lunedì 26 novembre 2007

Corsi e ricorsi

Sarà un caso che due delle più orrende canzoni pop italiane vengano utilizzate come colonna sonora per due dei più orrendi spot realizzati negli ultimi anni?
Qui, nell'improbabile caso in cui non li abbiate già visti in tivvù, trovate i due spot in questione: Parmigiano e Mon Cheri.

Tra l'altro mi fa tristezza vedere come uno dei prodotti di punta della cosiddetta Eccellenza ItalianaTM (il Parmigiano, non l'orrido boero) venga pubblicizzato con quell'indegna pantomima, specialmente considerando che in passato sono state realizzate campagne molto più efficaci e, soprattutto, molto meno stupide (Non si fabbrica, si fa, remember?).

PS La mia già scarsa fiducia nelle possibilità di salvazione del genere umano è stata ulteriormente incrinata da video come questo o questo.

martedì 13 novembre 2007

BookRece: La Storia Infinita

Comprai e lessi per la prima volta questo libro nel 1985, sulla scia dell'entusiasmo per il film, che all'epoca era probabilmente il mio preferito. L'ho appena riletto, e come mi è successo quando ho rivisto un paio di anni fa la serie originale di Capitan Harlock, mi sono chiesto: ma che diavolo ci avevo capito vent'anni fa? La Storia Infinita è un libro che il bambino di allora aveva amato per l'ambientazione fiabesca e i personaggi indimenticabili (credo che tutti i miei coetanei si siano innamorati dell'Infanta Imperatrice e abbiano sognato di cavalcare almeno una volta un Drago della Fortuna), e in cui l'uomo di oggi ha trovato una complessità e una profondità che sinceramente non si aspettava.
All'interno della confezione fiabesca e sognante, Michael Ende impacchetta riflessioni non banali sul potere creatore dell'immaginazione (tutto il libro in fondo è una metafora su questo tema), sulla corruzione esercitata dal potere, sull'accettazione della propria identità e su una miriade di altri Grandi Temi. E, nonostante la raffinatezza del gioco metaletterario che sta alla base di tutto il libro e le robuste iniezioni di tematiche psicoanalitiche (il capitolo di Donna Aiuola è quasi sfacciatamente esplicito, in questo senso), riesce a raccontare in maniera splendida e mai noiosa una Storia. Alcune immagini della Storia Infinita me le portavo dietro dalla mia prima lettura di vent'anni fa (Graogramàn, il minatore cieco Yor), e mi hanno affascinato oggi come allora; in più, a testimonianza dell'orecchio finissimo di Ende per i nomi (almeno per quelli che non sono stati tradotti: Ygramul, Perelun...), li ricordavo ancora quasi tutti.
Insomma, un libro che è maturato in maniera meravigliosa, e che mi ha fatto venir voglia di rileggere anche gli altri due titoli di Ende che avevo acquistato sull'onda dell'entusiasmo per questo: Momo e Lo specchio nello specchio.
Forse è la volta buona che capisco il secondo, ma questa è un'altra storia, e la si dovrà raccontare un'altra volta...