giovedì 28 giugno 2007

FilmRece: Little Miss Sunshine

La famiglia della protagonista Olive è sicuramente una delle peggiori viste sullo schermo negli ultimi tempi (se si eccettuano gli Osbourne, ovviamente, loro sono fuori parametro).
Il menu offre:
- Madre iperstressata
- Padre aspirante guru dell'autopromozione
- Fratello volontariamente muto da 9 mesi
- Nonno tossicomane&sessuomane
- Zio omosessuale depresso e reduce da un tentato suicidio.

Cosa si ottiene quando queste 6 persone si mettono in viaggio da Albuquerque, New Mexico a Redondo Beach, California in un pulmino Volkswagen per portare in tempo la piccola Olive al concorso di bellezza Little Miss Sunshine?
Semplice, uno dei film più belli visti di recente.

La pagina IMDb del film

TvRece: Life On Mars

Non c'è niente da fare: quando gli inglesi si mettono d'impegno producono la migliore televisione del mondo. Non tanto per i mezzi - anche se i documentari BBC sulla natura sicuramente non hanno problemi di budget - quanto per le idee.
C'è la scintilla del genio nell'idea che sta alla base di Life on Mars: Sam Tyler, un DCI di Manchester è vittima di un incidente stradale nel 2006 e si risveglia come un DI di Manchester del 1973. Sam, poliziotto ipertecnologizzato e politicamente corretto, figlio degli anni 2000, dovrà adattarsi alla realtà omofoba, razzista, maschilista, violenta e tecnologicamente arretrata della polizia degli anni '70, e in particolare dovrà fare i conti con il suo nuovo capo, l'omofobo, razzista, maschilista e violento DCI Gene Hunt.
A questo si aggiunge il fatto che lo stesso Sam non è sicuro di essere effettivamente tornato indietro nel tempo (e come biasimarlo?); come dice all'inizio di ogni puntata: Am I mad? In a coma? Or back in time?
Ma al di là dell'azzeccatissima idea di partenza, Life on Mars è realizzato in maniera pressochè perfetta sotto tutti gli aspetti, dagli attori all'ambientazione, dai dialoghi (memorabili alcune frasi di Hunt, ad esempio She's as nervous as a very small nun at a penguin shoot
o He's got fingers in more pies than a leper on a cookery course) ai personaggi di contorno, dalle storie alle tematiche trattate.
In estrema sintesi: un'altra serie da vedere assolutamente.
Se appena appena è possibile in lingua originale: dato il gergo che viene usato il doppiaggio in questo caso farà perdere ancora più del solito.

I 5 secondi più divertenti di Internet

Un cane della prateria - erronamente indicato come un chipmunk in un primo momento - è diventato una celebrità globale, grazie a YouTube, ad uno spiccato talento drammatico e ad un montaggio sonoro azzeccatissimo. Il geniale clip di 5 secondi che ha dato il via alla mania è stato visto su YouTube qualcosa come tre milioni e mezzo di volte in meno di tre settimane, e ha dato origine ad una quantità impressionante di parodie, montaggi e versioni alternative.
Il nostro eroe - tra l'altro - indossa i panni di Darth Vader, esce con Paris Hilton (dimostrando di avere pessimi gusti in fatto di donne) e viene scoperto dalla RIAA mentre scarica abusivamente file da Internet.
Qualcuno ha anche scovato il video originale - forse un po' meno drammatico, ma piuttosto rivelatore della cultura giapponese - da cui è stato tratta la clip.

domenica 17 giugno 2007

TvRece: Heroes

Grazie ai consueti potenti mezzi tecnologici a mia disposizione, ho finito da pochi giorni di vedere la prima stagione di Heroes, che andrà in onda in Italia, pare, a partire da settembre.
In estrema sintesi, la serie racconta di come "ordinary people across the globe discover extraordinary abilities", e delle relazioni che si intrecciano tra questi eroi più o meno riluttanti ad abbracciare i loro poteri. Ci sono, ad esempio, una cheerleader che ha un potere di rigenerazione che nemmeno Wolverine, un poliziotto che può leggere il pensiero, un pittore che dipinge il futuro, un politico che è capace di volare, un impiegato giapponese (il personaggio più riuscito del telefilm) che può piegare il tempo e lo spazio, e quindi teletrasportarsi attraverso l'uno e l'altro...
E poi ci sono una catastrofe da evitare, un assassino imprendibile,
paradossi temporali, un genetista indiano che segue le tracce delle ricerche del padre, un'organizzazione segreta, un potentissimo e misterioso gangster...
Insomma, una miscela di ingredienti che a seconda della ricetta poteva trasformarsi in un pastone immangiabile o in una delicatezza da gourmet: per fortuna il creatore della serie Tim Kring si è avvicinato più all'alta cucina che al trogolo, e il risultato si è rivelato assai interessante, nonostante qualche piccola riserva sui dialoghi (
a volte davvero troppo artificiosi, anche per lo stile da fumetto della serie).
Nel complesso Heroes è stata una delle più belle scoperte di questa stagione televisivo-equina, e il consiglio che posso dare a coloro tra i miei dodici lettori che già non la conoscessero è di procurarsela e di non perderla quando verrà trasmessa nelle italiche lande, anche se ho una sensazione di incombente disastro quando penso a come potrà venire tradotta, adattata e doppiata.