lunedì 30 luglio 2007

Una Virago allo Stelvio

Premessa: non sono un motociclista. Non possiedo stivali da guida, indumenti protettivi, quattro diversi caschi da cambiare con la stagione e, francamente, se devo fare un viaggio più lungo di una cinquantina di chilometri, preferisco muovermi in auto.
Però una moto la possiedo, una Yamaha Virago 250 del 1992 (millenovecentonovantadue) che ha fatto, ad oggi, meno di 3400 (tremilaquattrocento) chilometri, e ogni tanto mi piace farci qualche giretto insieme a mia moglie.
Per questa volta abbiamo deciso di fare un po' di più di un giretto, e siamo andati fino a Livigno prima - passando per Tirano-Poschiavo - e al passo dello Stelvio poi. E la buona vecchia Charlotte (prounciato Sciàrlot all'inglese, e non Sciarlòt alla francese - i fan degli Iron Maiden sapranno perchè) è riuscita a portarci fin lassù e ritorno.
D'accordo: le nostre chiappe hanno pagato un prezzo piuttosto alto; il trasferimento Milano-Tirano è stato lungo, scomodo e a tratti poco piacevole, e al ritorno a casa la moto dava un curioso odore di pollo bruciato.
Ma la strada che porta da Bormio allo Stelvio e quella che da Livigno scende a Tirano passando per la Valposchiavo sono un angolo di paradiso in terra, e i saluti scambiati con i motociclisti incrociati per strada ci hanno fatto sentire per un po' parte di una casta, anche se, come ho detto all'inizio, non è così.
Nota: a parte gli scooter (che non contano, e non vengono nemmeno salutati quando li si incrocia) e una leggenda che stava salendo allo Stelvio su un Vespino che avrà avuto almeno 25 anni, la nostra moto era di gran lunga la meno potente e la più vecchia che abbiamo visto per strada... way to go, Charlotte!

mercoledì 11 luglio 2007

100° post!

Il contatore di blogger mi dice che questo è il 100° post di questo blog e, visto che nei miei precedenti tentativi non ero mai arrivato nemmeno ad un quarto di questa cifra, mi par giusto farlo notare ai miei dodici lettori.

Il galantuomo rinascimentale che si vede nella foto a fianco non ha nulla a che vedere con il fatto che questo sia il post n° 100, ma è in breve tempo diventato uno dei miei idoli televisivi. Trattasi di Jeremy Clarkson, co-conduttore di Top Gear, in onda sulla BBC e su innumerevoli altri canali in giro per il mondo (in Italia credo sia trasmessa da qualche canale della piattaforma Sky, ma non avendo l'abbonamento non ne sono sicuro al 100%).
Top Gear è sicuramente la trasmissione sulle automobili più divertente che io abbia mai visto, e JC è un conduttore di cui la Tv italiana avrebbe un gran bisogno: politicamente scorretto, maschilista con il culto della velocità, ma sempre con una gran vena di ironia molto british che rende impossibile prenderlo troppo sul serio, e difficilissimo non apprezzarlo.

Qui si trovano alcuni suoi articoli, in teoria recensioni di auto, in pratica occasioni per parlare della sua particolarissima visione del mondo.

Su YouTube invece, cercando Jeremy Clarkson o Top Gear si trovano diversi video della trasmissione, tra cui quello da cui è tratta la foto in alto, disponibile qui.

giovedì 5 luglio 2007

La 500 gialla

Chiunque non abbia vissuto su Marte (in senso letterale, non nel senso dell'ottimo telefilm) negli ultimi mesi, sicuramente sa che ieri è stata presentata la nuova Fiat 500, con uno sforzo di marketing che non ricordo di aver mai visto per un'automobile - o per nessun altro prodotto.
La presentazione è stata curata dal creatore della cerimonia di apertura di Torino 2006, e tra le altre cose ha ospitato i Beatles, Anita Ekberg e Mariliyn Monroe (finti), Lauryn Hill (vera) e quattro elefanti, che finalmente sono riusciti a entrare in una 500 (ovviamente, due davanti e due di dietro).
Premetto subito che il nuovo cinquino mi piace parecchio, anche se non credo lo comprerò mai, visto che ho appena cambiato macchina - con una meno hype, ma sicuramente più versatile Citroën C3 - ma non sarei il solito bastian contrario se non avessi qualcosa da ridire.
In primis il prezzo, che se verrà confermato, farà della nuova 500 non la macchina per tutti che fu la sua antenata, ma l'ennesimo oggetto del desiderio per fighetti, in diretta concorrenza con Mini e Smart.
E poi i colori. Non per le tinte in sè, che mi piacciono pure, ma per i nomi che i cervelloni dell'ufficio marketing hanno deciso di dar loro (e secondo me qui opera ancora la longa manus del Lapo nazionale). Il menu offre:
  • Bianco bianco
  • Blu m'ama non m'ama
  • Grigio perbene
  • Blu impeccabile
  • Nero provocatore
  • Verde libero e bello (?)
  • Arancio gustoso
  • Azzurro cuor leggero (??)
  • Rosso sfrontato
  • Giallo birichino
  • Grigio galante
  • Bianco gioioso
Tra l'altro, volendosi rifare alla tradizione della storica 500, ne manca almeno uno: il Giallo sfiga, o Giallo non ricevo.

lunedì 2 luglio 2007

Le mille bolle blu

Giusto ieri sera mi è capitato di incocciare nella pubblicità di codesto prodotto, e ovviamente, la memoria è andata allo sfigatissimo orso del Milka Lufflè, quello che per aerare il cioccolato doveva farsi sbatacchiare attaccato ad un albero.

Un dubbio che mi è venuto: visto che questo genere di prodotti viene venduto a pezzo, e non a peso, non è che questa novità del cioccolato con le bolle, sbandierata come una innovazione tecnologica degna della scoperta del vaccino per l'AIDS, in realtà sia solo una astuta fregatura per venderci meno prodotto a parità di volume?