sabato 21 giugno 2008

Le grandi domande - parte V

Qualche post fa mi chiedevo che fine avessero fatto le Fiesta Ferrero gialle (e anche quelle azzurre), ma mi sono reso conto che non si tratta delle uniche scomparse: che fine hanno fatto, ad esempio, le Brooklin giallo scuro al gusto tuttifrutti (e anche quelle di numerosi altri colori)? Dov'è scomparso l'amaro di alghe Halgher (talmente misterioso che non sono riuscito a trovarne nemmeno un'immagine)? In quale limbo è sparito il panettone di Papà Barzetti (o in effetti, l'intera ditta Papà Barzetti)?
Ma è nel campo dei gelati che ci sono state le sparizioni più clamorose: che fine ha fatto la mitica Eldorado, la marca che ci ha regalato gelati-capolavoro come il Piedone, i Gelosuccosi (il Dalek era squisito), il Gommolo e lo Squalo (il Calippo non lo conto, perchè esiste ancora)? Ma soprattutto: perchè non si trovano più da nessuna parte gli spettacolari coni al whisky che quand'ero piccolo facevano bella mostra di sè in qualunque bar? Paura che venga su una generazione di alcolisti? Politically correcy spinto all'estremo? Puro e semplice marketing?
Mah. Meno male che almeno un simbolo degli anni '70 e '80 rimane, immarcescibile, incorruttibile e sempre uguale a sè stesso: la Coppa del Nonno, che ovviamente da bambino non ho mai mangiato perchè era, appunto, un gelato per vecchi.

martedì 17 giugno 2008

Intasamento!

Download Day

Come ampiamente prevedibile (e secondo me previsto), tutti i siti per il download di Firefox 3 sono andati immediatamente in sovraccarico (in meno di due ore ci sono già circa 550.000 download). Qualche possibilità in più, al momento, la offre l'ftp di Mozilla, ma non so se anche questi download verranno conteggiati nel totale (ma non vedo perchè non dovrebbero). Io ho già scaricato, ma non ancora installato: in fondo già la RC2 che sto usando è perfettamente stabile (e lo era già la RC1, a dire il vero).

lunedì 16 giugno 2008

Piesse

Download Day

PS Non dimenticatevi che domani 17 giugno verrà rilasciata la versione definitiva di Firefox 3 (io ovviamente lo sto usando più o meno dalla alpha 3, ma questo non c'entra), e che si cercherà di stabilire il record mondiale di download in un solo giorno. Andate e scaricate!

Montagne russe

Ho scoperto, grazie a questo articolo di Wired, che esattamente 124 anni fa venivano aperte, a Coney Island, le prime montagne russe della storia. Come in qualunque cosa riguardi anche solo di striscio scienza e tecnologia, un secolo e un quarto sono più o meno equivalenti a un'eternità e un quarto, e infatti si è passati - solo per limitarci alle strutture in legno - da quel lontano Gravity Pleasure Switch Back Railway (lungo meno di 200 metri, e alto meno di 15) a questo mostro, lungo quasi un chilometro e mezzo, e su cui si superano i 110 km/h. Per non parlare del terrificante Kingda Ka, al momento il rollercoaster più alto (139 metri) e più veloce del mondo: 206 km/h, che vengono raggiunti in 3 secondi e mezzo (!!!!).
Purtroppo la vera patria dei roller coaster sono gli Stati Uniti (in Italia al massimo arriviamo al Blue Tornado, quello nella foto là in alto), e non essendoci mai stato, mi devo limitare a raccogliere informazioni o video in giro per la rete. Come quello lì sotto, che mostra un giro completo sul Kingda Ka di cui sopra, e che vale - per essere banali - più di mille parole.

giovedì 5 giugno 2008

386

Leggevo questo articolo sull'inestimabile blog di Paolo Attivissimo, e mi è piombata addosso una nostalgia tecnico-informatica degna di una giornata novembrina (e il clima odierno, almeno qui a Milano, non aiuta).
Nostalgia indiretta, volendo, visto che vidi WarGames diversi anni più tardi e non ne fui così tanto ispirato alla carriera informatica (all'epoca volevo fare il veterinario). Però i commenti all'articolo mi hanno fatto venire in mente che nel 1990 compravo il mio primo Pc; qualche anno prima avevo acquistato un Olivetti Prodest Pc128 - credo di essere stato uno dei 4 in Italia ad averlo fatto - ma vista la carenza di software (leggi videogiochi) a buon mercato, era finito ben presto a prender polvere.
Ecco le specifiche di quell'antico computer (di cui credo di avere ancora in giro per casa qualche componente):

CPU: 386 25 MHz
RAM: 4 MB
HDD: 40 MB
Floppy: 3" ½, 1.44 MB e 5" ¼, 1.2 MB
Scheda video: VGA 256 colori
Monitor: 14" a colori
Sistema operativo: DrDOS 5.0
Prezzo: 3 milioni di lire dell'epoca

E i miei dodici lettori? In che anno e con che computer si sono avvicinati all'informatica?

mercoledì 4 giugno 2008

BookRece: His Dark Materials

In una bellissima recensione che lessi anni fa su L'altrui mestiere, Primo Levi parlava di libri "per bambini" e libri "anche per bambini", ossia talmente ricchi di significati da offrire chiavi di interpretazione diverse al lettore di 6, 16 o 36 anni (uno degli esempi che Levi faceva di questa seconda categoria era, se non ricordo male, Gulliver's Travels). Questa trilogia è probabilmente l'esempio più perfetto di questi libri "anche" che ho letto negli ultimi anni: un bambino probabilmente rimarrebbe incantato dall'atmosfera di magia e avventura che permea ogni singola pagina dei tre libri (ma in effetti si tratta di un unico libro diviso in tre parti), oltre che dalle creature letterarie più muthafucka (nel senso Samuel L. Jacksoniano del termine) di cui abbia mai letto, i panserbjørne.
Il lettore adulto (o almeno, questo lettore adulto) rimane incantato dalla facilità disarmante con cui Pullman riesce a trattare di argomenti non banali come religione, teologia, libertà di scelta, fisica quantistica, autoritarismo... e nel frattempo a raccontare la storia piccola e indimenticabile di una bambina e un bambino che scoprono come si diventa adulti, attraversando mondi e fuggendo da un Magisterium (metafora piuttosto trasparente della Chiesa) disposto a tutto pur di fermarli nella loro ricerca. (E poi, non guasta ripeterlo, ci sono i
panserbjørne).
La feroce contrarietà dell'autore alla religione (organizzata) è esplicita ovunque nel libro, ma Pullman riesce a intesserla così finemente e profondamente nella storia da evitare (quasi) del tutto la detestabile mini-conferenza dell'autore sui Grandi Temi Che Gli Stanno Tanto A CuoreTM. In effetti, per molti versi, il rifiuto della religione è il nucleo centrale della storia, o almeno uno dei pilastri su cui si regge... ma non voglio anticipare altro, anche perchè non riuscirei a rendere giustizia alle atmosfere, alla ricchezza e alla sottigliezza dei tre libri.
Una trilogia affascinante, un volo di fantasia degno del miglior Neil Gaiman (i dæmon! i
panserbjørne!), allo stesso tempo semplice come devono essere tutte le migliori storie, e incredibilmente profonda e complessa. Consigliatissima.

Dimenticavo: dal primo dei tre libri, The Golden Compass, è stato tratto un film che mi sono perso in sala (per fortuna, visto quanto mi sono piaciuti i libri) e di cui sto aspettando con ansia l'uscita in Dvd. Pare che non sia un capolavoro, e che la storia sia stata brutalmente purgata di tutti gli elementi di critica alla religione (scelta che comprendo ma non condivido), ma pare anche che dal punto di vista visivo sia assolutamente stupefacente, come sembrano confermare i trailer.

domenica 1 giugno 2008

FilmRece: Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Sono andato a vedere questo Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo con una gran voglia di farmelo piacere, ma con una gran paura (alimentata anche da qualche recensione sbirciata qua e là su Internet) che si rivelasse una colossale cazzata.
Insomma, Indy è ormai entrato nella leggenda del cinema, e il terrore che il duo Lucas-Spielberg non fosse riuscito a catturarne un'altra volta la magia era assai forte... e non c'è niente che faccia male come vedere un personaggio che si è amato ridotto ad una stanca parodia di se stesso, tanto per fare qualche (milione di) dollari in più.
Per fortuna i miei timori si sono dimostrati infondati, e sono uscito dalla sala Energia dell'Arcadia assai soddisfatto: questo Teschio di Cristallo si piazza (ovviamente) dietro I Predatori e L'ultima Crociata, ma non di quanto ci si poteva aspettare, e mi è piaciuto decisamente più del Tempio Maledetto.
Qualche (piccola) riserva comunque ce l'ho: il Teschio di Cristallo, ad esempio, non è un obbiettivo all'altezza dell'Arca dell'Alleanza o del Santo Graal, ma a parte Excalibur o Atlantide, francamente non mi viene in mente niente che lo sarebbe stato.
(Apro una parentesi, giusto a proposito di Atlantide: credo che, come me, parecchi miei coetanei darebbero una falange per vedere un film tratto dal meraviglioso adventure della LucasArts Indiana Jones and the Fate of Atlantis. E io ne darei un'altra per vedere in sala anche The Dig, ma questa è un'altra storia. Chiusa parentesi.)
Alcuni momenti del film, poi, mi sono sembrati esagerati (o perlomeno mal raccontati), e hanno interrotto per un attimo la suspension of disbelief, pur tenendo conto che si parla di Indiana Jones, uno che si è buttato da un aereo con un canotto (!): su tutti il volo nel frigorifero e il duello al fioretto tra Mutt e il Colonnello Irina Spalko.
Infine il doppiaggio: mi rendo conto che non sia una colpa del film, e a quanto racconta Paolo Attivissimo in questo articolo, non si può nemmeno dire che sia (tutta) colpa dei doppiatori, ma l'ho trovato in generale appena passabile, e per Marion e Il Colonnello veramente inaccettabile.
Cosa mi è piaciuto? Praticamente tutto il resto. Il mix perfetto tra avventura ed ironia che è sempre stato (per me) il miglior aspetto della saga; il ritorno di Marion Ravenwood (e che ritorno!); alcuni tra i migliori momenti Jonesiani dell'intera saga (la fuga in moto nella biblioteca, la cerbottana nel cimitero, le tre (TRE!) cascate); alcune immagini indimenticabili (su tutte il fungo atomico); il cast di supporto, in particolare Shia LaBeouf e John Hurt. Ma, più di tutto il resto, l'interpretazione di Harrison Ford, assolutamente perfetto nel rendere un Indiana Jones invecchiato e un po' disilluso, ma ancora pronto a prendere cappello e frusta e attraversare mezzo mondo per aiutare un amico in difficoltà.
Il finale del film (ma in effetti un po' tutto il film) lascia pensare che non ci sarà un Indiana Jones 5, e tutto sommato mi va bene così. La saga avrebbe potuto concludersi alla grande con la cavalcata verso il tramonto di L'ultima Crociata, ma anche questo Teschio di Cristallo ha aggiunto qualcosa al mito del Professor Jones, e in tutta sincerità, è anche più di quello che mi aspettavo.

La pagina IMDb del film
Il film su RT