una pubblicità enorme a quell'immagine (e a quel disco), e che hanno ottenuto solo di farla conoscere a molte più persone di quante l'avrebbero vista senza questo rebèlot mediatico?

Dimenticavo: Virgin Killer è un grandissimo disco, probabilmente uno dei migliori due o tre degli Scorpions.