domenica 28 dicembre 2008

MultiRece: World War Z, A Fire Upon The Deep, WALL-E etc.

Post multiplo, per aggiornare i miei dodici lettori (tra l'altro ho scoperto che quelli di Manzoni, che credevo di citare, erano venticinque... buffa cosa la memoria) su un paio di cose lette e viste di recente.

Comincio dalla più remota, un libro letto a settembre di quest'anno, di cui avrei voluto scrivere qualcosa molto tempo fa: World War Z.
È l'opera seconda di Max Brooks; come la prima, recensita qui, parla di zombie, e come la prima mi è piaciuta enormemente. World War Z racconta, come lascia intuire il titolo, la storia della guerra mondiale contro i morti viventi, che ha coinvolto tutto il pianeta, ne ha decimato la popolazione e ne ha rivoluzionato la geopolitica; per avere un'idea di quanto basta ricordare che alla fine dei combattimenti la nazione più popolosa del globo è il Tibet, e l'economia più sviluppata quella di Cuba. La storia è raccontata attraverso una serie di interviste a sopravvissuti della guerra, e la molteplicità dei punti di vista risulta l'aspetto più convincente del libro... insieme alla premessa, in comune con la Zombie Survival Guide, che tutto quello che si racconta è successo davvero. Più cupo della Guide - a tratti veramente agghiacciante - e più ambizioso, ma ugualmente godibile e ugualmente riuscito; per ora Max Brooks fa un due su due netto.

A Fire Upon The Deep è un libro che mi è stato indirettamente consigliato dall'Idiotaignorante: visto che il suo ultimo consiglio mi ha fatto scoprire la Song of Ice and Fire mi sono fidato di lui a scatola chiusa (confesso che non avevo mai nemmeno sentito nominare l'autore) e anche questa volta non me ne sono pentito. Anzi, per essere più precisi, ho scoperto uno dei libri di fantascienza più interessanti letti negli ultimi anni. La premessa è spiazzante e affascinante: una galassia - la nostra, ma qualche millennio nel futuro - in cui le leggi fisiche non sono costanti, ma cambiano a seconda della distanza dal centro. Su questo sfondo agiscono (tra gli altri) esseri semi-divini in grado di sterminare interi pianeti con un semplice atto di volontà, pseudo-canidi con intelligenza gruppale e capacità telepatiche, e i discendenti di noi buoni vecchi homo sapiens, ancora umani ma ormai sparsi in centinaia di mondi oltre la Terra. La storia è piuttosto intricata, e non entrerò nei dettagli, dirò solo che la cosa che mi ha più colpito e affascinato è il senso di vastità, di varietà e di complessità che si respira ad ogni pagina. Consigliatissimo a tutti gli appassionati di fantascienza e di Usenet (e sì, anche nel futuro esisteranno i troll).

Infine WALL-E, che ho visto da pochi giorni grazie al servizievole equino (me lo sono perso in sala, e lo comprerò il giorno dell'uscita in Dvd, ma non riuscivo più a resistere). Che dire? Secondo me il miglior film Pixar di sempre, e chi mi legge da un po' sa che questo colloca WALL-E su un livello tra il capolavoro e la figata termonucleare globale (cit.).
Non sto neanche a dilungarmi sulla perfezione tecnica, ormai scontata; preferisco dire che i personaggi, sia i due protagonisti che i comprimari, sono perfetti e che la storia è emozionante, a tratti addirittura commovente. E soprattutto la Pixar è riuscita a raccontare una storia profondamente ambientalista - e a criticare in maniera feroce la way-of-life consumista e iper-mediatizzata - evitando estremismi e inutili prediche, con un capolavoro di equilibrio e di leggerezza. Dire che consiglio questo film a tutti è limitativo; fosse per me lo renderei materia di studio obbligatoria.

Per quanto riguarda l'etc del titolo, segnalo che ho visto The Dark Knight in originale, e ho trovato l'interpretazione di Heath Ledger assolutamente fantastica, e (sorprendentemente) più misurata rispetto al doppiaggio italiano e che ho iniziato a leggere Thank You, Jeeves, e mi sono bastate poche pagine per rendermi conto che P. G. Wodehouse è il british humor.

La pagina IMDb di WALL-E
WALL-E su RT

martedì 23 dicembre 2008

Del perchè la letteratura italiana è in crisi

L'Italia non conta un cazzo. Verità forse difficile, ma non per questo meno vera (basta guardare un po' come la nostra Terra dei Cachi viene trattata - o NON viene trattata - dalla stampa internazionale).
La letteratura italiana conta meno di un cazzo, per le ovvie barriere linguistiche (l'italiano si parla praticamente solo qui da noi e in Canton Ticino), ma non solo.
Uno dei motivi principali è, secondo me, l'insopportabile e inutile spocchia che molti dei nostri autori dimostrano nei confronti della letteratura cosiddetta di genere - ossia, secondo me, quella che ci ha dato il 95% dei capolavori di ogni tempo. Mirabile esempio di questo atteggiamento è questa intervista di Margaret Mazzantini (ma anche il video in fondo a questa pagina dimostra un livello di supponenza preoccupante), che non viene nemmeno sfiorata dall'idea che Rowling e Meyer - anche dall'alto dei cazzilioni di copie vendute - se ne strabattono altamente dei suoi schizzi di veleno.
Sempre che abbiano un'idea di chi sia, cosa di cui dubito.

Giusto per la cronaca: non ho letto e non ho intenzione di leggere, almeno per il momento, la saga di Twilight, mentre adoro Harry Potter e tutto quello che gira intorno al mondo di Hogwarts (ho letto da poco anche The Tales of Beedle The Bard e mi è piaciuto assai).
E ovviamente non ho mai letto, ed escludo categoricamente di leggere, una sola riga della boriosissima Mazzantini (vien dal mare?).

Grazie all'idiotaignorante per la segnalazione.
Lo screencapture dell'intervista è archiviato qui.

martedì 16 dicembre 2008

The Horror! The Horror!

No. Non ce la faccio. Ho già provato tre inizi diversi per questo post (che spaziavano dal rapporto tra forma e contenuto in un'opera d'arte all'heavy metal e la sua pessima reputazione) ma non riuscivano a convogliare in maniera adeguata il disgusto e lo stupore che ho provato vedendo questo video musicale (?).
Conrad avrebbe detto: "The Horror! The Horror!"; io, avendo meno talento di lui, mi limito ad auspicare che i membri de Il Genio vengano spediti immediatamente a cucire palloni in Pakistan. Dico davvero. Mai ascoltata musica (?) tanto irritante, spocchiosa, supponente e, in ultima analisi, idiota.

martedì 9 dicembre 2008

Sulla stupidità della censura

La pagina di Wikipedia dedicata a Virgin Killer (disco degli Scorpions di oltre 30 anni fa) è stata censurata in UK perchè la copertina del disco ritrae una ragazzina nuda.
Al di là di quanto la copertina possa essere ritenuta offensiva o di cattivo gusto, non ci si è ancora resi conto che se la censura è idiota, la censura su Internet è doppiamente idiota?
L'immagine qui a sinistra mostra uno screenshot della ricerca immagini di Google, effettuata or ora, con parole chiave "scorpions virgin killer".
Possibile che i censori non si siano resi conto di aver fatto una pubblicità enorme a quell'immagine (e a quel disco), e che hanno ottenuto solo di farla conoscere a molte più persone di quante l'avrebbero vista senza questo rebèlot mediatico?

Dimenticavo: Virgin Killer è un grandissimo disco, probabilmente uno dei migliori due o tre degli Scorpions.

mercoledì 5 novembre 2008

Film(mini)Rece: Speed Racer

Quando è uscito al cinema, mi sembrava eccessivo spenderci i soldi del biglietto, ma qualche recensione letta qua e là in Rete mi aveva molto incuriosito, quindi gli ho concesso una visione in Dvd.
Mi è piaciuto. Meno banale di quanto mi aspettassi, molto cartoonistico (ovviamente, visto il materiale di partenza) e visivamente incredibile. Le scene di gara (la spina dorsale del film) sono tra le cose più spettacolari che abbia mai visto su schermo, e in un certo senso rivoluzionarie quanto lo fu il primo Matrix.
Tutto sommato, una visione sul grande schermo l'avrebbe meritata.

La pagina IMDb del film
Il film su RT

Obama

Barack Obama, se non siete vissuti su Urano nelle ultime 24 ore lo saprete sicuramente, ha stravinto le elezioni USA.
Già da tempi non sospetti tifavo per lui, anche se, ovviamente, il mio tifo conta più o meno come il due di picche con la briscola a cuori.
Detto questo, devo rilevare che McCain ha comunque riportato una piccola grande vittoria: ha conquistato il Wyoming.

PS Sono sicuro che Obama si sente molto sollevato dalla notizia che il nostro Presidente del Consiglio si è già offerto di aiutarlo con i suoi preziosi consigli.

domenica 2 novembre 2008

Ma porc...

D'accordo, onore al merito di Lewis Hamilton, di cui solo qualcuno in cattiva fede potrebbe negare lo straordinario talento.
Però, porca miseria, ogni tanto qualche sfiga potrebbe capitare anche a lui...
E onore al merito di Felipe Massa, che oggi ha fatto una gara perfetta. Rodono ancora di più il motore esploso in Ungheria e soprattutto, il dannato pitstop di Singapore...

venerdì 31 ottobre 2008

Letture 2.0

Innanzitutto mi scuso per la banalità del titolo, ma in questo specifico caso, l'abusatissimo suffisso 2.0 mi pare veramente adeguato. Ho scoperto da poco anobii e ne sono rimasto affascinato (perdendoci un considerevole quantitativo di tempo): tutte le potenzialità dei social network applicate a quella specie arcaica e so 1.0 che sono gli appassionati di libri. Per uno smanettone bibliofilo come me, praticamente il Paradiso, il Nirvana e l'Oktoberfest, tutto contemporaneamente.
Qui (e anche cliccando sull'apposito bottone di là a sinistra) si può visitare il mio scaffale, ancora mostruosamente incompleto; mi pare superfluo sottolineare che invito tutti i miei dodici lettori a farci un giro.

mercoledì 15 ottobre 2008

Film(micro)Rece: Il Patriota

Brevissima considerazione dopo aver rivisto in Dvd Il Patriota: Roland Emmerich ha tutta la sottigliezza simbolica di un allevatore di maiali mantovano.
Poi, per carità, c'è di peggio.


La pagina IMDb del film
Il film su Rotten Tomatoes

giovedì 18 settembre 2008

Alitalia

Parrebbe fallita la cordata italiana per il salvataggio di Alitalia. Visto che da qualche mese non chiedo il suo parere, mi sembra giusto consultare in merito il saggio Rasputin:


Al solito, non posso che concordare.

mercoledì 10 settembre 2008

BookMultiRece: The World Without Us, The Zombie Survival Guide, The Colour Of Magic

Recensione cumulativa degli ultimi tre libri che ho letto (e che i più attenti tra i miei dodici lettori già avranno visto nella colonna qui a sinistra). The World Without Us cerca di rispondere ad una domanda semplicissima, ma con implicazioni enormi: cosa succederebbe al nostro pianeta se tutti gli esseri umani scomparissero improvvisamente domani? Cosa rimarrebbe delle nostre città e dei nostri monumenti? Davvero la Terra diventerebbe il regno di topi e scarafaggi? Per quanto tempo rimarrebbero segni che una specie intelligente è vissuta sul nostro pianeta? Dato che sono da sempre appassionato di catastrofi, non potevo lasciarmi sfuggire questo libro, che si è rivelato molto diverso da come me l'aspettavo, ma per fortuna affascinate come speravo. Recensioni e articoli spulciati qua e là mi avevano infatti convinto che il libro fosse organizzato cronologicamente: come cambierebbe il mondo dopo 48 ore dalla scomparsa dell'umanità? E dopo una settimana, un anno, un millennio, un milione di anni? Alan Weisman sceglie invece di procedere per temi, o meglio, per flash, esaminando sia quelle (poche) aree del pianeta che per un motivo o per l'altro non hanno subito l'intervento dell'uomo per decenni (la DMZ tra le due Coree) o per secoli (la foresta di Białowieża, tra Polonia e Bielorussia), che i luoghi della Terra modificati più pesantemente, come la gigantesca zona petrolchimica di Houston o il canale di Panama. I primi esempi mostrano la velocità quasi incredibile con cui la natura riesce a riempire le nicchie lasciate libere, mentre i secondi spiegano tra l'altro come molte delle nostre costruzioni - anche quelle apparentemente più solide - siano in effetti destinate a scomparire nel giro di pochi decenni senza una manutenzione continua e maniacale. Il libro si è dimostrato, paradossalmente, meno catastrofista di quanto mi aspettavo, ma ci ho trovato parecchi spunti di riflessione. Molto, molto interessante.

The Zombie Survival Guide, di Max Brooks (figlio dell'imprescindibile Mel), è sicuramente il libro più divertente e più inquietante che abbia letto da almeno un paio d'anni a questa parte. Si tratta di un manuale di sopravvivenza per il privato cittadino in un mondo infestato dagli zombie, che spiega - ad esempio - come barricare la propria casa contro un attacco, quali armi è meglio utilizzare in caso di incontro ravvicinato, qual è il mezzo di trasporto più adatto nel caso si debba fuggire da un assedio (la bicicletta, per la cronaca) o come rilevare possibili attacchi di zombie camuffati nelle notizie dei telegiornali. Il manuale offre anche un'analisi approfondita delle cause della zombificazione e delle caratteristiche e abilità degli zombie e una serie di resoconti sugli attacchi documentati, dal 60.000 a.C. ai giorni nostri. Ciò che rende irresistibile il libro è la mortale serietà con cui Brooks tratta l'argomento: l'assunto di base - gli zombie esistono, e di tanto in tanto attaccano villaggi, paesi e città - non viene abbandonato nemmeno per una riga, neanche quando vengono analizzati i pro e i contro dell'uso di una corazza di piastre come strumento di difesa, e questo fa in modo che l'effetto comico (suvvia, una corazza di piastre?) vada sempre a braccetto con una certa qual sottile inquietudine (e se ci fosse qualcosa di vero?).
Perfettamente centrata la frase di una recensione (del New York Post, se non erro) riportata sulla copertina: "si inizia a leggere il libro per divertimento, ma una volta arrivati a pagina 50 si esce di casa e si va a comprare un machete, giusto per stare tranquilli". Calorosamente consigliato a tutti, in particolare agli amanti di Romero, di Shaun of the Dead e dello humor nerissimo.

Infine The Colour of Magic, cui accennavo un paio di post fa. Come mi aspettavo mi è piaciuto moltissimo, e il parallelo con Douglas Adams è decisamente azzeccato. Pratchett, come ha fatto DNA per la fantascienza, riesce a parodiare tutti gli stereotipi del fantasy e insieme a costruire una storia che sta in piedi anche con le sue sole forze, e anzi, a costruire un mondo intero; ma ancora più importante, scrive un libro maledettamente divertente, con personaggi e dialoghi indimenticabili (i battibecchi tra Rincewind e Death valgono da soli la lettura). Viste le premesse credo proprio che mi toccherà acquistare pian piano tutta la saga (con i conseguenti ampliamenti della casa a cui accennavo), anche se per il momento mi concentrerò sulle storie dei suddetti Rincewind e Death, che dovrebbero essere una decina di volumi in tutto. Mi pare superfluo aggiungere che consiglio caldamente anche questo libro.

sabato 23 agosto 2008

Succhi di frutta e contributi europei

Da qualche giorno gira in televisione lo spot per un nuovo succo di frutta, anzi, stando al sito del produttore, per una nuova "bevanda funzionale ad alto valore aggiunto". Evito di commentare il solito, ridicolo gergo del marketing; quanto allo spot in sè, non ho ancora deciso se la combinazione tra immagini à la Kill Bill e Kung Fu Fighting di Carl Douglas sia furba o solo facile; tutto sommato si vedono cose ben peggiori.
Una cosa però mi ha colpito, o meglio, mi ha fatto incazzare come un'ape: la scritta, in piccolo "Campagna realizzata con il contributo dell'Unione Europea". Per quale motivo i soldi dell'UE (ossia i miei) vengono spesi per aiutare una ditta a promuovere i suoi prodotti?

NB Purtroppo non ho reperito un video dello spot in cui sia presente l'avviso, e anche la versione che viene trasmessa negli ultimi giorni ne è priva. L'unico riferimento che sono riuscito a trovare è questo, che almeno mi conferma che non ho (ancora) le allucinazioni. Se qualcuno dei miei dodici lettori mi può aiutare, è il benvenuto.

mercoledì 20 agosto 2008

Paura & Speranza

Giusto ieri ho ordinato su Play The Colour of Magic, primo libro della Discworld saga, di Terry Pratchett. Stando a qualche recensione letta qua e là Pratchett dovrebbe stare alla fantasy come Douglas Adams sta alla fantascienza, quindi in teoria dovrei adorare i suoi libri.
Il problema è che la saga è composta da trentasei (36) romanzi e diverse altre opere collaterali: se davvero i libri mi piaceranno così tanto, mi toccherà chiedere un prestito per acquistarli e aprire un mutuo per costruire un'altra stanza per riporli.

Un lampo di banalità

Usain Bolt è stato, in mancanza di parole più adatte, trascendentale. Primo uomo a vincere 100 e 200 metri nella stessa Olimpiade stabilendo per entrambe le distanze il record del mondo e dando l'impressione di star facendo niente di più impegnativo di una passeggiata sulla spiaggia.
Lo sciagurato - e adattissimo, bolt in inglese significa scatto o freccia (ma anche bullone) - cognome che questo fenomeno porta ha dato origine a una congrua dose di banalissimi giochi di parole, tra cui il più gettonato è sicuramente "Lightning Bolt", ossia lampo, saetta. E fin qui siamo ancora nel regno del banale ma giustificabile, e soprattutto corretto. Ma quando qualche prode giornalista di Rai2 ha tradotto "Lightning Bolt" come lampo accecante il mio cazzatometro si è attivato immediatamente: da dove diamine è spuntato quell'"accecante"?

venerdì 1 agosto 2008

L'ha fatto di nuovo!

Esattamente come era successo per l'uscita di Harry Potter and the Deathly Hollows: oggi è stata annunciata la pubblicazione (perlomeno, oggi mi è arrivata l'email di amazon) di The Tales of Beedle the Bard e le due edizioni del volume sono già al primo e al secondo posto della classifica dei libri più venduti del suddetto amazon. Nonostante la collector's edition sembri splendida (e nonostante i proventi vadano in beneficienza), 50 sterline sono davvero troppe; per questa volta mi accontenterò della versione standard.

Sempre a proposito di Hogwarts & Co: è uscito un paio di giorni fa il primo teaser trailer di Harry Potter & the Half-Blood Prince. Molto, molto interessante.

domenica 27 luglio 2008

FilmRece: Il Cavaliere Oscuro

Aaron Eckhart ha detto di aver visto in giro per la Rete alcune interpretazioni di fan del suo trucco come Due Facce, e che anche le più audaci non si avvicinano nemmeno a quello reale (avendolo visto, è probabile): "Chris[topher Nolan] è andato molto oltre quello che la gente pensa".
Credo che questo valga per tutto il film: nonostante il mostruoso hype e le aspettative altissime, Il Cavaliere Oscuro è riuscito a rivelarsi addirittura migliore di quanto mi aspettassi. Cupissimo e violento, è un film perfetto, sotto tutti i punti di vista. Nolan è riuscito ad andare talmente oltre Batman Begins - già ottimo - da farlo quasi sbiadire ad una prova generale per questo capolavoro. Il vero miracolo di Nolan è l'essere riuscito a fare del Cavaliere Oscuro un film di attori, nonostante il budget, i costumi e le esplosioni: Christian Bale e Michael Caine, Eckhart e Gary Oldman, Morgan Freeman e Maggie Gyllenhaal (una Rachel molto migliore di Katie Holmes e del suo odioso mezzo sorriso permanente); recitano tutti, senza eccezioni, a livelli altissimi.
Heath Ledger, poi, è sbalorditivo: nonostante sia circondato da questo cast strepitoso, ogni volta che il Joker è sullo schermo è impossibile staccargli gli occhi di dosso. È riuscito a costruire un cattivo cinematografico che entrerà nella Storia; forse l'unico ad avermi fatto davvero paura insieme all'Hannibal Lecter di Il silenzio degli innocenti.
Anche il doppiaggio, nonostante i miei timori (post precedente) si è rivelato all'altezza: come accade spesso, quello dei trailer era provvisorio. Ovviamente non vedo comunque l'ora di gustarmi gli attori in originale in Dvd.
Che altro aggiungere? Forse non è il miglior film di sempre - come per il momento lo eleggono gli utenti dell'IMDB - ma sicuramente il miglior film di questo 2008, e per distacco.

Il Cavaliere Oscuro sull'IMDb
Il Cavaliere Oscuro su Rotten Tomatoes

martedì 22 luglio 2008

Waiting for the Dark Knight

Anche se non ne ho ancora scritto qui sul blog, sono in spasmodica attesa dell'uscita di The Dark Knight (o meglio, sono in spasmodica attesa di sabato, quando andrò a vederlo all'Arcadia). Le aspettative che ho sono altissime, incoraggiate da qualche recensione sbirciata qua e là su Internet e dallo stratosferico 9.6 su 10 che il film ha al momento sull'IMDb (è addirittura balzato dritto al #1 della classifica dei migliori film di tutti i tempi).
Ho un'unica paura, confermata (in parte) dai trailer italiani: un doppiaggio non all'altezza, che non renda giustizia in particolare all'interpretazione di Heath Ledger (RIP), che tutti i recensori concordano nel definire straordinaria.
Ora: io potrò anche essere - come sostiene la mia metà - un talebano delle versioni originali, ma francamente tra il "Good evening, Ladies and Gentle-men" inglese e il "Buonasera signore e signori" italiana, ci trovo una differenza non solo linguistica, ma anche di pathos e di interpretazione. Nei trailer c'è anche un vero e proprio svarione di traduzione: "This city deserves a better class of criminals" che diventa "Questa città merita un criminale di maggior classe", ma voglio sperare che il contesto della scena giustifichi la traduzione (diciamo) libera.
Vedremo sabato. Io parto con le migliori intenzioni.

lunedì 21 luglio 2008

One small step for (a) man

Credo di averlo già accennato da qualche parte qui sul blog: uno dei motivi principali per cui mi dispiace non essere nato una diecina di anni prima è l'essermi perso la Space Race e lo sbarco dell'uomo sulla Luna. Sono profondamente convinto che l'essere riusciti a portare lassù e riportare sani e salvi sul nostro pianeta gli equipaggi del Programma Apollo sia, molto semplicemente, la più grande conquista scientifica e tecnologica dell'umanità.
Esattamente 39 anni fa Neil Armstrong faceva quello small step entrato - a ragione - nella Storia (l'impronta nella foto di là però è di Buzz Aldrin, come praticamente tutte le foto sulla superficie lunare di Apollo 11).
Come mi capita spesso, mi unisco alla segnalazione di Paolo Attivissimo dello stupendo Apollo Archive, e alla sua raccomandazione: non visitate il sito se avete qualcosa di importante da fare.

Ma allora è un'invasione!

Qualche post fa avevo segnalato due degli spot più fastidiosi degli ultimi anni, urticanti in particolare per il loro uso della musica (ma non solo). Devo purtroppo allungare la lista con altri tre crimini contro l'intelligenza, che continuano nell'ingloriosa tradizione delle canzoni famose con il testo cambiato.
Prima segnalazione, forse la peggiore del lotto per l'insistenza (non hanno realizzato un solo spot, ma un'intera serie): la Coop, con la loro interpretazione di "Si può dare di più" di Morandi-Ruggeri-Tozzi.
Seconda segnalazione: lo spot Vodafone con l'intelligentissima versione "bla bla" di "Abbronzatissima".
Terza e ultima, che purtroppo (o per fortuna) non sono riuscito a reperire in Rete: lo spot radiofonico dell'iniziativa culturale Un'estate al Madre, sulla musica (sorpresa!) di "Un'estate al mare" di Giuni Russo.
Una sola considerazione. Quando incoccio in una di queste schifezze di solito cambio canale o azzero il volume: sono io l'unico a non sopportare spot del genere o sono i creativi che non riescono a capire che alcune rèclame riescono nell'unico intento di far odiare il prodotto che pubblicizzano?

domenica 13 luglio 2008

FilmRece: La bussola d'oro

Nella mia recensione di His Dark Materials, avevo scritto che aspettavo con grande curiosità questo film, che dovrebbe rappresentare il primo capitolo di una trilogia cinematografica. Uso il condizionale perchè La bussola d'oro non ha avuto il successo che ci si aspettava, ed è molto dubbio che gli altri due film verranno mai realizzati. Sarebbe un peccato: His Dark Materials è, di fatto, un'unica storia divisa in tre parti, e questo primo film (come il primo libro) lascia aperte moltissime (troppe) questioni.
Il film, purtroppo, è ben lontano dall'essere perfetto anche senza considerare l'orizzonte più ampio della trilogia; in particolare la temuta epurazione degli elementi di critica alla religione è totale e spietata. Il Magisterium, che nel libro è chiaramente descritto come una potentissima e onnipervasiva Chiesa (cattolica?), nel film diventa una molto più generica e non ben identificata Setta Segreta Che Domina Il Mondo
TM, togliendo alla storia originale molta della sua ragion d'essere. I riferimenti alla lotta tra oscurantismo della fede e libertà della ragione, che nel libro sono costanti, nel film diventano talmente sporadici e vaghi da poter essere riferiti a qualunque oppressione, religiosa o no. Non che ci sia necessariamente qualcosa di male nel voler rendere più generale un messaggio di libertà, ma purtroppo pare proprio che la scelta non sia stata dettata da una precisa volontà di universalizzare il significato del libro, ma semplicemente dalla paura che un attacco troppo diretto alla religione avrebbe stroncato le possibilità economiche del film negli USA (e quindi, di fatto, in tutto il mondo). Chi mi legge sa che non sono un talebano della fedeltà assoluta di un film al libro da cui è tratto, ma in questo caso si è tradita l'anima più profonda della storia, non solo qualche svolta della trama o il carattere di qualche personaggio. Peccato.
Detto questo, tutto sommato il film mi è piaciuto, ho apprezzato molto le interpretazioni degli attori (Lyra, in particolare, è davvero meravigliosa) e moltissimo l'aspetto visivo: paesaggi, ambientazioni, costumi e CGI (per citarmi:
i dæmon! i panserbjørne!) sono assolutamente stupefacenti, e - caso più unico che raro, per quanto mi riguarda - sono andati a completare l'immagine mentale dei libri senza cancellarla.
E, ovviamente, ho adorato la Storia, pur con le riserve espresse sopra e anche se viene raccontata con una certa qual eccessiva sintesi nel tratteggiare i personaggi e le loro motivazioni (sfido chiunque non abbia letto i libri a capire qualcosa della Polvere).
Nel complesso, una grande occasione (non del tutto) sprecata.

La pagina IMDb del film
Il film su RT

venerdì 4 luglio 2008

E' nata! E' nata!

Giornali e siti riportano che Thomas Beatie, diventato famoso come "il primo uomo incinto della storia", ha partorito ieri una bambina. Il parto si è svolto senza problemi e la piccola è sana.
In tutta sincerità me ne frega assai poco della questione in sè (ho qualche piccola perplessità sull'opportunità di una gravidanza del genere, ma pazienza); la cosa che mi ha sempre lasciato basito di questa storia è proprio il modo in cui i media hanno descritto Thomas.
D'accordo, per la legge è maschio, ma dal punto di vista biologico (ossia l'unico che conta per le dinamiche della gravidanza) è e rimane una femmina. E cosa c'è di così straordinario in una donna incinta che partorisce?

giovedì 3 luglio 2008

Due chicche

...o, a voler essere più precisi, due (ulteriori) sintomi del declino della società occidentale.
Prima chicca, dagli USA: un sito implementa dei filtri per correggere automaticamente alcuni termini (ritenuti offensivi) presenti negli articoli pubblicati, in altri più neutri. Risultato: il tre volte Campione del mondo di atletica (oro nei 100, 200 e staffetta 4x100 ad Osaka 2007) Tyson Gay diventa Tyson Homosexual. Qui i link a due articoli, del Corriere e della Washington Post, che ne parlano.
Seconda chicca, dalla Terra dei Cachi: da un telegiornale affidabile più o meno come un bidello pedofilo in una scuola elementare è stata lanciata la notizia di una pericolosissima nuova droga diffusa via mp3. Al di là delle assurdità tecniche e degli striscianti attacchi al P2P e in generale ad Internet ("Non ti attaccare a Interweb, che altrimenti assumi la Droga!"), è stato sconfortante vedere che gran parte dei media (e anche il GAT della Guardia di Finanza, tra l'altro titolare di uno dei siti più orrendi che abbia mai visto) hanno ripreso e rilanciato la notizia senza minimamente preoccuparsi di verificarla. Rimando al solito, inestimabile Attivissimo per approfondimenti & commenti.

martedì 1 luglio 2008

Baviera Felix

Sono tornato da pochi giorni da una settimana corta (lunedì-venerdì) in Baviera con la mia metà, e riporto a casa solo ed unicamente impressioni positive. Mi è piaciuto tutto, dai posti al clima, dal cibo (e la birra!) alla gente. Come avevo fatto per il viaggetto a Roma, più che un racconto coerente preferisco elencare qualche frammento che mi ha colpito, per un motivo o per l'altro. In ordine rigorosamente sparso:
- I vuoti a rendere (pfand) sulle bottiglie di plastica e vetro: 15 centesimi in più che vengono pagati al momento dell'acquisto e restituiti alla consegna del vuoto. Risultato: non si vede una bottiglietta che sia una nei cestini.
- Le patate italiane viste in vendita nel mercato di Augusta.
- Il castello di Neuschwanstein (quello nella foto là in alto). Sebbene la visita sia un po' affrettata, l'ho trovato davvero magico. Probabilmente sarebbe ancora più affascinante in autunno, o d'inverno, coperto di neve. Comunque, uno dei posti più belli che abbia mai visto in vita mia.
- Le bandierine da finestrino (soprattutto tedesche, ma non solo) che un'infinità di macchine sfoggiavano per gli Europei di calcio: credo che il tizio che ha avuto l'idea sia diventato miliardario, più o meno come quello che qui da noi ha creato gli odiosi Babbi Natale alpinisti.
- I go-kart visti a noleggio a Monaco, che circolavano liberamente per strada. La sola idea di una cosa del genere a Milano (che ha più o meno gli stessi abitanti) mi fa venire i sudori freddi.
- La gigantesca Hofbräuhaus am Platzl, che si trova, ovviamente, in Bräuhausstraße, a dimostrazione che per certe cose, i tedeschi hanno le priorità chiare e definite.
- Il consumo smodato di Brezen ad opera dei tedeschi (e a ragione, a 49 centesimi l'uno sono praticamente regalati).
- I festeggiamenti, ad alto tasso etilico ma senza incidenti, in occasione della vittoria della semifinale con la Turchia, con i cori di "Finale oh oh" sull'aria di "Volare".
- In generale, l'impressione di trovarsi in un luogo altamente civile, insieme tranquillo ed efficiente, in cui - non fosse per la lingua - non mi dispiacerebbe vivere.

sabato 21 giugno 2008

Le grandi domande - parte V

Qualche post fa mi chiedevo che fine avessero fatto le Fiesta Ferrero gialle (e anche quelle azzurre), ma mi sono reso conto che non si tratta delle uniche scomparse: che fine hanno fatto, ad esempio, le Brooklin giallo scuro al gusto tuttifrutti (e anche quelle di numerosi altri colori)? Dov'è scomparso l'amaro di alghe Halgher (talmente misterioso che non sono riuscito a trovarne nemmeno un'immagine)? In quale limbo è sparito il panettone di Papà Barzetti (o in effetti, l'intera ditta Papà Barzetti)?
Ma è nel campo dei gelati che ci sono state le sparizioni più clamorose: che fine ha fatto la mitica Eldorado, la marca che ci ha regalato gelati-capolavoro come il Piedone, i Gelosuccosi (il Dalek era squisito), il Gommolo e lo Squalo (il Calippo non lo conto, perchè esiste ancora)? Ma soprattutto: perchè non si trovano più da nessuna parte gli spettacolari coni al whisky che quand'ero piccolo facevano bella mostra di sè in qualunque bar? Paura che venga su una generazione di alcolisti? Politically correcy spinto all'estremo? Puro e semplice marketing?
Mah. Meno male che almeno un simbolo degli anni '70 e '80 rimane, immarcescibile, incorruttibile e sempre uguale a sè stesso: la Coppa del Nonno, che ovviamente da bambino non ho mai mangiato perchè era, appunto, un gelato per vecchi.

martedì 17 giugno 2008

Intasamento!

Download Day

Come ampiamente prevedibile (e secondo me previsto), tutti i siti per il download di Firefox 3 sono andati immediatamente in sovraccarico (in meno di due ore ci sono già circa 550.000 download). Qualche possibilità in più, al momento, la offre l'ftp di Mozilla, ma non so se anche questi download verranno conteggiati nel totale (ma non vedo perchè non dovrebbero). Io ho già scaricato, ma non ancora installato: in fondo già la RC2 che sto usando è perfettamente stabile (e lo era già la RC1, a dire il vero).

lunedì 16 giugno 2008

Piesse

Download Day

PS Non dimenticatevi che domani 17 giugno verrà rilasciata la versione definitiva di Firefox 3 (io ovviamente lo sto usando più o meno dalla alpha 3, ma questo non c'entra), e che si cercherà di stabilire il record mondiale di download in un solo giorno. Andate e scaricate!

Montagne russe

Ho scoperto, grazie a questo articolo di Wired, che esattamente 124 anni fa venivano aperte, a Coney Island, le prime montagne russe della storia. Come in qualunque cosa riguardi anche solo di striscio scienza e tecnologia, un secolo e un quarto sono più o meno equivalenti a un'eternità e un quarto, e infatti si è passati - solo per limitarci alle strutture in legno - da quel lontano Gravity Pleasure Switch Back Railway (lungo meno di 200 metri, e alto meno di 15) a questo mostro, lungo quasi un chilometro e mezzo, e su cui si superano i 110 km/h. Per non parlare del terrificante Kingda Ka, al momento il rollercoaster più alto (139 metri) e più veloce del mondo: 206 km/h, che vengono raggiunti in 3 secondi e mezzo (!!!!).
Purtroppo la vera patria dei roller coaster sono gli Stati Uniti (in Italia al massimo arriviamo al Blue Tornado, quello nella foto là in alto), e non essendoci mai stato, mi devo limitare a raccogliere informazioni o video in giro per la rete. Come quello lì sotto, che mostra un giro completo sul Kingda Ka di cui sopra, e che vale - per essere banali - più di mille parole.

giovedì 5 giugno 2008

386

Leggevo questo articolo sull'inestimabile blog di Paolo Attivissimo, e mi è piombata addosso una nostalgia tecnico-informatica degna di una giornata novembrina (e il clima odierno, almeno qui a Milano, non aiuta).
Nostalgia indiretta, volendo, visto che vidi WarGames diversi anni più tardi e non ne fui così tanto ispirato alla carriera informatica (all'epoca volevo fare il veterinario). Però i commenti all'articolo mi hanno fatto venire in mente che nel 1990 compravo il mio primo Pc; qualche anno prima avevo acquistato un Olivetti Prodest Pc128 - credo di essere stato uno dei 4 in Italia ad averlo fatto - ma vista la carenza di software (leggi videogiochi) a buon mercato, era finito ben presto a prender polvere.
Ecco le specifiche di quell'antico computer (di cui credo di avere ancora in giro per casa qualche componente):

CPU: 386 25 MHz
RAM: 4 MB
HDD: 40 MB
Floppy: 3" ½, 1.44 MB e 5" ¼, 1.2 MB
Scheda video: VGA 256 colori
Monitor: 14" a colori
Sistema operativo: DrDOS 5.0
Prezzo: 3 milioni di lire dell'epoca

E i miei dodici lettori? In che anno e con che computer si sono avvicinati all'informatica?

mercoledì 4 giugno 2008

BookRece: His Dark Materials

In una bellissima recensione che lessi anni fa su L'altrui mestiere, Primo Levi parlava di libri "per bambini" e libri "anche per bambini", ossia talmente ricchi di significati da offrire chiavi di interpretazione diverse al lettore di 6, 16 o 36 anni (uno degli esempi che Levi faceva di questa seconda categoria era, se non ricordo male, Gulliver's Travels). Questa trilogia è probabilmente l'esempio più perfetto di questi libri "anche" che ho letto negli ultimi anni: un bambino probabilmente rimarrebbe incantato dall'atmosfera di magia e avventura che permea ogni singola pagina dei tre libri (ma in effetti si tratta di un unico libro diviso in tre parti), oltre che dalle creature letterarie più muthafucka (nel senso Samuel L. Jacksoniano del termine) di cui abbia mai letto, i panserbjørne.
Il lettore adulto (o almeno, questo lettore adulto) rimane incantato dalla facilità disarmante con cui Pullman riesce a trattare di argomenti non banali come religione, teologia, libertà di scelta, fisica quantistica, autoritarismo... e nel frattempo a raccontare la storia piccola e indimenticabile di una bambina e un bambino che scoprono come si diventa adulti, attraversando mondi e fuggendo da un Magisterium (metafora piuttosto trasparente della Chiesa) disposto a tutto pur di fermarli nella loro ricerca. (E poi, non guasta ripeterlo, ci sono i
panserbjørne).
La feroce contrarietà dell'autore alla religione (organizzata) è esplicita ovunque nel libro, ma Pullman riesce a intesserla così finemente e profondamente nella storia da evitare (quasi) del tutto la detestabile mini-conferenza dell'autore sui Grandi Temi Che Gli Stanno Tanto A CuoreTM. In effetti, per molti versi, il rifiuto della religione è il nucleo centrale della storia, o almeno uno dei pilastri su cui si regge... ma non voglio anticipare altro, anche perchè non riuscirei a rendere giustizia alle atmosfere, alla ricchezza e alla sottigliezza dei tre libri.
Una trilogia affascinante, un volo di fantasia degno del miglior Neil Gaiman (i dæmon! i
panserbjørne!), allo stesso tempo semplice come devono essere tutte le migliori storie, e incredibilmente profonda e complessa. Consigliatissima.

Dimenticavo: dal primo dei tre libri, The Golden Compass, è stato tratto un film che mi sono perso in sala (per fortuna, visto quanto mi sono piaciuti i libri) e di cui sto aspettando con ansia l'uscita in Dvd. Pare che non sia un capolavoro, e che la storia sia stata brutalmente purgata di tutti gli elementi di critica alla religione (scelta che comprendo ma non condivido), ma pare anche che dal punto di vista visivo sia assolutamente stupefacente, come sembrano confermare i trailer.

domenica 1 giugno 2008

FilmRece: Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Sono andato a vedere questo Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo con una gran voglia di farmelo piacere, ma con una gran paura (alimentata anche da qualche recensione sbirciata qua e là su Internet) che si rivelasse una colossale cazzata.
Insomma, Indy è ormai entrato nella leggenda del cinema, e il terrore che il duo Lucas-Spielberg non fosse riuscito a catturarne un'altra volta la magia era assai forte... e non c'è niente che faccia male come vedere un personaggio che si è amato ridotto ad una stanca parodia di se stesso, tanto per fare qualche (milione di) dollari in più.
Per fortuna i miei timori si sono dimostrati infondati, e sono uscito dalla sala Energia dell'Arcadia assai soddisfatto: questo Teschio di Cristallo si piazza (ovviamente) dietro I Predatori e L'ultima Crociata, ma non di quanto ci si poteva aspettare, e mi è piaciuto decisamente più del Tempio Maledetto.
Qualche (piccola) riserva comunque ce l'ho: il Teschio di Cristallo, ad esempio, non è un obbiettivo all'altezza dell'Arca dell'Alleanza o del Santo Graal, ma a parte Excalibur o Atlantide, francamente non mi viene in mente niente che lo sarebbe stato.
(Apro una parentesi, giusto a proposito di Atlantide: credo che, come me, parecchi miei coetanei darebbero una falange per vedere un film tratto dal meraviglioso adventure della LucasArts Indiana Jones and the Fate of Atlantis. E io ne darei un'altra per vedere in sala anche The Dig, ma questa è un'altra storia. Chiusa parentesi.)
Alcuni momenti del film, poi, mi sono sembrati esagerati (o perlomeno mal raccontati), e hanno interrotto per un attimo la suspension of disbelief, pur tenendo conto che si parla di Indiana Jones, uno che si è buttato da un aereo con un canotto (!): su tutti il volo nel frigorifero e il duello al fioretto tra Mutt e il Colonnello Irina Spalko.
Infine il doppiaggio: mi rendo conto che non sia una colpa del film, e a quanto racconta Paolo Attivissimo in questo articolo, non si può nemmeno dire che sia (tutta) colpa dei doppiatori, ma l'ho trovato in generale appena passabile, e per Marion e Il Colonnello veramente inaccettabile.
Cosa mi è piaciuto? Praticamente tutto il resto. Il mix perfetto tra avventura ed ironia che è sempre stato (per me) il miglior aspetto della saga; il ritorno di Marion Ravenwood (e che ritorno!); alcuni tra i migliori momenti Jonesiani dell'intera saga (la fuga in moto nella biblioteca, la cerbottana nel cimitero, le tre (TRE!) cascate); alcune immagini indimenticabili (su tutte il fungo atomico); il cast di supporto, in particolare Shia LaBeouf e John Hurt. Ma, più di tutto il resto, l'interpretazione di Harrison Ford, assolutamente perfetto nel rendere un Indiana Jones invecchiato e un po' disilluso, ma ancora pronto a prendere cappello e frusta e attraversare mezzo mondo per aiutare un amico in difficoltà.
Il finale del film (ma in effetti un po' tutto il film) lascia pensare che non ci sarà un Indiana Jones 5, e tutto sommato mi va bene così. La saga avrebbe potuto concludersi alla grande con la cavalcata verso il tramonto di L'ultima Crociata, ma anche questo Teschio di Cristallo ha aggiunto qualcosa al mito del Professor Jones, e in tutta sincerità, è anche più di quello che mi aspettavo.

La pagina IMDb del film
Il film su RT

mercoledì 28 maggio 2008

Ecco, appunto...

...poi si leggono notizie come questa, e quel poco di fiducia nel genere umano mi passa subito.

martedì 27 maggio 2008

A volte penso che per il genere umano c'è ancora speranza...

Non capita spesso, ma a volte qualcosa mi fa pensare che (forse) non tutto è perduto per l'homo sapiens sapiens.
La missione su Marte della sonda Phoenix, ad esempio (e in generale tutta la storia dell'esplorazione umana dello spazio: ho rimpianto più volte di non essere nato una generazione fa, ma mi incazzo come un'ape ogni volta che mi ricordo di non aver potuto vivere in diretta la corsa alla Luna delle missioni Apollo).
Probabilmente non molti si fermano a pensare alla difficoltà di far atterrare in sicurezza una sonda su un corpo celeste distante (come minimo) 70 milioni di chilometri, e di farle poi scattare fotografie o prelevare campioni di suolo; per me è semplicemente miracoloso.
E miracolose mi sono sempre sembrate le immagini che queste missioni ci restituiscono, come quella là sopra (la Phoenix che scende su Marte), questa (il sistema Terra-Luna, ripreso, come l'immagine precedente dalla sonda orbitante Mars Reconnaissance Orbiter) o questa (un tramonto su Marte, ripreso dal rover Spirit).

Purtroppo anche davanti a queste straordinarie dimostrazioni di quello che la nostra specie è capace di fare, quando si mette d'impegno, c'è chi non trova di meglio da fare che ipotizzare complotti e misteri: ad esempio immaginando che questa immagine (meglio, il puntolino bianco che si vede sulla destra, appena sotto l'orizzonte, probabilmente niente più che un artefatto dell'immagine digitale o un riflesso) mostri qualche sconosciuto manufatto alieno. Non è la prima volta, e (temo) non sarà l'ultima: da chi sostiene che l'uomo non è mai andato sulla Luna, al recente "mistero della marziana seduta", pare che la fantasia (impiegata malissimo, per quanto mi riguarda, ma pur sempre fantasia) degli increduli non abbia limiti.
Sfortunatamente per i complottisti, questa volta c'è un'altra immagine che mostra chiaramente che cosa in effetti la sonda ha ripreso: eccola.

lunedì 26 maggio 2008

So Long, Phantom

Ecco cosa succede a distrarsi un attimo: il 17 aprile è morto Danny Federici, organista, fisarmonicista e fondatore della E Street Band.

So long, Phantom, and thank you.

domenica 25 maggio 2008

BookRece: Danse Macabre

Questo è un libro al quale sono particolarmente legato (è stato anche uno dei primi libri che abbia mai letto in inglese - per necessità, all'epoca in italiano ne esisteva solo una versione ultraridotta, un capitolo e mezzo su undici, se non ricordo male) e che ogni tanto mi piace rileggere.
Danse Macabre è una raccolta di saggi che trattano l'horror sia nei suoi aspetti generali (l'orrore come catarsi, le motivazioni di chi legge - o scrive - orrore) sia nelle sue varie manifestazioni dagli anni '50 agli anni '80 (cinema, radio, tv, letteratura).
La lettura, nonostante il tema non sia dei più agili (e nonostante chiunque non sia nato negli USA si perda almeno un terzo dei riferimenti e delle sottigliezze) è tremendamente gradevole, visto che King non si toglie mai il vestito dell'appassionato per mettersi quello del critico letterario.
Non mi sento tuttavia di consigliare questo libro a tutti i miei dodici lettori; per un completista kinghiano è sicuramente imperdibile, ma probabilmente tutti gli altri possono farne tranquillamente a meno, e dedicarsi senza troppi rimpianti ai romanzi.

PS: oggi è il Towel Day. Un saluto all'insostituibile DNA, ovunque sia.

giovedì 8 maggio 2008

Questo Governo andrà in onda in forma ridotta

I miei dodici lettori si saranno accorti che in questo blog parlo assai poco di politica, di solito solo quando tocca tangenzialmente altri temi che mi interessano di più (vedi le demenziali leggi urbani sul diritto d'autore).
Però ieri è stata annunciata la composizione del Berlusconi IV (pochi giorni fa è uscito anche Grand Theft Auto IV, coincidenza?) e si è saputo che il Dott. Roberto Calderoli è stato nominato Ministro per la Semplificazione Normativa.
Sono l'unico a cui è venuta in mente la leggendaria battuta di Daniele Luttazzi nei panni di Panfilo Maria Lippi: "Questo telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali"?

giovedì 1 maggio 2008

FilmRece: Iron Man

Devo ammetterlo: non sono mai stato un fan del fumetto da cui è tratto questo film. Fino a quando non ho visto per la prima volta il trailer qualche mese fa e non sono andato a cercarmi qualche (piccola) informazione di background, non avevo nemmeno idea di chi fosse Tony Stark. Però mi era capitato da piccolo di scovare in giro per casa qualche numero di Iron Man (probabilmente comprato da mio zio), e mi ero immediatamente innamorato dell'armatura del protagonista, che ritengo il miglior costume in assoluto mai disegnato per un fumetto.
Nonostante questo, non vedevo l'ora di gustarmi questo film (al punto di andarlo a vedere nel giorno dell'uscita, privilegio finora riservato solo a 300 e a pochi altri titoli), e ne sono rimasto parecchio soddisfatto.
Non è il miglior superhero origin movie (titolo che al momento appartiene incontestabilmente a Batman Begins), ma se la gioca per il podio con X-Men e Spider-Man, e non è poco.
Lo pseudo-sconosciuto regista Jon Favreau (ma almeno uno dei dodici lettori di questo blog lo ricorderà come il Dr. Gus Partenza in Deep Impact) sceglie di raccontare la storia del multimiliardario-geniale-donnaiolo-e-superficiale-che-diventa-supereroe-dopo-una-crisi-di-coscienza in bilico tra l'azione e lo humor, e riesce perfettamente nel suo intento, realizzando un film spettacolare, estremamente ben costruito, e godibilissimo anche da chi non ha mai letto una pagina del fumetto.
Intendiamoci: Iron Man è (e non vuole essere più di) un film tratto da un fumetto, quindi chi al cinema cerca profonde rivelazioni sul senso della vita, l'universo e tutto quanto farebbe meglio a scegliere altri titoli; chi invece cerca una bella storia, personaggi interessanti, uno dei migliori character design di sempre (nei fumetti E nel cinema) e la giusta dose di esplosioni, non rimarrà deluso.
Un'avvertenza: non uscite dal cinema prima della fine dei titoli di coda, o vi perdereste Samuel L. Jackson in uno dei migliori camei dai tempi di Sean Connery in Robin Hood principe dei ladri.

PS Ho visto il film in digitale nella sala Energia dell'Arcadia (a mio modesto parere, il miglior cinema d'Italia), ed è stato preceduto da un bellissimo trailer della THX che non avevo mai visto, Amazing Life. Sembra una frase fatta, ma è valsa la pena di andare al cinema quasi (quasi) anche solo per quello.

PS2 So che spesso rivedere i propri miti d'infanzia modernizzati e ripuliti è una delusione enorme, ma dopo aver visto Transformers e questo Iron Man, mi è venuta una gran voglia di vedere un film in live action basato su Goldrake. Qualcuno ci sta già provando, sebbene in scala ridotta, e chissà che, se Speed Racer avrà successo, a qualche casa di produzione non venga in mente di investirci dei soldi...

La pagina IMDb di Iron Man
Iron Man su RT

martedì 15 aprile 2008

Elitismo

D'accordo: un treno pendolari alle 7 e mezza di mattina non è il palcoscenico ideale per osservare l'umanità al suo meglio.
Purtuttavia, dopo aver sentito i discorsi post-elettorali dei miei provvisori compagni di viaggio (almeno quelli espressi a volume abbastanza alto da superare lo sbarramento del mio MuVo, e stavo ascoltanto Seventh Son of a Seventh Son, mica Chopin) mi sono chiesto, e non per la prima volta: siamo proprio sicuri che il suffragio universale sia una buona idea?

lunedì 14 aprile 2008

Teaser trailer

E' un po' che il blog langue, quindi, per quelli dei miei dodici lettori a cui frega qualcosa, un veloce aggiornamento su quello che in questo periodo sta occupando il mio tempo libero, e su cui, probabilmente, prima o poi scriverò qualcosa.

Libri - Sto riscoprendo Stephen King, attraverso riletture sia di libri recenti (From a Buick 8, Colorado Kid), che di titoli più vecchi. Alcuni di questi ultimi non li rileggo da più di dieci anni, e per altri sono alla prima lettura in assoluto, almeno in inglese (Cujo, Rage).
Cinema - Periodo di relativa calma, sto aspettando la trilogia supereroistica di questa primavera-estate: Iron Man, l'Hulk con Edward Norton, e, soprattutto, The Dark Knight, il ritorno del Batman di Christopher Nolan e Christian Bale, con l'osannatissimo Joker di Heath Ledger.
Tv - Qualche anno fa non l'avrei mai ammesso, ma mi sono messo a rivedere Lady Oscar, e mi sta piacendo veramente un sacco: animazione stupenda, storia interessante (anche se pare che il doppiaggio italiano abbia sacrificato qualche sfumatura lesbo-soft) e un certo effetto nostalgia.
Sto vedento anche Blackadder: un'altra dimostrazione che quando ci si mettono, gli inglesi sono i veri maestri della televisione. Per il momento ho finito la terza serie (sulle quattro totali), e raramente mi sono divertito così tanto. Un Rowan Atkinson strepitoso (e pensare che in Italia lo conosciamo praticamente solo per Mr. Bean), e alcuni dei migliori dialoghi mai visti sul piccolo schermo.

Ultima cosa: ho scoperto da qualche mese PinMame (e software correlati), un simulatore di flipper che come il suo quasi omonimo Mame (simulatore di giochi da bar, una delle più geniali creazioni informatiche del millennio) mi ha entusiasmato in modo quasi vergognoso. Su questo sicuramente scriverò qualcosa in un futuro prossimo.

mercoledì 2 aprile 2008

GVNN

Ieri, mentre aspettavo l'autobus in via Paolo Sarpi, mi è passato davanti in bicicletta Giovanni Storti, quello di AldoGiovannieGiacomo.
Così, tanto per dire.

domenica 23 marzo 2008

Pasqua

Oggi è Pasqua; per chi crede, il momento centrale dell'anno.
Una notizia che oggi ha ricevuto un'esposizione notevole è la conversione dall'Islam al Cattolicesimo di Magdi Allam (vice-direttore ad personam - qualunque cosa voglia dire - del Corriere della Sera), e il suo battesimo da parte di Benedetto XVI con il nome (originalissimo) di Magdi Cristiano Allam.
La mia prima reazione alla notizia è ben sintetizzata dal saggio Rasputin:

A pensarci bene, non solo la prima reazione.

domenica 2 marzo 2008

181 simboli

Oggi diversi quotidiani riportano la notizia dei centoottantuno simboli di lista presentati in vista delle prossime elezioni. Centoottantuno. Ma pare che nemmeno questa volta qualcuno abbia pensato ad ufficializzare la Lista Chtulhu. Peccato. Slogan (perchè votare il male minore?) e programma (la distruzione dell'universo) sono essenziali, di facile attuazione e non così peggiori di altre cose che si sentono in questa campagna.
Io l'avrei votato.