mercoledì 30 maggio 2007

Un pinguino a 360 Km/h

Il progetto Tux 500 è riuscito raccogliere abbastanza soldi da sponsorizzare con il celebre pinguino una delle macchine in gara nella 500 miglia di Indianapolis di quest'anno.
L'esperienza non è andata benissimo: la Tux Car è stata la prima macchina a ritirarsi (per un incidente, un crash per i 'merregani) e si è quindi classificata all'ultimo posto.
Le battute tra i blogger e la comunità degli smanettoni si sono sprecate (Linux, crash... vi lascio immaginare), ma la migliore che ho letto è sicuramente questa:
I think I know what went wrong... It's real hard to get good drivers for Linux hardware.

venerdì 25 maggio 2007

Io sono tuo padre!

Non sono propriamente un ventilatore accanito della saga di Guerre Stellari: non mi sono mai vestito da Jedi o da Darth Vader, non possiedo gadget, action figures, libri, fumetti o altri ammennicoli e non ho mai partecipato ad una convention di fan. Tuttavia ho visto (e rivisto, e rivisto) tutti e sei film e possiedo qualcosa come cinque copie della trilogia classica (tre in VHS e due in DVD, principalmente grazie a mia moglie, che invece è una vera patita), e l'edizione in DVD dei tre prequel.
Insomma, la saga di Guerre Stellari mi piace (le politiche di marketing di Lucas un po' meno, ma questo è un altro discorso): ritengo il primo film uno dei più influenti dell'intiera storia del cinema e mi par giusto ricordare che tutto ha avuto inizio esattamente 30 anni fa, il 25 maggio del 1977.

giovedì 24 maggio 2007

Le grandi domande - parte III (Cavallo Basso)

Domande che mi sto ponendo sempre più spesso in questi caldissimi giorni di fine maggio:
perchè legioni di fanciulle indossano minigonne inguinali e/o magliette sottocapezzolari e poi passano il tempo a cercare di tirar giù le une e le altre, onde evitare di ritrovarsi praticamente ignude?
Cosa spinge orrende falangi di pubescenti (cit.) e post-tali a indossare jeans a cavallo bassissimo e cintura a mezza chiappa e poi a doverli tirar su ogni due passi per non ritrovarsi in mutande in mezzo alla strada?
Intendo dire: pensarci prima, e magari vestirsi in maniera un po' più gestibile (o in alternativa, vestirsi come diamine si preferisce ma sopportarne le conseguenze) non se ne parla, nevvero?

mercoledì 16 maggio 2007

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia, una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987.
Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero, un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri, che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta).
Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao, ma sicuramente era buonissima, molto meglio della sorella.

Aggiornamento del 22/5/2007
Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un orrendo miscuglio chimico, che però risultava delizioso al palato), e quella azzurra, che era invece effettivamente al sapore di curaçao.

martedì 8 maggio 2007

Diventa anche tu proprietario di un numero!

Perchè lasciare che sia solo la AACS a possedere un numero a 128 bit? Ora, grazie a questo blog, chiunque può generare uno di questi numeri e impedire a tutto il resto del mondo di utilizzarlo!
Ecco il mio:


34 5B 4E 76 52 87 43 CB 86 8B CF 99 89 EF 0A 5E

Non osate memorizzarlo, stamparlo, copiarlo su altri siti, cantarlo, recitarlo in pubblico, ricavarne opere teatrali, o le più tremende maledizioni vi colpiranno!

Qui, sul blog del solito, inestimabile Attivissimo, un commento su tutta la (tragicomica) vicenda

8 maggio 1982

So già che con questo post sconfinerò nel patetico, ma non mi importa: 25 anni fa se ne andava una delle mie leggende di bambino, e si sa, quando si parla di leggende, non si può essere equilibrati.
La morte di Gilles VIlleneuve, le immagini televisive dell'incidente, con il corpo sbalzato fuori dall'abitacolo che attraversa tutta la pista e si schianta contro la recinzione, sono tra i ricordi più nitidi - e più tristi - della mia infanzia.
Può sembrare strano che un bambino di nemmeno 8 anni (quanti ne avevo io l'8 maggio 1982) sia stato colpito così tanto da un evento del genere, ma in casa mia la Febbre Villeneuve c'era per davvero, ed era pure alta. Sono cresciuto in una famiglia di stretta osservanza Ferrarista, e il culto di Gilles mi è stato trasmesso insieme al latte materno.
Sono cresciuto leggendo su Auto Sprint e Rombo le imprese di questo piccolo quebecois dall'aria tranquilla, che quando si metteva al volante diventava una furia: il duello con Arnoux a Digione, il giro su tre ruote a Zandvoort, il trionfo di Monza (l'ultimo campionato Ferrari prima dell'avvento di un certo Michael Schumacher!), il capolavoro di Jarama, la sfida con l'F-104... fino alla gara di Imola dell'82, al tradimento di Pironi (ebbene sì, confesso che non mi è ancora passata, 25 anni dopo) e alla curva Terlamen di Zolder.
Per me era più di un uomo, era un cartone animato, un supereroe: aveva il suo simbolo (il casco), il suo robottone (la Ferrari) e perfino i superpoteri: per uscire senza danni da tutti gli incidenti doveva essere invulnerabile. E invece...


Non voglio però chiudere su una nota triste, quindi finisco questo mio ricordo di Gilles con il video di quella che da molti è ritenuta la sua più grande impresa, il celeberrimo duello a ruotate con Arnoux, e con una frase di Keke Rosberg, campione del mondo nel 1982: "Non c'è alcun dubbio, Gilles era straordinariamente coraggioso. Era il più gran bastardo contro cui si potesse correre e che io abbia mai conosciuto, ma era assolutamente leale. Un pilota grandissimo."

Grazie di tutto, Gil.


venerdì 4 maggio 2007

Sempre peggio

Proprio quando si pensa che ormai ogni picco di incompetenza, stupidità e superficialità sia stato raggiunto e scalato, ecco che bisogna ricredersi e spostare un po' più in alto il limite.
Due vicende che lo dimostrano in pieno:
La prima è un impasto di ignoranza tecnica e arroganza: si è tentato di impedire la diffusione di un numero, giustificando l'assurdità con il fatto che quel numero potrebbe permettere di decodificare il contenuto protetto dei nuovi HD-DVD, e scatenando le proteste e la creatività della comunità Internet.
Ma è possibile che non ci si renda ancora conto che su Internet la pretesa di censurare qualunque cosa, ma in particolare qualcosa di facilmente riproducibile come una sequenza esadecimale di 32 caratteri è totalmente priva di senso? (In questo momento, inserendola come chiave di ricerca in Google si ottengono più di un milione di risultati)
La seconda è una spia preoccupante della paranoia sempre più diffusa negli US of A, in particolare dopo il massacro alla Virginia Tech: un ragazzo è stato accusato di terrorismo e rischia l'espulsione dalla sua scuola per aver realizzato un livello per Counter-Strike che riproduce i corridoi dell'istituto.
Non mi piace l'antiamericanismo da un tanto al chilo, ma effettivamente una società che mette sotto accusa un ragazzo che manipola qualche pixel, e contemporaneamente permette ad un altro, psicologicamente instabile, di comprare legalmente una pistola, forse qualche problemino di priorità cell'ha davvero...

giovedì 3 maggio 2007

Le grandi domande - parte I

Ieri sera ho rivisto, credo per la 37° volta o giù di lì (ma per la prima volta in DVD, e che differenza!), il leggendario Altrimenti ci arrabbiamo. Al di là del godimento per quello che ormai è diventato un film culto a tutti gli effetti, mi sono chiesto per l'ennesima volta una cosa: ma perchè nei film degli anni '50-'60-'70 l'ultima scena, quella su cui scorrono i titoli di coda, è decisamente più gialla delle altre? (E mi pare di ricordare che la stessa cosa succeda alla fine dei primi due Die Hard. Citazione nostalgica?)