lunedì 24 dicembre 2007

Arrampicatori sociali

Natale è ormai dietro l'angolo, ed è ormai tradizionale la visione di grappoli di Babbi Natale appesi a balconi, grate e inferriate, manco fossero Messner o un gruppo di trapezisti russi.
Lo spirito natalizio ci vorrebbe tutti più buoni, ma io sono un bastian contrario, e di solito sotto le feste mi monta ancora più forte del solito la misantropia cosmica; auspico quindi una caduta selettiva di meteoriti sulle case di chi ha esposto l'idiotissimo simulacro Babbesco. Chissà che un bell'aerolite di un paio di chili che sfonda il finestrone e trapassa il parquet non faccia riflettere chi spende bei soldi per appendersi al terrazzo un finto rapinatore (fossi un malvivente, la vigilia di Natale tuta rossa, barba finta, e via a svaligiar condomini...) sulle priorità della vita. Non che ci conti, sia chiaro.

Ah, Buon Natale.

martedì 18 dicembre 2007

La croce di S. Giorgio

Non sono nè particolarmente religioso, nè particolarmente tifoso: mi potrei definire moderatamente cattolico (con forti dubbi di origine darwiniana) e tiepidamente interista (più che per vera e propria passione, per tradizione famigliare).
Però quando leggo notizie come questa o questa mi viene quasi voglia (quasi) di organizzare la X Crociata.
Gli articoli sono archiviati in formato PNG anche qui e qui.

NB la croce di S. Giorgio sulla seconda maglia dell'Inter di quest'anno non è nient'altro che lo stemma della città di Milano, presente (insieme ad un fascio littorio!) sulle prime maglie dell'Ambrosiana. Ma immagino che questa fosse una verifica troppo complicata da fare per i tolleranti ed europeisti giornalisti turchi che hanno scatenato la polemica.

mercoledì 12 dicembre 2007

Per fortuna ci sono anche spot così...

Come spero si sia capito dal mio ultimo post, non detesto tutta la pubblicità: anzi, trovo che alcuni spot televisivi o alcune campagne stampa (quelle della vodka Absolut o, per rimanere in Italia, quelle dell'Esselunga) siano dei veri e propri capolavori.
Ho trovato quindi consolante scoprire che esistono ancora spot ironici, spettacolari e, soprattutto, intelligenti; fatti da persone con qualche idea migliore dell'adattare il testo di una canzone di successo (che, sia detto per inciso, è una forma di pubblicità che detesto con tutte le mie forze) e far ballare qualche poveraccio vestito da verdura (si capisce che auspico il ricorso a pesanti pene corporali per gli autori dell'ultima campagna del Parmigiano Reggiano?).
Per gli amanti della buona pubblicità, ecco qualche video da IuTiùb: tutti spot che hanno a che vedere, in un modo o nell'altro, con l'ambiente della F1.

Michael Schumacher per la Fiat 600, spot di qualche anno fa, secondo me tra i migliori in assoluto mai realizzati dalla casa di Torino (altro che il retoricissimo panettone per la nuova 500...).

Sempre Schumi, insieme a Kimi Raikkonen, per la nuova Fiat Bravo. Questo non è ancora arrivato in Italia, dove si preferisce la Nannini. Mah.

Hamilton e Alonso (con una comparsata di Hakkinen) per la Mercedes. Anche questo in Italia non si è mai visto.

Ferrari per Shell. Nella versione integrale da 2 minuti. Secondo me, uno degli spot più belli degli ultimi anni.

lunedì 26 novembre 2007

Corsi e ricorsi

Sarà un caso che due delle più orrende canzoni pop italiane vengano utilizzate come colonna sonora per due dei più orrendi spot realizzati negli ultimi anni?
Qui, nell'improbabile caso in cui non li abbiate già visti in tivvù, trovate i due spot in questione: Parmigiano e Mon Cheri.

Tra l'altro mi fa tristezza vedere come uno dei prodotti di punta della cosiddetta Eccellenza ItalianaTM (il Parmigiano, non l'orrido boero) venga pubblicizzato con quell'indegna pantomima, specialmente considerando che in passato sono state realizzate campagne molto più efficaci e, soprattutto, molto meno stupide (Non si fabbrica, si fa, remember?).

PS La mia già scarsa fiducia nelle possibilità di salvazione del genere umano è stata ulteriormente incrinata da video come questo o questo.

martedì 13 novembre 2007

BookRece: La Storia Infinita

Comprai e lessi per la prima volta questo libro nel 1985, sulla scia dell'entusiasmo per il film, che all'epoca era probabilmente il mio preferito. L'ho appena riletto, e come mi è successo quando ho rivisto un paio di anni fa la serie originale di Capitan Harlock, mi sono chiesto: ma che diavolo ci avevo capito vent'anni fa? La Storia Infinita è un libro che il bambino di allora aveva amato per l'ambientazione fiabesca e i personaggi indimenticabili (credo che tutti i miei coetanei si siano innamorati dell'Infanta Imperatrice e abbiano sognato di cavalcare almeno una volta un Drago della Fortuna), e in cui l'uomo di oggi ha trovato una complessità e una profondità che sinceramente non si aspettava.
All'interno della confezione fiabesca e sognante, Michael Ende impacchetta riflessioni non banali sul potere creatore dell'immaginazione (tutto il libro in fondo è una metafora su questo tema), sulla corruzione esercitata dal potere, sull'accettazione della propria identità e su una miriade di altri Grandi Temi. E, nonostante la raffinatezza del gioco metaletterario che sta alla base di tutto il libro e le robuste iniezioni di tematiche psicoanalitiche (il capitolo di Donna Aiuola è quasi sfacciatamente esplicito, in questo senso), riesce a raccontare in maniera splendida e mai noiosa una Storia. Alcune immagini della Storia Infinita me le portavo dietro dalla mia prima lettura di vent'anni fa (Graogramàn, il minatore cieco Yor), e mi hanno affascinato oggi come allora; in più, a testimonianza dell'orecchio finissimo di Ende per i nomi (almeno per quelli che non sono stati tradotti: Ygramul, Perelun...), li ricordavo ancora quasi tutti.
Insomma, un libro che è maturato in maniera meravigliosa, e che mi ha fatto venir voglia di rileggere anche gli altri due titoli di Ende che avevo acquistato sull'onda dell'entusiasmo per questo: Momo e Lo specchio nello specchio.
Forse è la volta buona che capisco il secondo, ma questa è un'altra storia, e la si dovrà raccontare un'altra volta...

martedì 30 ottobre 2007

BookRece: Jonathan Strange & Mr Norrell

Questo libro mi aveva molto incuriosito già un paio di anni fa (soprattutto, non lo nego, per l'eleganza della copertina - anzi, delle copertine), ma per chissà quale motivo, non l'avevo mai letto.
Per fortuna l'ho fatto ora: non arrivo all'entusiasmo di Neil Gaiman*, che l'ha definito "unquestionably the finest English novel of the fantastic written in the last seventy years", ma l'ho trovato davvero un libro bellissimo, e molto, molto coraggioso.
Coraggioso anche solo per il fatto che si tratta di un'opera prima, ed è un libro di quasi 1000 pagine, ma principalmente per la complessità e la coerenza del mondo che Susanna Clarke è riuscita ad inventare, a rendere credibile, e soprattutto, a rendere affascinante.
E' impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla riscoperta della "English Magic" da parte dei due protagonisti, dalle loro esplorazioni, dai loro litigi e dall'Inghilterra vittoriana che li circonda, molto simile a quella realmente esistita, e popolata per gran parte dalle stesse persone (nel libro compaiono ad esempio il Duca di Wellington e Lord Byron) ma con qualche piccola differenza, che non svelerò qui, per non togliere nemmeno una stilla dal piacere della lettura.
Il tutto condito da robustissime dosi di humor britannico della migliore qualità, che rendono la lettura assai più leggera di quanto potrebbe far presagire la mole del libro; un esempio perfetto sono i theoretical magicians che si incontrano nel primo capitolo, totalmente british e assolutamente irresistibili.
Consigliato a tutti quelli tra i miei dodici lettori - spero tutti e dodici - che non si lasciano scoraggiare dai voli di fantasia, e sono disposti a lasciarsi condurre in luoghi sconosciuti, magari senza navigatore GPS e solo con una vecchia mappa per orientarsi.

* A proposito di fantasia e luoghi sconosciuti: American Gods e Anansi Boys sono altri due libri stupendi, che consiglio senza riserve.

mercoledì 24 ottobre 2007

FilmRece: Ratatouille

Telegrafico: uno dei migliori film Pixar di sempre. E ci si confronta con titoli come Alla ricerca di Nemo o Monster & Co., mica ceci.

More to follow, per il momento non ho la forza di scrivere di più.

Aggiornaggio del giorno dopo
Una volta di più mi trovo in difficoltà a cercare di buttar giù due parole su un film Pixar.
Non riesco a trovare un singolo aspetto che non mi abbia entusiasmato. La storia, i protagonisti, i personaggi di contorno (Il critico Anton Ego è assolutamente perfetto), la fotografia, l'animazione, le gag, le citazioni (addirittura Proustiane) e le strizzatine d'occhio ai fan più attenti (Bomb Voyage, anyone?)... perfino il doppiaggio; tutto al solito, altissimo livello a cui siamo abituati ormai da anni. (Ogni tanto mi sorprendo a chiedermi: hanno mai fatto qualcosa meno che ottimo? A parte Boundin', intendo, che non sopporto. E di solito mi rispondo, convinto: No.)
A costo di sembrare banale devo dire che Ratatouille è un film che mi ha divertito e commosso, e mi ha fatto uscire dalla sala non solo soddisfatto, ma (e mi capita di rado) senza una sola perplessità o riserva. Per quanto mi riguarda, il miglior film del 2007.

La pagina IMDb del film
Ratatouille su RT

lunedì 22 ottobre 2007

Campioni del mondo!

Finalmente si può dire:

KIMI RAIKKONEN È CAMPIONE DEL MONDO*!

Alla faccia delle spy story, degli aiuti al new kid on the block, della sfiga, di qualche errore, della politica che ritiene normale squalificare per tutto l'anno una scuderia e non togliere nemmeno un punto ai piloti che le macchine di quella scuderia le hanno usate.
Alla faccia di tutto, il Cavallino è tornato a vincere.

Forza Ferrari!

PS Però un sorriso, un saltino sul podio, una minima manifestazione esteriore di gioia poteva anche concedersela, il Kimi: d'accordo che lo chiamano Iceman, ma a tutto c'è un limite...
PS2 Ieri notte ho resistito fino all'1.30 circa aspettando gli aggiornamenti in diretta, poi sono crollato. A che ora è stato dato l'annuncio ufficiale? All'1.49. Damn.

*Sempre che la federazione decida di respingere il ricorso presentato da Ron Dennis e dalla McLaren, che però, secondo la BBC "[is] not trying to challenge Ferrari's victory in the race, but [want] to understand the reasoning behind the decision". Niente da dire, una squadra che sa perdere con stile.

Un colpo al cerchio...

Sto ovviamente seguendo in diretta la situazione da Interlagos, e pare che si vada verso la soluzione salomonica di togliere i punti alle scuderie ma non ai piloti. Ci sarebbe anche un precedente, risalente al 1995, e allora venne applicata proprio questa sanzione.
Ovviamente mi farebbe piacere perchè vorrebbe dire che il titolo andrebbe (ripeto, strameritatamente) a Raikkonen, ma dispiace che ancora una volta quest'anno, e proprio in occasione della gara più importante, non sia sufficiente aspettare la bandiera a scacchi per sapere com'è andata a finire.

domenica 21 ottobre 2007

Campioni del mondo?

Pazzesco. Non mi viene un altro termine per descrivere la situazione che si è creata ad Interlagos. La Ferrari ha dominato la gara, ha strameritato un Mondiale che, in un mondo ideale, avrebbe già stravinto da tempo, e invece dobbiamo aspettare che si decida se la benzina di BMW e Williams fosse troppo fredda. BMW e Williams che, guarda caso, sono proprio le macchine che, se squalificate, consegnerebbero il titolo a Lewis Hamilton. Proprio quel Lewis Hamilton - dotato, per carità, di un talento enorme - che quest'anno è già stato salvato più di una volta con forzature (per usare un termine gentile) del regolamento.
Spero solamente che presto potrò togliere quel punto di domanda dal titolo, e festeggiare come si deve un Mondiale che sembrava perso, ed è stato riguadagnato in pista, a viso aperto. Comunque vada, sempre e comunque, Forza Rossa!

venerdì 19 ottobre 2007

La culla del diritto

Così si sente spesso definire l'Italia, anche se qualcuno ha coniato la definizione, forse un tantino più corretta, di "Terra dei cachi".
L'ennesima dimostrazione che la descrizione ortofrutticola è esatta, viene da una proposta di legge approvata il 12 ottobre dal Consiglio dei Ministri, che obbligherebbe qualsiasi pubblicazione (blog personali e non a fini di lucro - come questo, per intenderci - compresi) alla registrazione al ROC, con tutto il carico di spese e burocrazia che questo comporta.
Visto che quando possibile cerco di evitare il turpiloquio, mi astengo da qualunque commento, rimandando all'articolo su Punto Informatico (e ai suoi commenti). Mi limito ad osservare un'altra volta che non sarebbe male che chi legifera su qualcosa ne conosca, almeno in maniera approssimativa, i meccanismi di base.

martedì 2 ottobre 2007

Oggi è il giorno del Boss

In almeno due sensi.
In primo luogo perchè oggi esce il suo nuovo disco Magic, il primo dopo sette anni con la E Street Band, il ritorno del Boss al rock dopo la parentesi acustica di Devils & Dust e quella folk delle Seeger Sessions. Ovviamente l'ho già ascoltato - e apprezzato - grazie al solito equino, e altrettanto ovviamente l'ho già ordinato su Cd Wow!, a 6,99 sterline spese di spedizione comprese (più o meno 10 euri, e niente SIAE); sono curioso di vedere a quanto lo vedrò in vendita in Italia.
In secondo luogo da oggi il 2 ottobre è ufficialmente lo Springsteen Day, almeno in Connecticut, dopo una decisione della governatrice Jodi Rell. Non che la cosa mi interessi particolarmente o cambi in qualche modo la mia adorazione per il Boss, però mi incuriosisce che questo tributo non sia arrivato dal New Jersey.

PS La copertina di Magic è probabilmente la più brutta in assoluto tra quelle della più che trentennale carriera del Boss (e dire che di copertine non esattamente irresistibili già ne aveva scelte). Io avrei preferito di gran lunga la foto là sopra, che comunque ha accompagnato tutta la campagna promozionale del disco.

lunedì 1 ottobre 2007

Sorpassi e diritti

Il duello tra Massa e Kubica nel giro finale del GP corso ieri in Giappone ha sicuramente ricordato agli appassionati meno giovani le celeberrime ruotate di Digione '79 tra Villeneuve e Arnoux.
Cercando su YouTube "Massa Kubica" si ottengono una novantina di risultati, di cui una ventina almeno riferiti alla gara di ieri. Per quasi tutti però si ottiene questo messaggio: "This video is no longer available due to a copyright claim by Formula One Management". Quasi tutti perchè a questo indirizzo, almeno per il momento, il video è ancora disponibile, sebbene con una colonna sonora insopportabile.
Ora, io sarò tardo, ma non riesco proprio a capire in quale modo una clip di un minuto e mezzo su YouTube possa in qualche modo danneggiare una società che, stando a Wikipedia, nel 2004 fatturava poco meno di 40 milioni di sterline.
Sono l'unico ad avere la sensazione che le leggi attuali sul copyright siano, nella migliore delle ipotesi, tremendamente obsolete, e nella peggiore incredibilmente stupide?

martedì 25 settembre 2007

Dimenticavo...

La bestia nuova sta bene, è stata battezzata Mina (Granata-Mina... lo so, gioco di parole orrendo. Però Mina è anche Mina Harker e la Tigre di Cremona, e poi l'animale dovrebbe essere di mia nonna, il nome l'ha scelto lei, quindi ci si adegua) e sta dimostrando di avere una personalità niente male.

H&H

Su Italia 1 è ricominciata da un par di settimane la messa in onda della terza stagione di House, e per nulla inaspettatamente, sta proseguendo lo scempio delle traduzioni&adattamenti a cui i curatori ci avevano abituato con le prime due.
Tre esempi, tratti dalla puntata Merry Little Christmas, due che dimostrano un atteggiamento odiosamente e pelosamente politically correct e uno che dimostra poca voglia di approfondimento (se ho trovato io la traduzione corretta con due minuti di ricerche su Google, qualcuno che è pagato per fare questo lavoro poteva anche arrivarci).

Il primo.
House, riferendosi a Cameron che ha trattato con (involontaria) scortesia una paziente nana, dice alla madre della paziente: She also hates Jews (Odia anche gli ebrei).
Traduzione: Odia anche i Rasta. I RASTA?

Il secondo.
Foreman espone allo staff una teoria suggeritagli da House. Wilson, che capisce che non è farina del sacco di Foreman gli dice: House, you've tanned! (House, ti sei abbronzato!) [Nota per chi non segue la serie: Foreman è nero]
Traduzione, che massacra completamente la battuta: House, giù la maschera!

Il terzo.
Wilson sta consolando una donna che ha appena perso il marito per un tumore. House entra nella stanza e dice alla donna: Look at the bright side. At least you don't have to go by Mrs. Zebalusky anymore. (Guarda il lato positivo. Almeno non dovrai più farti chiamare "signora
Zebalusky").
Traduzione:
Guarda il lato positivo. Almeno non avrai più la signora Zebalusky tra i piedi. Rivolto a Wilson.

Poi mi danno del talebano perchè preferisco guardare film e telefilm in originale...

C'è però una nota positiva: questa sera negli US of A cominciano sia la quarta stagione di House (a cui si riferisce la foto lassù) che la seconda di Heroes, e immagino che grazie a MuloTv potrò gustarmele come Iddio comanda. (O come Andrè The Giant comanda, tradotto come
L'incredibile Hulk in un un altro episodio di House. Ora: questo e questo vi sembrano la stessa cosa?)

mercoledì 12 settembre 2007

Bau!

Sono appena tornato a casa dal canile con il nuovo quadrupede (anzi LA nuova quadrupede) che speriamo rimarrà in famiglia per molti anni. Ha tre mesi, e come da antica tradizione è di pura razza bastarda, anche se pare che da qualche parte nell'albero genealogico ci sia del bassotto. Al canile era stata battezzata Granata, ma sicuramente le daremo un altro nome. Anzi, se qualcuno dei miei dodici lettori ha un'idea, suggerisca pure!

Ecco, appunto.

Ci mancava giusto lui.

11 settembre e complotti

Il complottismo in generale e quello sull'undici settembre in particolare mi affascinano. Mi sono sempre chiesto: come è possibile che persone evidentemente intelligenti riescano a rimanere serie sostenendo panzane mostruose smentite da una mole gigantesca di dati, osservazioni, testimonianze e dalle stesse leggi del buon senso e della fisica?

A partire dal primo e più famoso libro complottista, lì a destra, in cui si sostiene che nessun aereo abbia colpito il Pentagono l'undici settembre (e i passeggeri? e i rottami sul prato? e i testimoni?) ho seguito l'evolversi delle cosiddette "teorie alternative" e dei paralleli sforzi di debunking.
Mi pare inutile esplicitare da che parte ritengo stia la ragione: rimando all'ottimo undicisettembre, che raccoglie centinaia di documenti, immagini e soprattutto indagini sugli eventi di sei anni fa, e che smonta senza possibilità di appello le più diffuse teorie complottiste, cogliendo più di una volta i cosiddetti ricercatori della verità a manipolare fotografie, video e testimonianze per accordarle alle loro assurde teorie.

Il blog undicisettembre
Il primo documentario di debunking realizzato in Italia

PS Pare che Thierry Meyssan - ma l'interessato smentisce - abbia incassato dalla vendita del suo libro più di un milione di Euro. Forse la risposta alla mia domanda iniziale è più semplice di quanto appaia.

martedì 11 settembre 2007

Sei anni dopo

A sei anni di distanza dall'evento che ha dato inizio (nel bene e nel male) al terzo millennio, voglio ricordarlo con quella che secondo me è stata l'immagine più terrificante di quel giorno.

lunedì 10 settembre 2007

Prima aggiunta alla EOS400

Come avevo predetto qualche tempo fa, dopo l'acquisto della mia Canon EOS 400D sarebbe stato inevitabile spenderci dietro qualche Euro per dotarla di qualche accessorio. Dopo attente valutazioni costi/benefici l'ha spuntata di misura sul flash Speedlite 430 EX (che comunque rimane nella mia wishlist) il superzoom Sigma 18-200 OS, ordinato giusto ieri. Le recensioni scovate in rete sono tutte molto positive, considerando gli inevitabili compromessi a cui deve sottostare uno zoom 11.1X, e non vedo l'ora di averlo in mano e provarlo.

lunedì 20 agosto 2007

BookRece: Il Demone

Con questo Demone si chiude la trilogia di Magdeburg, e ancora più che nei due precedenti libri confermo che il linguaggio con cui Alan D. Altieri ha scelto di rappresentare la tragedia della Guerra dei Trent'anni proprio non mi va giù.
Primo Levi scrive, nel fondamentale Se questo è un uomo:

Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest'offesa, la demolizione di un uomo.


ed è evidente il tentativo di Altieri (confermato nella postfazione di questo Demone) di creare una lingua nuova per raccontare di una tragedia senza precedenti.
Levi sceglie la via del linguaggio più semplice e più piano per raccontare l'indicibile e ci riesce; Altieri sceglie l'iperbole, la pomposità, l'artificiosità e fallisce l'obbiettivo. Usare tre tempi verbali nell'arco di un paragrafo che descrive un'unica azione potrà avere un alto valore artistico, ma a me sembra solo inutile pretenziosità. E di esempi anche peggiori sono pieni tutti e tre i libri, e in particolare questo terzo: dialoghi ai limiti dell'autoparodia, descrizioni talmente frammentate da risultare incomprensibili, un inspiegabile amore per alcune parole (demolizione, simulacro, scaleno)... insomma, rinnovo e confermo (per quel che può contare) il giudizio che ho dato degli altri due libri: eccellenti storie, personaggi indimenticabili, linguaggio (e mi si scusi il giuoco di parole) da dimenticare.

venerdì 17 agosto 2007

Giotto, 1995-2007


Old Blue died and he died so hard
He shook the ground in my back yard.
I dug his grave with a silver spade
And I lowered him down with a golden chain
Every link you know I did call his name,
I called, "Here, Blue, you good dog, you."

giovedì 9 agosto 2007

Book(quasi)Rece: Harry Potter and the Deathly Hallows

Quasi recensione perchè eviterò accuratamente ogni riferimento a ciò che succede nel settimo libro, per non incorrere nelle ire di quelli tra i miei dodici lettori che non l'hanno ancora letto, e mi limiterò a dire che per i traduttori sarà decisamente un bastardo e che la buona JK Rowling non ha deluso le aspettative altissime che si erano create e ha chiuso la saga con quello che è forse il miglior libro in assoluto dei sette.
Qualche dato sulle vendite: Deathly Hallows ha venduto, nelle prime 24 ore, qualcosa come 11 milioni di copie tra USA e UK e oltre 400mila in Germania; Amazon.com ha dichiarato di aver ricevuto più di 2 milioni e 200mila ordini prima della data d'uscita (io però l'ho comprato su Play - costava meno); pare che più del 10% della popolazione britannica abbia acquistato il libro entro 5 giorni dalla sua pubblicazione. Peccato non avere disponinbili i dati di vendita in Italia...


mercoledì 1 agosto 2007

Ommioddio...

Interessante articolo sul Corrierone che dimostra, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che la civiltà occidentale è ormai in piena decadenza.
Per quanto mi riguarda, segnalo solo che nella trasferta montana di cui parlo nel precedente post, ho mangiato uno spettacolare Spiedone Giorgio Rocca, una sorta di spadone a due mani +2 su cui erano impalati tre deliziosi mini-filetti (di manzo, vitello e maiale), cotti alla griglia in maniera magistrale e accompagnati da una montagna di patatine fritte di Texiana memoria.

L'articolo è disponibile anche qui, in formato Png.

lunedì 30 luglio 2007

Una Virago allo Stelvio

Premessa: non sono un motociclista. Non possiedo stivali da guida, indumenti protettivi, quattro diversi caschi da cambiare con la stagione e, francamente, se devo fare un viaggio più lungo di una cinquantina di chilometri, preferisco muovermi in auto.
Però una moto la possiedo, una Yamaha Virago 250 del 1992 (millenovecentonovantadue) che ha fatto, ad oggi, meno di 3400 (tremilaquattrocento) chilometri, e ogni tanto mi piace farci qualche giretto insieme a mia moglie.
Per questa volta abbiamo deciso di fare un po' di più di un giretto, e siamo andati fino a Livigno prima - passando per Tirano-Poschiavo - e al passo dello Stelvio poi. E la buona vecchia Charlotte (prounciato Sciàrlot all'inglese, e non Sciarlòt alla francese - i fan degli Iron Maiden sapranno perchè) è riuscita a portarci fin lassù e ritorno.
D'accordo: le nostre chiappe hanno pagato un prezzo piuttosto alto; il trasferimento Milano-Tirano è stato lungo, scomodo e a tratti poco piacevole, e al ritorno a casa la moto dava un curioso odore di pollo bruciato.
Ma la strada che porta da Bormio allo Stelvio e quella che da Livigno scende a Tirano passando per la Valposchiavo sono un angolo di paradiso in terra, e i saluti scambiati con i motociclisti incrociati per strada ci hanno fatto sentire per un po' parte di una casta, anche se, come ho detto all'inizio, non è così.
Nota: a parte gli scooter (che non contano, e non vengono nemmeno salutati quando li si incrocia) e una leggenda che stava salendo allo Stelvio su un Vespino che avrà avuto almeno 25 anni, la nostra moto era di gran lunga la meno potente e la più vecchia che abbiamo visto per strada... way to go, Charlotte!

mercoledì 11 luglio 2007

100° post!

Il contatore di blogger mi dice che questo è il 100° post di questo blog e, visto che nei miei precedenti tentativi non ero mai arrivato nemmeno ad un quarto di questa cifra, mi par giusto farlo notare ai miei dodici lettori.

Il galantuomo rinascimentale che si vede nella foto a fianco non ha nulla a che vedere con il fatto che questo sia il post n° 100, ma è in breve tempo diventato uno dei miei idoli televisivi. Trattasi di Jeremy Clarkson, co-conduttore di Top Gear, in onda sulla BBC e su innumerevoli altri canali in giro per il mondo (in Italia credo sia trasmessa da qualche canale della piattaforma Sky, ma non avendo l'abbonamento non ne sono sicuro al 100%).
Top Gear è sicuramente la trasmissione sulle automobili più divertente che io abbia mai visto, e JC è un conduttore di cui la Tv italiana avrebbe un gran bisogno: politicamente scorretto, maschilista con il culto della velocità, ma sempre con una gran vena di ironia molto british che rende impossibile prenderlo troppo sul serio, e difficilissimo non apprezzarlo.

Qui si trovano alcuni suoi articoli, in teoria recensioni di auto, in pratica occasioni per parlare della sua particolarissima visione del mondo.

Su YouTube invece, cercando Jeremy Clarkson o Top Gear si trovano diversi video della trasmissione, tra cui quello da cui è tratta la foto in alto, disponibile qui.

giovedì 5 luglio 2007

La 500 gialla

Chiunque non abbia vissuto su Marte (in senso letterale, non nel senso dell'ottimo telefilm) negli ultimi mesi, sicuramente sa che ieri è stata presentata la nuova Fiat 500, con uno sforzo di marketing che non ricordo di aver mai visto per un'automobile - o per nessun altro prodotto.
La presentazione è stata curata dal creatore della cerimonia di apertura di Torino 2006, e tra le altre cose ha ospitato i Beatles, Anita Ekberg e Mariliyn Monroe (finti), Lauryn Hill (vera) e quattro elefanti, che finalmente sono riusciti a entrare in una 500 (ovviamente, due davanti e due di dietro).
Premetto subito che il nuovo cinquino mi piace parecchio, anche se non credo lo comprerò mai, visto che ho appena cambiato macchina - con una meno hype, ma sicuramente più versatile Citroën C3 - ma non sarei il solito bastian contrario se non avessi qualcosa da ridire.
In primis il prezzo, che se verrà confermato, farà della nuova 500 non la macchina per tutti che fu la sua antenata, ma l'ennesimo oggetto del desiderio per fighetti, in diretta concorrenza con Mini e Smart.
E poi i colori. Non per le tinte in sè, che mi piacciono pure, ma per i nomi che i cervelloni dell'ufficio marketing hanno deciso di dar loro (e secondo me qui opera ancora la longa manus del Lapo nazionale). Il menu offre:
  • Bianco bianco
  • Blu m'ama non m'ama
  • Grigio perbene
  • Blu impeccabile
  • Nero provocatore
  • Verde libero e bello (?)
  • Arancio gustoso
  • Azzurro cuor leggero (??)
  • Rosso sfrontato
  • Giallo birichino
  • Grigio galante
  • Bianco gioioso
Tra l'altro, volendosi rifare alla tradizione della storica 500, ne manca almeno uno: il Giallo sfiga, o Giallo non ricevo.

lunedì 2 luglio 2007

Le mille bolle blu

Giusto ieri sera mi è capitato di incocciare nella pubblicità di codesto prodotto, e ovviamente, la memoria è andata allo sfigatissimo orso del Milka Lufflè, quello che per aerare il cioccolato doveva farsi sbatacchiare attaccato ad un albero.

Un dubbio che mi è venuto: visto che questo genere di prodotti viene venduto a pezzo, e non a peso, non è che questa novità del cioccolato con le bolle, sbandierata come una innovazione tecnologica degna della scoperta del vaccino per l'AIDS, in realtà sia solo una astuta fregatura per venderci meno prodotto a parità di volume?

giovedì 28 giugno 2007

FilmRece: Little Miss Sunshine

La famiglia della protagonista Olive è sicuramente una delle peggiori viste sullo schermo negli ultimi tempi (se si eccettuano gli Osbourne, ovviamente, loro sono fuori parametro).
Il menu offre:
- Madre iperstressata
- Padre aspirante guru dell'autopromozione
- Fratello volontariamente muto da 9 mesi
- Nonno tossicomane&sessuomane
- Zio omosessuale depresso e reduce da un tentato suicidio.

Cosa si ottiene quando queste 6 persone si mettono in viaggio da Albuquerque, New Mexico a Redondo Beach, California in un pulmino Volkswagen per portare in tempo la piccola Olive al concorso di bellezza Little Miss Sunshine?
Semplice, uno dei film più belli visti di recente.

La pagina IMDb del film

TvRece: Life On Mars

Non c'è niente da fare: quando gli inglesi si mettono d'impegno producono la migliore televisione del mondo. Non tanto per i mezzi - anche se i documentari BBC sulla natura sicuramente non hanno problemi di budget - quanto per le idee.
C'è la scintilla del genio nell'idea che sta alla base di Life on Mars: Sam Tyler, un DCI di Manchester è vittima di un incidente stradale nel 2006 e si risveglia come un DI di Manchester del 1973. Sam, poliziotto ipertecnologizzato e politicamente corretto, figlio degli anni 2000, dovrà adattarsi alla realtà omofoba, razzista, maschilista, violenta e tecnologicamente arretrata della polizia degli anni '70, e in particolare dovrà fare i conti con il suo nuovo capo, l'omofobo, razzista, maschilista e violento DCI Gene Hunt.
A questo si aggiunge il fatto che lo stesso Sam non è sicuro di essere effettivamente tornato indietro nel tempo (e come biasimarlo?); come dice all'inizio di ogni puntata: Am I mad? In a coma? Or back in time?
Ma al di là dell'azzeccatissima idea di partenza, Life on Mars è realizzato in maniera pressochè perfetta sotto tutti gli aspetti, dagli attori all'ambientazione, dai dialoghi (memorabili alcune frasi di Hunt, ad esempio She's as nervous as a very small nun at a penguin shoot
o He's got fingers in more pies than a leper on a cookery course) ai personaggi di contorno, dalle storie alle tematiche trattate.
In estrema sintesi: un'altra serie da vedere assolutamente.
Se appena appena è possibile in lingua originale: dato il gergo che viene usato il doppiaggio in questo caso farà perdere ancora più del solito.

I 5 secondi più divertenti di Internet

Un cane della prateria - erronamente indicato come un chipmunk in un primo momento - è diventato una celebrità globale, grazie a YouTube, ad uno spiccato talento drammatico e ad un montaggio sonoro azzeccatissimo. Il geniale clip di 5 secondi che ha dato il via alla mania è stato visto su YouTube qualcosa come tre milioni e mezzo di volte in meno di tre settimane, e ha dato origine ad una quantità impressionante di parodie, montaggi e versioni alternative.
Il nostro eroe - tra l'altro - indossa i panni di Darth Vader, esce con Paris Hilton (dimostrando di avere pessimi gusti in fatto di donne) e viene scoperto dalla RIAA mentre scarica abusivamente file da Internet.
Qualcuno ha anche scovato il video originale - forse un po' meno drammatico, ma piuttosto rivelatore della cultura giapponese - da cui è stato tratta la clip.

domenica 17 giugno 2007

TvRece: Heroes

Grazie ai consueti potenti mezzi tecnologici a mia disposizione, ho finito da pochi giorni di vedere la prima stagione di Heroes, che andrà in onda in Italia, pare, a partire da settembre.
In estrema sintesi, la serie racconta di come "ordinary people across the globe discover extraordinary abilities", e delle relazioni che si intrecciano tra questi eroi più o meno riluttanti ad abbracciare i loro poteri. Ci sono, ad esempio, una cheerleader che ha un potere di rigenerazione che nemmeno Wolverine, un poliziotto che può leggere il pensiero, un pittore che dipinge il futuro, un politico che è capace di volare, un impiegato giapponese (il personaggio più riuscito del telefilm) che può piegare il tempo e lo spazio, e quindi teletrasportarsi attraverso l'uno e l'altro...
E poi ci sono una catastrofe da evitare, un assassino imprendibile,
paradossi temporali, un genetista indiano che segue le tracce delle ricerche del padre, un'organizzazione segreta, un potentissimo e misterioso gangster...
Insomma, una miscela di ingredienti che a seconda della ricetta poteva trasformarsi in un pastone immangiabile o in una delicatezza da gourmet: per fortuna il creatore della serie Tim Kring si è avvicinato più all'alta cucina che al trogolo, e il risultato si è rivelato assai interessante, nonostante qualche piccola riserva sui dialoghi (
a volte davvero troppo artificiosi, anche per lo stile da fumetto della serie).
Nel complesso Heroes è stata una delle più belle scoperte di questa stagione televisivo-equina, e il consiglio che posso dare a coloro tra i miei dodici lettori che già non la conoscessero è di procurarsela e di non perderla quando verrà trasmessa nelle italiche lande, anche se ho una sensazione di incombente disastro quando penso a come potrà venire tradotta, adattata e doppiata.

mercoledì 30 maggio 2007

Un pinguino a 360 Km/h

Il progetto Tux 500 è riuscito raccogliere abbastanza soldi da sponsorizzare con il celebre pinguino una delle macchine in gara nella 500 miglia di Indianapolis di quest'anno.
L'esperienza non è andata benissimo: la Tux Car è stata la prima macchina a ritirarsi (per un incidente, un crash per i 'merregani) e si è quindi classificata all'ultimo posto.
Le battute tra i blogger e la comunità degli smanettoni si sono sprecate (Linux, crash... vi lascio immaginare), ma la migliore che ho letto è sicuramente questa:
I think I know what went wrong... It's real hard to get good drivers for Linux hardware.

venerdì 25 maggio 2007

Io sono tuo padre!

Non sono propriamente un ventilatore accanito della saga di Guerre Stellari: non mi sono mai vestito da Jedi o da Darth Vader, non possiedo gadget, action figures, libri, fumetti o altri ammennicoli e non ho mai partecipato ad una convention di fan. Tuttavia ho visto (e rivisto, e rivisto) tutti e sei film e possiedo qualcosa come cinque copie della trilogia classica (tre in VHS e due in DVD, principalmente grazie a mia moglie, che invece è una vera patita), e l'edizione in DVD dei tre prequel.
Insomma, la saga di Guerre Stellari mi piace (le politiche di marketing di Lucas un po' meno, ma questo è un altro discorso): ritengo il primo film uno dei più influenti dell'intiera storia del cinema e mi par giusto ricordare che tutto ha avuto inizio esattamente 30 anni fa, il 25 maggio del 1977.

giovedì 24 maggio 2007

Le grandi domande - parte III (Cavallo Basso)

Domande che mi sto ponendo sempre più spesso in questi caldissimi giorni di fine maggio:
perchè legioni di fanciulle indossano minigonne inguinali e/o magliette sottocapezzolari e poi passano il tempo a cercare di tirar giù le une e le altre, onde evitare di ritrovarsi praticamente ignude?
Cosa spinge orrende falangi di pubescenti (cit.) e post-tali a indossare jeans a cavallo bassissimo e cintura a mezza chiappa e poi a doverli tirar su ogni due passi per non ritrovarsi in mutande in mezzo alla strada?
Intendo dire: pensarci prima, e magari vestirsi in maniera un po' più gestibile (o in alternativa, vestirsi come diamine si preferisce ma sopportarne le conseguenze) non se ne parla, nevvero?

mercoledì 16 maggio 2007

Le grandi domande - parte II

Qualche giorno fa, facendo la spesa, mi è capitato sottomano un pacchetto di Kinder Brioss alla ciliegia, una brioche che non vedevo e non mangiavo più o meno dal 1987.
Una domanda mi è sorta spontanea: che diamine di fine hanno fatto le Fiesta gialle? Chi ha più o meno la mia età se lo ricorderà sicuramente: la Fiesta Ferrero, un tempo, non esisteva solo nella versione arancio che si trova ora, ma anche in una gialla, che si intravede nell'immagine qui a lato (che, mi duole sottolinearlo, è la copertina di un 45 giri, che riportava sul lato B l'imperdibile hit Snacckiamoci una Fiesta).
Mi sembra di ricordare - anche se non ci metterei la mano sul fuoco - che fosse al gusto di curaçao, ma sicuramente era buonissima, molto meglio della sorella.

Aggiornamento del 22/5/2007
Dopo una discussione nostalgico-filologica con alcuni amici, siamo arrivati alla conclusione che sono addirittura due le Fiesta scomparse. Quella gialla che era al sapore Tuttifrutti (probabilmente un orrendo miscuglio chimico, che però risultava delizioso al palato), e quella azzurra, che era invece effettivamente al sapore di curaçao.

martedì 8 maggio 2007

Diventa anche tu proprietario di un numero!

Perchè lasciare che sia solo la AACS a possedere un numero a 128 bit? Ora, grazie a questo blog, chiunque può generare uno di questi numeri e impedire a tutto il resto del mondo di utilizzarlo!
Ecco il mio:


34 5B 4E 76 52 87 43 CB 86 8B CF 99 89 EF 0A 5E

Non osate memorizzarlo, stamparlo, copiarlo su altri siti, cantarlo, recitarlo in pubblico, ricavarne opere teatrali, o le più tremende maledizioni vi colpiranno!

Qui, sul blog del solito, inestimabile Attivissimo, un commento su tutta la (tragicomica) vicenda

8 maggio 1982

So già che con questo post sconfinerò nel patetico, ma non mi importa: 25 anni fa se ne andava una delle mie leggende di bambino, e si sa, quando si parla di leggende, non si può essere equilibrati.
La morte di Gilles VIlleneuve, le immagini televisive dell'incidente, con il corpo sbalzato fuori dall'abitacolo che attraversa tutta la pista e si schianta contro la recinzione, sono tra i ricordi più nitidi - e più tristi - della mia infanzia.
Può sembrare strano che un bambino di nemmeno 8 anni (quanti ne avevo io l'8 maggio 1982) sia stato colpito così tanto da un evento del genere, ma in casa mia la Febbre Villeneuve c'era per davvero, ed era pure alta. Sono cresciuto in una famiglia di stretta osservanza Ferrarista, e il culto di Gilles mi è stato trasmesso insieme al latte materno.
Sono cresciuto leggendo su Auto Sprint e Rombo le imprese di questo piccolo quebecois dall'aria tranquilla, che quando si metteva al volante diventava una furia: il duello con Arnoux a Digione, il giro su tre ruote a Zandvoort, il trionfo di Monza (l'ultimo campionato Ferrari prima dell'avvento di un certo Michael Schumacher!), il capolavoro di Jarama, la sfida con l'F-104... fino alla gara di Imola dell'82, al tradimento di Pironi (ebbene sì, confesso che non mi è ancora passata, 25 anni dopo) e alla curva Terlamen di Zolder.
Per me era più di un uomo, era un cartone animato, un supereroe: aveva il suo simbolo (il casco), il suo robottone (la Ferrari) e perfino i superpoteri: per uscire senza danni da tutti gli incidenti doveva essere invulnerabile. E invece...


Non voglio però chiudere su una nota triste, quindi finisco questo mio ricordo di Gilles con il video di quella che da molti è ritenuta la sua più grande impresa, il celeberrimo duello a ruotate con Arnoux, e con una frase di Keke Rosberg, campione del mondo nel 1982: "Non c'è alcun dubbio, Gilles era straordinariamente coraggioso. Era il più gran bastardo contro cui si potesse correre e che io abbia mai conosciuto, ma era assolutamente leale. Un pilota grandissimo."

Grazie di tutto, Gil.


venerdì 4 maggio 2007

Sempre peggio

Proprio quando si pensa che ormai ogni picco di incompetenza, stupidità e superficialità sia stato raggiunto e scalato, ecco che bisogna ricredersi e spostare un po' più in alto il limite.
Due vicende che lo dimostrano in pieno:
La prima è un impasto di ignoranza tecnica e arroganza: si è tentato di impedire la diffusione di un numero, giustificando l'assurdità con il fatto che quel numero potrebbe permettere di decodificare il contenuto protetto dei nuovi HD-DVD, e scatenando le proteste e la creatività della comunità Internet.
Ma è possibile che non ci si renda ancora conto che su Internet la pretesa di censurare qualunque cosa, ma in particolare qualcosa di facilmente riproducibile come una sequenza esadecimale di 32 caratteri è totalmente priva di senso? (In questo momento, inserendola come chiave di ricerca in Google si ottengono più di un milione di risultati)
La seconda è una spia preoccupante della paranoia sempre più diffusa negli US of A, in particolare dopo il massacro alla Virginia Tech: un ragazzo è stato accusato di terrorismo e rischia l'espulsione dalla sua scuola per aver realizzato un livello per Counter-Strike che riproduce i corridoi dell'istituto.
Non mi piace l'antiamericanismo da un tanto al chilo, ma effettivamente una società che mette sotto accusa un ragazzo che manipola qualche pixel, e contemporaneamente permette ad un altro, psicologicamente instabile, di comprare legalmente una pistola, forse qualche problemino di priorità cell'ha davvero...

giovedì 3 maggio 2007

Le grandi domande - parte I

Ieri sera ho rivisto, credo per la 37° volta o giù di lì (ma per la prima volta in DVD, e che differenza!), il leggendario Altrimenti ci arrabbiamo. Al di là del godimento per quello che ormai è diventato un film culto a tutti gli effetti, mi sono chiesto per l'ennesima volta una cosa: ma perchè nei film degli anni '50-'60-'70 l'ultima scena, quella su cui scorrono i titoli di coda, è decisamente più gialla delle altre? (E mi pare di ricordare che la stessa cosa succeda alla fine dei primi due Die Hard. Citazione nostalgica?)

mercoledì 25 aprile 2007

FilmRece: The Illusionist

Per una di quelle strane coincidenze di cui è ricca la storia del cinema (qualcuno potrebbe scomodare Jung e l'inconscio collettivo), a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro sono usciti due film che hanno come protagonisti dei maghi nell'Europa di fine '800. Però, a differenza di altre coppie (Armageddon - Deep Impact, A Bug's Life - Z la formica) che condividono oltre al tema anche situazioni e scelte stilistiche, le somiglianze tra The Prestige e The Illusionist in pratica finiscono qui.
Il primo racconta di ossessioni e vendette, il secondo è una storia d'amore con qualche elemento del poliziesco. The Illusionist è raccontato quasi interamente in maniera lineare, mentre The Prestige è un continuo rimbalzare di flashback e narrazioni incrociate (i diari dei protagonisti). In generale, il film di Nolan è più inconsueto e sperimentale, mentre quello di Burger è più tradizionale.
Per fortuna, nonostante siano così diversi, entrambi mi sono piaciuti moltissimo.
La storia, per quanto non originalissima, è coinvolgente, ben raccontata e ottimamente fotografata.
Edward Norton e Paul Giamatti sono semplicemente perfetti (ma non scopro niente di nuovo: Norton è in assoluto uno dei miei attori preferiti, e Giamatti secondo me è, al momento, il miglior supporting actor di Hoollywood), e regalano una delle più belle coppie di amici-avversari visti sullo schermo di recente.
Una piccola nota: per la prima volta io e mia moglie siamo riusciti a vedere un film al cinema con la sala tutta per noi. Gran bella sensazione, ma pessimo viatico per il successo commerciale del film...

La pagina IMDb del film

domenica 22 aprile 2007

15

15° scudetto!
Finalmente è ora di tirare fuori dalla naftalina la mia gloriosa sciarpa di Rummenigge!

martedì 17 aprile 2007

Rompere gli schemi

So che ultimamente i miei post sembrano un po' monotematici, ma in questi giorni mi sono trovato spesso a pensare che, da appassionato di F1 quale sono, mi spiace essermi perso quasi completamente, per motivi squisitamente anagrafici, quella stagione irripetibile che è andata dalla fine degli anni '60 all'inizio degli '80.
Per molti la F1 odierna è diventata troppo tecnica, troppo fredda e irrimediabilmente pallosa, e anche se non sono completamente d'accordo, è innegabile che qualche decennio fa c'era molto più spazio per l'intuizione e per l'audacia, sia da parte dei piloti che da parte dei tecnici. Oggi le macchine di F1 sono molto simili tra loro, e credo che vedendole senza i loro colori sarebbe difficile distinguere una Toyota da una Renault. Sfido invece chiunque a confondere, ad esempio, una Lotus 72 con una Tyrrell 006 (in pista nel 1973) o una Ferrari T4 con una Renault RS10, entrambe del 1979.
E poi c'è la Tyrrell P34, più nota come "sei ruote" (esatto, sei), scesa in pista, cogliendo anche una vittoria, nel 1976 e 1977. Probabilmente la macchina di F1 più coraggiosa mai costruita, probabilmente una delle più belle, sicuramente una testimonianza di un mondo - ormai defunto - in cui a volte la creatività e il genio avevano la meglio sul budget.

venerdì 13 aprile 2007

Sub10!

Obbiettivo raggiunto! Con un giro notevole per i miei standard (ma ancora piuttosto squallido in assoluto) sono riuscito a scendere sotto i 10 minuti sulla Nordschleife! Tempo ottenuto, con la Lotus: 9:50.328, che porta il mio handicap attuale a +225.790. Per avere un termine di paragone: il benchmark è di 8:21.921 e l'attuale record del mondo, ottenuto con la Brabham, è di 7:19.031 (!).
Prossimi obbiettivi: il Ring in meno di 9:45, Spa in meno di 3:45 e Monza in meno di 1:30.

venerdì 6 aprile 2007

Comincia la discesa

Non sono ancora riuscito a girare al Nürburgring sotto i 10 minuti (al momento sono fermo a un vergognoso 10' 27" 108), ma in compenso il mio GPLRank è sceso a +262.570, grazie a significativi miglioramenti sui circuiti di Rouen e Mosport.
Non credo che i vari Greg Stewart, Barty Mee o Greger Huttu (gli alieni ai primi posti del ranking) dovranno mai temere niente da me, ma è ugualmente una bella soddisfazione.
E ora di nuovo ad allenarsi sul Ring!

martedì 3 aprile 2007

GPLRank

Dopo circa 4 anni di totale inattività, mi sono rimesso a giocare a Grand Prix Legends, e due cose mi hanno colpito.
La prima, e la più importante,
quanto sia ancora un gioco maledettamente difficile, maledettamente divertente e maledettamente gratificante. Riuscire a limare un paio di decimi sul proprio tempo sul giro a Silverstone (o riuscire a girare sulla Nordschleife del Nürburgring in meno di 10 minuti, il mio prossimo obbiettivo) è una soddisfazione maggiore che sterminare un'intera popolazione aliena in un qualunque sparatutto 3D di ultima generazione.
La seconda,
quanto sia ancora attiva la comunità di sviluppatori e fan di questo titolo, uscito ben 9 anni fa (in pratica, nel Medioevo). Esistono centinaia di circuiti aggiuntivi e migliaia di add-on per macchine e piste, decine di tornei online e mods per simulare altre stagioni di F1 o campionati di altre categorie.
Ed esiste anche il sito GPLrank, una sorta di classifica mondiale ad handicap di Grand Prix Legends, basata sulla somma dei migliori tempi sul giro rispetto ad un benchmark. Nonostante la passione, io sono una pippa clamorosa, e al momento sono 7435° su un totale di 7742, con un handicap di +289.604 (ossia la somma dei miei tempi sul giro è di 289.604 secondi - più di quattro minuti - più alta rispetto al benchmark).
Tanto per avere un elemento di confronto, l'handicap del n° 1 nel ranking è di -93.066.

domenica 1 aprile 2007

Informazione di servizio

Anzi, informazionI, plurale.
La prima, che forse interesserà a qualcuno dei miei dodici lettori, è che è stata annunciata la grafica della copertina di Harry Potter and the Deathly Hallows. Lì a sinistra trovate la children version, qui la adult.
La seconda, che non interesserà a nessuno, è che ho iniziato la rilettura termonucleare globale dei precedenti sei libri della serie, che dovrebbe permettermi di arrivare all'uscita del settimo volume, il 21 luglio, con la memoria un po' più fresca sulle puntate precedenti.
(In effetti mi sono accorto, anche solo rileggendo il primo Harry Potter and the Philosopher's Stone che mi ero dimenticato un sacco di dettagli gustosi. Ottima cosa, la rilettura si preannuncia interessante.)

I migliori doppiatori del mondo

Si dice spesso che in Italia ci siano i migliori doppiatori del mondo. In generale sono d'accordo: non ho elementi di confronto con gli altri paesi, ma ci sono alcuni nomi che davvero non si possono mettere in discussione. Dal grandissimo Ferruccio Amendola, al gladiatore Luca Ward, dalla dinastia degli Izzo (anche se metterei senza ripensamenti alla gogna Giuppy) a Pino Insegno (che è riuscito nella notevolissima impresa di rendere egualmente credibili Aragorn nella trilogia del Signore degli Anelli e Jacobin Mugatu in Zoolander, e chi ha visto entrambi i film sa di cosa sto parlando), i talenti in questo campo non mancano.
E allora perchè, in nome di Dio, si permette a gente come Ilaria D'Amico anche solo di avvicinarsi ad uno studio di doppiaggio? Ma qualcuno ha ascoltato, prima di far uscire il film nelle sale, lo scempio che ha compiuto nel ruolo di Saphira in Eragon? A qualcuno è venuto il dubbio che, visto che nella versione originale la dragonessa è stata interpretata da un'attrice che ha vinto un Oscar, forse una conduttrice di trasmissioni sportive e reality show non era la scelta più adatta?

(Lo so, arrivo in ritardo, il film è uscito al cinema nel dicembre del 2006. Al cinema però non ero riuscito a vederlo e l'ho recuperato solo questo fine settimana in Dvd; non l'ho nemmeno visto tutto: mi sono addormentato. Quello che ho visto mi è bastato per avere due certezze: la prima, il film è una mezza cazzata, ed è un peccato, visto il cast; la seconda, il doppiaggio di Ilaria D'Amico è probabilmente il peggiore che abbia mai sentito al di fuori di un film porno.)

venerdì 23 marzo 2007

FilmRece: 300

Avevo aspettative altissime, per questo film (come i miei 12 lettori avranno capito da alcuni indizi): il fumetto da cui è tratto è una delle cose migliori che Frank Miller abbia mai realizzato (e parliamo dell'autore di Sin City e The Dark Knight Returns, mica ceci) e il trailer mi aveva assai incuriosito.
Ero talmente ansioso di vederlo che per la prima volta da Il Ritorno del Re sono andato a vedere un film al cinema il giorno stesso della sua uscita (di solito preferisco aspettare almeno una settimana per evitare di infilarmi nell'orrenda falange di pubescenti che di solito va a vedere i blockbuster nei primi giorni di distribuzione).
Detto questo, il film si è rivelato all'altezza delle aspettative? Sì. E' un film perfetto? No, anche se per quanto mi riguarda, ci va davvero vicino.
La mia principale riserva riguarda l'aderenza al fumetto: comprensibilmente (si sa: un po' di carnazza fa sempre botteghino) il ruolo della regina Gorgo, presente per circa 3 tavole nell'originale è stato enormemente ampliato, inserendo una sottotrama che francamente mi ha detto poco (anche se lo sguardo tra lei e Leonida prima di "QUESTA E' SPARTA" è un tocco che mi è piaciuto molto). Un po' meno comprensibilmente sono state tolte alcune scene presenti nel fumetto che mi sarebbe piaciuto vedere: su tutte la mini-sottotrama Stelios/Stoltos/Stumblios (chi conosce il fumetto sa sicuramente a cosa mi riferisco).
Altri due dettagli che non mi hanno convinto fino in fondo sono stati la decisione di far iniziare il film con Leonida bambino invece che, come il fumetto, con "Marciamo" e un certo abuso di slow-motion nelle scene di battaglia, ma si tratta, appunto, di dettagli.
Praticamente tutto il resto mi ha entusiasmato: gli attori, la scenografia digitale, l'esaltazione un po' naif della forza, l'onore e il coraggio, il mare di Persiani che si lancia contro la falange dei 300 Spartani, Efialte e Serse...
Ovviamente non sono mancate le polemiche: 300 è stato accusato di fascismo, razzismo, machismo, praticamente qualunque cosa negativa finisca in -ismo. Non provo nemmeno a rispondere, e rimando al post in proposito dell'ottimo Carli. Condivido in toto.

La pagina IMDb del film