mercoledì 25 aprile 2007

FilmRece: The Illusionist

Per una di quelle strane coincidenze di cui è ricca la storia del cinema (qualcuno potrebbe scomodare Jung e l'inconscio collettivo), a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro sono usciti due film che hanno come protagonisti dei maghi nell'Europa di fine '800. Però, a differenza di altre coppie (Armageddon - Deep Impact, A Bug's Life - Z la formica) che condividono oltre al tema anche situazioni e scelte stilistiche, le somiglianze tra The Prestige e The Illusionist in pratica finiscono qui.
Il primo racconta di ossessioni e vendette, il secondo è una storia d'amore con qualche elemento del poliziesco. The Illusionist è raccontato quasi interamente in maniera lineare, mentre The Prestige è un continuo rimbalzare di flashback e narrazioni incrociate (i diari dei protagonisti). In generale, il film di Nolan è più inconsueto e sperimentale, mentre quello di Burger è più tradizionale.
Per fortuna, nonostante siano così diversi, entrambi mi sono piaciuti moltissimo.
La storia, per quanto non originalissima, è coinvolgente, ben raccontata e ottimamente fotografata.
Edward Norton e Paul Giamatti sono semplicemente perfetti (ma non scopro niente di nuovo: Norton è in assoluto uno dei miei attori preferiti, e Giamatti secondo me è, al momento, il miglior supporting actor di Hoollywood), e regalano una delle più belle coppie di amici-avversari visti sullo schermo di recente.
Una piccola nota: per la prima volta io e mia moglie siamo riusciti a vedere un film al cinema con la sala tutta per noi. Gran bella sensazione, ma pessimo viatico per il successo commerciale del film...

La pagina IMDb del film

domenica 22 aprile 2007

15

15° scudetto!
Finalmente è ora di tirare fuori dalla naftalina la mia gloriosa sciarpa di Rummenigge!

martedì 17 aprile 2007

Rompere gli schemi

So che ultimamente i miei post sembrano un po' monotematici, ma in questi giorni mi sono trovato spesso a pensare che, da appassionato di F1 quale sono, mi spiace essermi perso quasi completamente, per motivi squisitamente anagrafici, quella stagione irripetibile che è andata dalla fine degli anni '60 all'inizio degli '80.
Per molti la F1 odierna è diventata troppo tecnica, troppo fredda e irrimediabilmente pallosa, e anche se non sono completamente d'accordo, è innegabile che qualche decennio fa c'era molto più spazio per l'intuizione e per l'audacia, sia da parte dei piloti che da parte dei tecnici. Oggi le macchine di F1 sono molto simili tra loro, e credo che vedendole senza i loro colori sarebbe difficile distinguere una Toyota da una Renault. Sfido invece chiunque a confondere, ad esempio, una Lotus 72 con una Tyrrell 006 (in pista nel 1973) o una Ferrari T4 con una Renault RS10, entrambe del 1979.
E poi c'è la Tyrrell P34, più nota come "sei ruote" (esatto, sei), scesa in pista, cogliendo anche una vittoria, nel 1976 e 1977. Probabilmente la macchina di F1 più coraggiosa mai costruita, probabilmente una delle più belle, sicuramente una testimonianza di un mondo - ormai defunto - in cui a volte la creatività e il genio avevano la meglio sul budget.

venerdì 13 aprile 2007

Sub10!

Obbiettivo raggiunto! Con un giro notevole per i miei standard (ma ancora piuttosto squallido in assoluto) sono riuscito a scendere sotto i 10 minuti sulla Nordschleife! Tempo ottenuto, con la Lotus: 9:50.328, che porta il mio handicap attuale a +225.790. Per avere un termine di paragone: il benchmark è di 8:21.921 e l'attuale record del mondo, ottenuto con la Brabham, è di 7:19.031 (!).
Prossimi obbiettivi: il Ring in meno di 9:45, Spa in meno di 3:45 e Monza in meno di 1:30.

venerdì 6 aprile 2007

Comincia la discesa

Non sono ancora riuscito a girare al Nürburgring sotto i 10 minuti (al momento sono fermo a un vergognoso 10' 27" 108), ma in compenso il mio GPLRank è sceso a +262.570, grazie a significativi miglioramenti sui circuiti di Rouen e Mosport.
Non credo che i vari Greg Stewart, Barty Mee o Greger Huttu (gli alieni ai primi posti del ranking) dovranno mai temere niente da me, ma è ugualmente una bella soddisfazione.
E ora di nuovo ad allenarsi sul Ring!

martedì 3 aprile 2007

GPLRank

Dopo circa 4 anni di totale inattività, mi sono rimesso a giocare a Grand Prix Legends, e due cose mi hanno colpito.
La prima, e la più importante,
quanto sia ancora un gioco maledettamente difficile, maledettamente divertente e maledettamente gratificante. Riuscire a limare un paio di decimi sul proprio tempo sul giro a Silverstone (o riuscire a girare sulla Nordschleife del Nürburgring in meno di 10 minuti, il mio prossimo obbiettivo) è una soddisfazione maggiore che sterminare un'intera popolazione aliena in un qualunque sparatutto 3D di ultima generazione.
La seconda,
quanto sia ancora attiva la comunità di sviluppatori e fan di questo titolo, uscito ben 9 anni fa (in pratica, nel Medioevo). Esistono centinaia di circuiti aggiuntivi e migliaia di add-on per macchine e piste, decine di tornei online e mods per simulare altre stagioni di F1 o campionati di altre categorie.
Ed esiste anche il sito GPLrank, una sorta di classifica mondiale ad handicap di Grand Prix Legends, basata sulla somma dei migliori tempi sul giro rispetto ad un benchmark. Nonostante la passione, io sono una pippa clamorosa, e al momento sono 7435° su un totale di 7742, con un handicap di +289.604 (ossia la somma dei miei tempi sul giro è di 289.604 secondi - più di quattro minuti - più alta rispetto al benchmark).
Tanto per avere un elemento di confronto, l'handicap del n° 1 nel ranking è di -93.066.

domenica 1 aprile 2007

Informazione di servizio

Anzi, informazionI, plurale.
La prima, che forse interesserà a qualcuno dei miei dodici lettori, è che è stata annunciata la grafica della copertina di Harry Potter and the Deathly Hallows. Lì a sinistra trovate la children version, qui la adult.
La seconda, che non interesserà a nessuno, è che ho iniziato la rilettura termonucleare globale dei precedenti sei libri della serie, che dovrebbe permettermi di arrivare all'uscita del settimo volume, il 21 luglio, con la memoria un po' più fresca sulle puntate precedenti.
(In effetti mi sono accorto, anche solo rileggendo il primo Harry Potter and the Philosopher's Stone che mi ero dimenticato un sacco di dettagli gustosi. Ottima cosa, la rilettura si preannuncia interessante.)

I migliori doppiatori del mondo

Si dice spesso che in Italia ci siano i migliori doppiatori del mondo. In generale sono d'accordo: non ho elementi di confronto con gli altri paesi, ma ci sono alcuni nomi che davvero non si possono mettere in discussione. Dal grandissimo Ferruccio Amendola, al gladiatore Luca Ward, dalla dinastia degli Izzo (anche se metterei senza ripensamenti alla gogna Giuppy) a Pino Insegno (che è riuscito nella notevolissima impresa di rendere egualmente credibili Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli e Jacobin Mugatu in Zoolander, e chi ha visto entrambi i film sa di cosa sto parlando), i talenti in questo campo non mancano.
E allora perchè, in nome di Dio, si permette a gente come Ilaria D'Amico anche solo di avvicinarsi ad uno studio di doppiaggio? Ma qualcuno ha ascoltato, prima di far uscire il film nelle sale, lo scempio che ha compiuto nel ruolo di Saphira in Eragon? A qualcuno è venuto il dubbio che, visto che nella versione originale la dragonessa è stata interpretata da un'attrice che ha vinto un Oscar, forse una conduttrice di trasmissioni sportive e reality show non era la scelta più adatta?

(Lo so, arrivo in ritardo, il film è uscito al cinema nel dicembre del 2006. Al cinema però non ero riuscito a vederlo e l'ho recuperato solo questo fine settimana in Dvd; non l'ho nemmeno visto tutto: mi sono addormentato. Quello che ho visto mi è bastato per avere due certezze: la prima, il film è una mezza cazzata, ed è un peccato, visto il cast; la seconda, il doppiaggio di Ilaria D'Amico è probabilmente il peggiore che abbia mai sentito al di fuori di un film porno.)