lunedì 27 novembre 2006

Competenza? Un optional

Tira una brutta aria in questi giorni: tra polemiche sui videogiochi violenti e denunce a Google per non aver controllato quello che gli utenti caricano sui suoi server, sembra che Internet e dintorni siano tornati sotto assedio.
Io continuo a chiedermi, come mi chiedevo ai tempi del celeberrimo bollino virtuale inventato dal ministro urbani (di cui potete ammirare le preraffaellite fattezze nella foto a lato): ma è così irrealistico pretendere che chi legifera su qualcosa abbia perlomeno una conoscenza di base dell'argomento?
Perchè quello che emerge dalle discussioni di questi giorni, al di là degli schieramenti politici e delle posizioni ideologiche, è una crassa e compiaciuta ignoranza dei meccanismi di base della Rete. Chi non si rende conto che è assurdo pretendere un controllo preventivo sui contenuti da un servizio come YouTube, che nel luglio del 2006 pubblicava 65000 (sessantacinquemila) video al giorno, non dovrebbe permettersi di aprire bocca sulla questione.
Chi non capisce che i deficienti che hanno pestato il loro compagno disabile probabilmente non sarebbero mai stati scoperti se il video non fosse stato pubblicato, e invoca censure e controlli dell'accesso al web, dovrebbe riconoscere che sa di non sapere e cominciare ad informarsi.
Chi dichiara "non so nemmeno come si accende una Playstation" (si preme il tasto On, cretina) dovrebbe avere la decenza di tenere per sè le sue opinioni sul tema dei videogiochi.
Ma ovviamente questo non succede, e si arriva al teatro dell'assurdo: Mastella che sdottoreggia di Internet e nuove tecnologie. Mastella, non so se mi spiego. Perchè sento un brivido che mi corre lungo la schiena?

martedì 21 novembre 2006

Book(s)Rece: Eragon e L'Afghano

Dopo la fantasy dura e realistica di GRRM, leggere Eragon è un po' come una camminata di un paio di chilometri dopo una maratona. Rilassante, ma anche un po' insipida (immagino: non ho mai corso una maratona, e credo che non la correrò mai). Non che sia un brutto libro, tutt'altro; ha il pregio sempre più raro di essere un libro scritto con passione - inevitabile, visto che all'epoca l'autore aveva 16 anni - e di mostrarlo ad ogni riga.
La giovine età dell'autore si rivela uno svantaggio - altrettanto inevitabilmente - quando si tratta di caratterizzare i personaggi, non molto più che stereotipi. Si è comunque lasciato leggere senza problemi, e ci sono un paio di momenti che mi hanno davvero colpito (il primo scatto d'ira di Saphira, l'arrivo ai Monti Beor).
Considerando l'età di Christopher Paolini il libro è un miracolo, ma non dice nulla che non abbiano già detto (in modo francamente migliore) Tolkien e qualche decina di altri autori, e in alcuni punti il confine tra la volontà - palese - di omaggiare i suoi idoli e il plagio è davvero sottilissimo.

Forsyth invece è un vecchio marpione, con più di 30 anni di carriera e una quindicina di titoli alle spalle, ed è sicuramente il mio scrittore di spy story preferito. Questo L'Afghano non delude, anche se non è sicuramente il suo libro migliore, e riserva la dolceamara sorpresa del ritorno dei fratelli Terry e Mike Martin, a 12 anni di distanza dal magnifico Il Pugno di Dio. Al solito FF cesella una trama perfetta come un Breguet, anche se questa volta c'è un plot twist - peraltro non essenziale - in cui si avverte un lieve sentore di deus ex machina. (Spoiler in bianco: il motore di jet che casca esattamente sul muro di cinta della casa - isolata nel bel mezzo del nulla - in cui è tenuto prigioniero l'Afghano, permettendogli di scappare, beh, scricchiola un pochetto. Fine spoiler.)
Una nota di demerito per la traduzione, che mi è sembrata in generale piuttosto affrettata, probabilmente per l'urgenza di far uscire il libro in Italiano (è stato pubblicato in inglese meno di 3 mesi fa), e in alcuni punti palesemente sbagliata. Peccato.

lunedì 20 novembre 2006

Rule of Rose, ovvero: la dignità, questa sconosciuta

Sta facendo parecchio parlare, in questi giorni, un articolo pubblicato su Panorama, sparato in copertina con il sobrio titolo "Vince chi seppellisce viva la bambina", che prendendo lo spunto da un videogioco horror chiamato Rule of Rose, analizza (o perlomeno, prova a farlo) il rapporto tra videogiochi e violenza giovanile. Ho avuto almeno un paio di deja vu: vista la mia età ricordo polemiche analoghe quando iniziarono ad essere trasmessi in Italia Goldrake e compagnia robotica e, qualche anno più tardi, nel momento di gloria dell'horror a fumetti, i berci contro Dylan Dog e i suoi epigoni (tra cui ricordo con affetto Splatter e Mostri, editi da ACME).
L'articolo è la consueta caterva di cazzate che vengono fuori in 9 casi su 10 quando un media generalista si occuopa di Internet e nuove tecnologie, con in più l'aggravante del solito moralismo da un tanto al chilo. Da indizi raccolti qua e là dalla rete pare che il prode giornalista non abbia mai nemmeno lanciato Rule of Rose (altrimenti si sarebbe accorto che il seppellimento non è un'azione da compiere per vincere, ma fa parte di una cut scene che fa da introduzione al gioco); non solo, avrebbe addirittura copiato buona parte del suo articolo da una recensione amatoriale postata su un forum di appassionati.
Non posso dire che la cosa mi sorprenda; mi sorprende un po' di più che non ci si renda conto che un'esposizione mediatica del genere costituirà una pubblicità enorme per un titolo che probabilmente nessuno al di fuori della cerchia degli appassionati avrebbe mai conosciuto. O forse se ne sono resi conto fin troppo bene, come suggerisce un utente di questo forum?

Nel caso Panorama decidesse di rimuovere l'articolo per un improvviso sussulto di decenza, qui ce n'è uno screen capture in formato PNG.

A new week with MuVo

Per iniziare la settimana, nel MuVo ho caricato:

Depeche Mode - Violator
DMB - Live Trax vol. 3
The Doors - (omonimo)
Iron Maiden - A Matter Of Life And Death
Luca Turilli - King Of The Nordic Twilight
Mastodon - Leviathan
Mastodon - Blood Mountain
OST - Pulp Fiction
Uriah Heep - Salisbury

venerdì 17 novembre 2006

Compatibilità

Notizia gustosissima riportata, tra gli altri, da Punto Informatico e The Register:

Zune e Windows Vista sono incompatibili.

Esatto. Il pubblicizzatissimo neonato lettore multimediale di mamma Microsoft e il pubblicizzatissimo neonato sistema operativo di mamma Microsft non riescono a comunicare tra di loro.

Non so se mettermi a ridere fragorosamente o mettermi a piangere pensando che in una forma o nell'altra, Windows è il cuore pulsante del 90% di tutti i computer del mondo.

PS: l'immagine non c'entra nulla, ma Ink Compatible è comunque un gran bel disco (e meglio ancora è il precedente Ink Complete).

FilmRece: X-Men - Conflitto finale

Appena rivisto in DVD, e il giudizio su questo film non è cambiato molto rispetto alla visione in sala: non brutto in assoluto, ma visto il materiale a disposizione, una grandissima occasione sprecata. Sulle basi costruite da Bryan Singer con i primi due fantastici film, si poteva e si doveva fare di più. E invece Brett Ratner ha scelto la strada più semplice, quella degli effetti speciali (stupefacenti), dell'azione, e della battuta a effetto ("fatti ricrescere quelle!"). Il film è lungo quanto il primo (un'ora e quaranta) e circa mezz'ora più corto del secondo, ma è molto più affollato di personaggi e situazioni di entrambi, e quindi risulta spesso troppo schematico e affrettato. Faccio inoltre appello a chi di dovere perchè la doppiatrice di Kitty (Giulia Catania, sencondo l'indispensabile antoniogenna.net) sia messa alla gogna, ma mi rendo conto che questa non è una colpa del film.
Eppure, come dicevo all'inizio, non è un brutto film: Hugh Jackman è un Wolverine perfetto come nei primi due capitoli, anche se in questo terzo film non è più il protagonista assoluto; Ian McKellen e Patrick Stewart sono, al solito, due grandissimi attori; la storia di Fenice è probabilmente la migliore della trilogia (anche se mi mangio le mani pensando a come avrebbe saputo raccontarla Singer); alcune sequenze (il Golden Gate Bridge!) sono da antologia.
Tra gli extra del DVD ci sono anche alcune deleted scenes, tra cui una versione alternativa di una scena che mi aveva colpito negativamente per il tono retorico e pomposo: la versione che il regista ha deciso di tagliare mi è sembrata molto più equilibrata e coerente con i personaggi. Probabilmente è per questo motivo che X-Men 3 non mi ha lasciato a bocca aperta come i primi due. Speriamo in Wolverine, la sceneggiatura di David Benioff mi fa essere abbastanza ottimista.

La pagina IMDb del film

lunedì 13 novembre 2006

Songbird e Wma

Post rapidissimo, solo per segnalare che è uscita una nuova versione nightly di Songbird. Download consigliato, visto che questa versione 0.2.1 risolve il baco relativo ai tag wma, per quanto mi riguarda il più fastidioso finora riscontrato. Si tratta ovviamente di una versione ancora ben lontana da quella definitiva, ma le premesse sono ottime.

BookRece: A Feast For Crows

Quasi dimenticavo: i bradipi di cui parlavo qualche post fa mi hanno consegnato A Feast For Crows (quasi un mese per una consegna dal Regno Unito all'Italia, il mio primo feedback negativo su amazon in più di 3 anni), il quarto libro della Song Of Ice And Fire, e l'ho ovviamente divorato. Inevitabilmente meno frenetico degli altri tre, visto che descrive non un continente in guerra, ma un continente dopo una guerra, ma ugualmente affascinante. Lascia un po' l'amaro in bocca la scelta compiuta da GRRM, raccontare "all the story for half the characters, rather than half the story for all the characters", come dice nella postfazione; questo quarto libro si concentra principalmente sulle storie di Dorne e di King's Landing, lasciando al prossimo A Dance With Dragons il compito di narrare quanto accade a Tyrion, Lord Jon Snow, Stannis, Melisandre, Bran, Rickon e, soprattutto, a Daenerys. L'alternativa sarebbe stata quella di far uscire un libro di più di 2000 pagine: personalmente non avrei avuto alcun problema, ma mi rendo conto che il mercato editoriale ha le sue regole...

martedì 7 novembre 2006

Parole, parole, parole

Curiosa e interessante segnalazione da Punto Informatico: questo sito riporta le tag clouds* di alcuni discorsi pronunciati a partire dal 1776 dai Presidenti degli US of A. Al di là dell'interesse storico e filologico (è abbastanza inquietante constatare come la parola war sia quasi sempre tra le più usate) mi sono venute in mente un paio di considerazioni.
La prima: perchè i nostri amici merregani, sono capaci di presentare la loro (breve) storia in modo accattivante anche per chi non aprirebbe mai un libro, come fanno magnificamente in questo sito? Dove sono gli equivalenti italiani di queste operazioni di divulgazione?
La seconda: se si tentasse un'operazione del genere con i politici nostrani, che cosa uscirebbe? Mi vengono i brividi a pensare alle tag clouds di un discorso qualunque di Roberto Calderoli, Marco Rizzo o Sandro Bondi...

*tag cloud = rappresentazione grafica, che gli utenti di flickr conoscono bene, della frequenza di parole in un discorso (o di tag in un insieme di immagini)