giovedì 28 dicembre 2006

Noticina a margine di The Prestige

Il multisala dove l'ho visto aveva in cartellone, tra gli altri, anche Eragon, Olè e Natale a New York. Per The Prestige la sala era piena per meno di un terzo, per gli altri tre c'era praticamente il tutto esaurito (e si trattava di sale molto più grandi).
D'accordo, The Prestige è stato reclamizzato molto meno; d'accordo, Eragon l'hanno visto soprattutto i bambini e ragazzi a casa da scuola; d'accordo, nel periodo di Natale i film di Boldi e De Sica sono ormai una tradizione; però posso dire che la cosa mi ha tolto quel poco di fiducia che ancora avevo nella capacità di discernimento del genere umano?

PS: Non ho ancora visto Eragon, ma ho intenzione di farlo (anche se le recensioni spiluccate qua e su Internet mi fanno temere il peggio); escludo invece categoricamente, se non in caso di Alzheimer precoce e fulminante, di vedere gli altri due.

mercoledì 27 dicembre 2006

FilmRece: The Prestige

Bello, bello, bello. Christopher Nolan ci regala, dopo Batman Begins, un'altra bellissima storia di segreti e magia, ottimamente scritta, ottimamente diretta e ottimamente recitata.
La trama si può riassumere abbastanza facilmente come un'escalation di vendette incrociate tra due illusionisti nella Londra di fine '800, ma il film è molto più di questo: passioni, tradimenti, invidie e, soprattutto, ossessioni sono la vera linfa della storia.
Hugh Jackman, Christian Bale, Scarlett Johansson e il solito, immenso Sir Michael Caine sono i protagonisti (mica ceci, mi vien da dire), e tutti offrono una prestazione eccellente; notevoli anche le parti, piccole ma tutt'altro che insignificanti, di Andy Serkis e David Bowie (esatto, quel David Bowie).
Non è un film di facile definizione (thriller? film storico? dramma?) e non somiglia a niente che abbia visto di recente, ma è tremendamente affascinante e, come si dice, grows on you: ieri sera, appena uscito dal cinema, continuavo a ripensarci, e anche oggi mi sono sorpreso più di una volta a rimuginare su un dettaglio o un dialogo che non avevo ben inquadrato in sala.
Un film che sicuramente comprerò appena uscirà in DVD, credo che per quanto mi sia piaciuto, un buon 30% del film sia andato perso con il doppiaggio.

la pagina IMDb del film

lunedì 25 dicembre 2006

Buon Natale e... mi raccomando

Non sono esattamente quel che si dice un buon credente, ma oggi si fa festa per ricordare quel cinno che un paio di migliaia di anni fa è nato in quel di Betlemme.

Quindi, alla faccia della political correctness a senso unico di chi rifiuta il presepe per non offendere chi non è cristiano; alla faccia di chi non vuole fare le recite scolastiche con Gesù bambino e i pastori; alla faccia di chi non scrive nemmeno più Christmas ma Holidays o Season Greetings sui biglietti d'auguri:

Buon Natale.

mercoledì 20 dicembre 2006

Aggiornamento per Firefox 2

È appena stata rilasciata la versione 2.0.0.1 di Firefox, primo aggiornamento del branch 2.0 del programma.
Curiosamente l'ormai celeberrimo password bug non è stato corretto (ed è presente anche nella versione alpha 1 di Gran Paradiso).
Sicuramente il ritardo di risposta da parte della comunità degli sviluppatori non mi farà cambiare idea sulla bontà del browser (che continuo a consigliare senza riserve), però ammetto che mi aspettavo qualcosa di più.
Resto in fiduciosa attesa della 2.0.0.2, che secondo quanto annunciato, dovrebbe uscire entro pochi giorni.

lunedì 18 dicembre 2006

MuVo prenatalizio

È da quasi un mese che non pubblico più l'elenco di quel che reco meco nel mio fidato MuVo: rimedio subito.
Mi aiutano a sopravvivere a questo piovoso lunedì mattina
d'autunno:

Creedence Clearwater Revival - Green River
Creedence Clearwater Revival - Cosmo's Factory
Jethro Tull - Aqualung
Jethro Tull - Thick as a Brick
Loreena McKennitt - The Mask and Mirror
Pain of Salvation - Scarsick
Rick Wakeman - The Six Wives of Henry VIII
Savatage - Streets
Tyr - Ragnarok

venerdì 15 dicembre 2006

FilmRece: Dodgeball

Dodgeball, rivisto giusto ieri sera in DVD è un film che avevo visto quasi per sbaglio al cinema, e che, sorprendentemente, mi era piaciuto un sacco.
È un film prevedibile, stereotipato e anche sufficientemente stupido, ma mi ha fatto (e continua a farmi) ribaltare dalle risate. Tanto basta.
La storia è la solita, già raccontata centinaia di volte, dei dilettanti sfigati e di buon cuore che con l'impegno, la fatica e un po' di fortuna riescono a battere i professionisti cattivoni e ricchi sfondati. Quello che c'è di diverso è lo strumento della riscossa (il dodgeball appunto, sostanzialmente la nostrana pallaguerra), e le trovate: cattivissime, politicamente scorrette e, francamente, divertenti (il video educativo Über-American è un vero capolavoro).
Ben Stiller, insolitamente nel ruolo del cattivo, e Vince Vaughn sono il fulcro del film, ma anche gli attori di secondo piano sono ben scelti:
su tutti Christine Taylor (adorabile) e Rip Torn, nella parte del 7 volte campione ADAA (American Dodgeball Association of America) Patches O'Houlihan, costretto su una sedia a rotelle e dalla sanità mentale perlomeno dubbia (è necessario che io beva la mia urina? No, ma lo faccio lo stesso perchè è sterile e perchè mi piace il sapore). Notevoli anche i camei, con David Hasselhoff, William Shatner, Lance Armstrong e Chuck Norris (ovviamente, inarrivabile).
Sicuramente niente che passerà alla storia del Cinema, ma un onesto filmettino per passare un'oretta e mezza a ridere fottendosene del polically correct. Onestamente, non mi pare poco.

la pagina IMDb del film

lunedì 11 dicembre 2006

BookRece: La furia

Confermo le impressioni lasciate dalla lettura del primo libro della trilogia di Magdeburg: storia e personaggi indimenticabili, linguaggio che proprio non mi convince, anche se con l'orecchio rodato dal primo tomo, risulta un po' meno ostico.

Gran Paradiso

Non sono ancora finite le celebrazioni per la release 2.0 di Firefox (e non è ancora stato corretto il grave bug riguardante la gestione delle password: sveglia, ragazzi, non fateci perdere la fiducia) ed è già disponibile la prima versione alpha pubblica di Firefox 3, nome in codice "Gran Paradiso". Ovviamente Mozilla ne sconsiglia l'utilizzo alla generalità degli utenti, e, altrettanto ovviamente, lo sto già provando. Le differenze con la versione 2.0 sono minime, e il programma sembra già esibire una notevole stabilità. Al solito, da tenere d'occhio.

sabato 2 dicembre 2006

Esame Papanikolaou

Ne sono convinto da sempre, e l'avevo anche già accennato qui: il polically correct è uno dei frutti più degeneri della cultura occidentale del XX secolo.
Devo però dire che non ritenevo possibile arrivare all'assurdità della situazione descritta in questo articolo. (Per i non anglofoni: il cervical smear altro non è che il nostrano Pap test.)
Che altro aggiungere? Se un medico finisce sotto inchiesta per aver rifiutato di fare ad un uomo, padre di un figlio e quindi inequivocabilmente maschio dal punto di vista genetico, un esame che richiede un utero, forse la guerra termonucleare globale non è poi un'idea così sbagliata.

L'articolo è archiviato in formato Png anche qui.

lunedì 27 novembre 2006

Competenza? Un optional

Tira una brutta aria in questi giorni: tra polemiche sui videogiochi violenti e denunce a Google per non aver controllato quello che gli utenti caricano sui suoi server, sembra che Internet e dintorni siano tornati sotto assedio.
Io continuo a chiedermi, come mi chiedevo ai tempi del celeberrimo bollino virtuale inventato dal ministro urbani (di cui potete ammirare le preraffaellite fattezze nella foto a lato): ma è così irrealistico pretendere che chi legifera su qualcosa abbia perlomeno una conoscenza di base dell'argomento?
Perchè quello che emerge dalle discussioni di questi giorni, al di là degli schieramenti politici e delle posizioni ideologiche, è una crassa e compiaciuta ignoranza dei meccanismi di base della Rete. Chi non si rende conto che è assurdo pretendere un controllo preventivo sui contenuti da un servizio come YouTube, che nel luglio del 2006 pubblicava 65000 (sessantacinquemila) video al giorno, non dovrebbe permettersi di aprire bocca sulla questione.
Chi non capisce che i deficienti che hanno pestato il loro compagno disabile probabilmente non sarebbero mai stati scoperti se il video non fosse stato pubblicato, e invoca censure e controlli dell'accesso al web, dovrebbe riconoscere che sa di non sapere e cominciare ad informarsi.
Chi dichiara "non so nemmeno come si accende una Playstation" (si preme il tasto On, cretina) dovrebbe avere la decenza di tenere per sè le sue opinioni sul tema dei videogiochi.
Ma ovviamente questo non succede, e si arriva al teatro dell'assurdo: Mastella che sdottoreggia di Internet e nuove tecnologie. Mastella, non so se mi spiego. Perchè sento un brivido che mi corre lungo la schiena?

martedì 21 novembre 2006

Book(s)Rece: Eragon e L'Afghano

Dopo la fantasy dura e realistica di GRRM, leggere Eragon è un po' come una camminata di un paio di chilometri dopo una maratona. Rilassante, ma anche un po' insipida (immagino: non ho mai corso una maratona, e credo che non la correrò mai). Non che sia un brutto libro, tutt'altro; ha il pregio sempre più raro di essere un libro scritto con passione - inevitabile, visto che all'epoca l'autore aveva 16 anni - e di mostrarlo ad ogni riga.
La giovine età dell'autore si rivela uno svantaggio - altrettanto inevitabilmente - quando si tratta di caratterizzare i personaggi, non molto più che stereotipi. Si è comunque lasciato leggere senza problemi, e ci sono un paio di momenti che mi hanno davvero colpito (il primo scatto d'ira di Saphira, l'arrivo ai Monti Beor).
Considerando l'età di Christopher Paolini il libro è un miracolo, ma non dice nulla che non abbiano già detto (in modo francamente migliore) Tolkien e qualche decina di altri autori, e in alcuni punti il confine tra la volontà - palese - di omaggiare i suoi idoli e il plagio è davvero sottilissimo.

Forsyth invece è un vecchio marpione, con più di 30 anni di carriera e una quindicina di titoli alle spalle, ed è sicuramente il mio scrittore di spy story preferito. Questo L'Afghano non delude, anche se non è sicuramente il suo libro migliore, e riserva la dolceamara sorpresa del ritorno dei fratelli Terry e Mike Martin, a 12 anni di distanza dal magnifico Il Pugno di Dio. Al solito FF cesella una trama perfetta come un Breguet, anche se questa volta c'è un plot twist - peraltro non essenziale - in cui si avverte un lieve sentore di deus ex machina. (Spoiler in bianco: il motore di jet che casca esattamente sul muro di cinta della casa - isolata nel bel mezzo del nulla - in cui è tenuto prigioniero l'Afghano, permettendogli di scappare, beh, scricchiola un pochetto. Fine spoiler.)
Una nota di demerito per la traduzione, che mi è sembrata in generale piuttosto affrettata, probabilmente per l'urgenza di far uscire il libro in Italiano (è stato pubblicato in inglese meno di 3 mesi fa), e in alcuni punti palesemente sbagliata. Peccato.

lunedì 20 novembre 2006

Rule of Rose, ovvero: la dignità, questa sconosciuta

Sta facendo parecchio parlare, in questi giorni, un articolo pubblicato su Panorama, sparato in copertina con il sobrio titolo "Vince chi seppellisce viva la bambina", che prendendo lo spunto da un videogioco horror chiamato Rule of Rose, analizza (o perlomeno, prova a farlo) il rapporto tra videogiochi e violenza giovanile. Ho avuto almeno un paio di deja vu: vista la mia età ricordo polemiche analoghe quando iniziarono ad essere trasmessi in Italia Goldrake e compagnia robotica e, qualche anno più tardi, nel momento di gloria dell'horror a fumetti, i berci contro Dylan Dog e i suoi epigoni (tra cui ricordo con affetto Splatter e Mostri, editi da ACME).
L'articolo è la consueta caterva di cazzate che vengono fuori in 9 casi su 10 quando un media generalista si occuopa di Internet e nuove tecnologie, con in più l'aggravante del solito moralismo da un tanto al chilo. Da indizi raccolti qua e là dalla rete pare che il prode giornalista non abbia mai nemmeno lanciato Rule of Rose (altrimenti si sarebbe accorto che il seppellimento non è un'azione da compiere per vincere, ma fa parte di una cut scene che fa da introduzione al gioco); non solo, avrebbe addirittura copiato buona parte del suo articolo da una recensione amatoriale postata su un forum di appassionati.
Non posso dire che la cosa mi sorprenda; mi sorprende un po' di più che non ci si renda conto che un'esposizione mediatica del genere costituirà una pubblicità enorme per un titolo che probabilmente nessuno al di fuori della cerchia degli appassionati avrebbe mai conosciuto. O forse se ne sono resi conto fin troppo bene, come suggerisce un utente di questo forum?

Nel caso Panorama decidesse di rimuovere l'articolo per un improvviso sussulto di decenza, qui ce n'è uno screen capture in formato PNG.

A new week with MuVo

Per iniziare la settimana, nel MuVo ho caricato:

Depeche Mode - Violator
DMB - Live Trax vol. 3
The Doors - (omonimo)
Iron Maiden - A Matter Of Life And Death
Luca Turilli - King Of The Nordic Twilight
Mastodon - Leviathan
Mastodon - Blood Mountain
OST - Pulp Fiction
Uriah Heep - Salisbury

venerdì 17 novembre 2006

Compatibilità

Notizia gustosissima riportata, tra gli altri, da Punto Informatico e The Register:

Zune e Windows Vista sono incompatibili.

Esatto. Il pubblicizzatissimo neonato lettore multimediale di mamma Microsoft e il pubblicizzatissimo neonato sistema operativo di mamma Microsft non riescono a comunicare tra di loro.

Non so se mettermi a ridere fragorosamente o mettermi a piangere pensando che in una forma o nell'altra, Windows è il cuore pulsante del 90% di tutti i computer del mondo.

PS: l'immagine non c'entra nulla, ma Ink Compatible è comunque un gran bel disco (e meglio ancora è il precedente Ink Complete).

FilmRece: X-Men - Conflitto finale

Appena rivisto in DVD, e il giudizio su questo film non è cambiato molto rispetto alla visione in sala: non brutto in assoluto, ma visto il materiale a disposizione, una grandissima occasione sprecata. Sulle basi costruite da Bryan Singer con i primi due fantastici film, si poteva e si doveva fare di più. E invece Brett Ratner ha scelto la strada più semplice, quella degli effetti speciali (stupefacenti), dell'azione, e della battuta a effetto ("fatti ricrescere quelle!"). Il film è lungo quanto il primo (un'ora e quaranta) e circa mezz'ora più corto del secondo, ma è molto più affollato di personaggi e situazioni di entrambi, e quindi risulta spesso troppo schematico e affrettato. Faccio inoltre appello a chi di dovere perchè la doppiatrice di Kitty (Giulia Catania, sencondo l'indispensabile antoniogenna.net) sia messa alla gogna, ma mi rendo conto che questa non è una colpa del film.
Eppure, come dicevo all'inizio, non è un brutto film: Hugh Jackman è un Wolverine perfetto come nei primi due capitoli, anche se in questo terzo film non è più il protagonista assoluto; Ian McKellen e Patrick Stewart sono, al solito, due grandissimi attori; la storia di Fenice è probabilmente la migliore della trilogia (anche se mi mangio le mani pensando a come avrebbe saputo raccontarla Singer); alcune sequenze (il Golden Gate Bridge!) sono da antologia.
Tra gli extra del DVD ci sono anche alcune deleted scenes, tra cui una versione alternativa di una scena che mi aveva colpito negativamente per il tono retorico e pomposo: la versione che il regista ha deciso di tagliare mi è sembrata molto più equilibrata e coerente con i personaggi. Probabilmente è per questo motivo che X-Men 3 non mi ha lasciato a bocca aperta come i primi due. Speriamo in Wolverine, la sceneggiatura di David Benioff mi fa essere abbastanza ottimista.

La pagina IMDb del film

lunedì 13 novembre 2006

Songbird e Wma

Post rapidissimo, solo per segnalare che è uscita una nuova versione nightly di Songbird. Download consigliato, visto che questa versione 0.2.1 risolve il baco relativo ai tag wma, per quanto mi riguarda il più fastidioso finora riscontrato. Si tratta ovviamente di una versione ancora ben lontana da quella definitiva, ma le premesse sono ottime.

BookRece: A Feast For Crows

Quasi dimenticavo: i bradipi di cui parlavo qualche post fa mi hanno consegnato A Feast For Crows (quasi un mese per una consegna dal Regno Unito all'Italia, il mio primo feedback negativo su amazon in più di 3 anni), il quarto libro della Song Of Ice And Fire, e l'ho ovviamente divorato. Inevitabilmente meno frenetico degli altri tre, visto che descrive non un continente in guerra, ma un continente dopo una guerra, ma ugualmente affascinante. Lascia un po' l'amaro in bocca la scelta compiuta da GRRM, raccontare "all the story for half the characters, rather than half the story for all the characters", come dice nella postfazione; questo quarto libro si concentra principalmente sulle storie di Dorne e di King's Landing, lasciando al prossimo A Dance With Dragons il compito di narrare quanto accade a Tyrion, Lord Jon Snow, Stannis, Melisandre, Bran, Rickon e, soprattutto, a Daenerys. L'alternativa sarebbe stata quella di far uscire un libro di più di 2000 pagine: personalmente non avrei avuto alcun problema, ma mi rendo conto che il mercato editoriale ha le sue regole...

martedì 7 novembre 2006

Parole, parole, parole

Curiosa e interessante segnalazione da Punto Informatico: questo sito riporta le tag clouds* di alcuni discorsi pronunciati a partire dal 1776 dai Presidenti degli US of A. Al di là dell'interesse storico e filologico (è abbastanza inquietante constatare come la parola war sia quasi sempre tra le più usate) mi sono venute in mente un paio di considerazioni.
La prima: perchè i nostri amici merregani, sono capaci di presentare la loro (breve) storia in modo accattivante anche per chi non aprirebbe mai un libro, come fanno magnificamente in questo sito? Dove sono gli equivalenti italiani di queste operazioni di divulgazione?
La seconda: se si tentasse un'operazione del genere con i politici nostrani, che cosa uscirebbe? Mi vengono i brividi a pensare alle tag clouds di un discorso qualunque di Roberto Calderoli, Marco Rizzo o Sandro Bondi...

*tag cloud = rappresentazione grafica, che gli utenti di flickr conoscono bene, della frequenza di parole in un discorso (o di tag in un insieme di immagini)


martedì 31 ottobre 2006

300, trailer

Lo sbavìo aumenta: ho visto il primo trailer del film 300, atteso in Italia per il 6 aprile 2007, e gli occhi mi sono schizzati fuori dalle orbite, mentre un sorriso ebete mi si allargava sul viso. Lo devo vedere, possibilmente in digitale, all'Arcadia di Melzo, in sala Energia.
Ho qualche perplessità sulla fedeltà al fumetto, la principale sul ruolo della regina, che probabilmente sarà molto più ampio su schermo che su carta (si sa, al tira püse un pel de pota, che cent cavai che trota), ma è più forte l'entusiasmo. Il grido di Leonida: "THIS IS SPARTA" è da brividi anche solo nel trailer, e non è nemmeno lontanamente la scena madre del fumetto. Lo devo vedere.
"Our arrows will blot out the Sun."
"Then we will fight in the shade."
Lo DEVO vedere.

La pagina IMDb del film

lunedì 30 ottobre 2006

Today in MuVo history

Menu odierno:

Bruce Dickinson - The Chemical Wedding
Deep Purple - In Rock
Deep Purple - Burn
Deep Purple - Come Taste the Band
Judas Priest - Turbo
Metallica - (omonimo)
Mike Oldfield - Tubular Bells
Mike Oldfield - Crises
Rainbow - Rising (uno dei più bei dischi della storia del rock ndBVZM)
Rainbow - Stranger in Us All
Rush - Roll the Bones

venerdì 27 ottobre 2006

Interfacce, ovvero: come complicare la vita dei propri utenti e vivere felici

Avevo bisogno di conoscere il prezzo di un biglietto interurbano ATM. Ovviamente mi sono collegato con il loro sito, e dopo aver invano cercato questa riservatissima informazione per 5 minuti buoni ho deciso di fare un piccolo confronto: vedere quanti clic mi erano necessari per trovare il prezzo di un biglietto per il trasporto pubblico di altre città.

Risultati:
Londra: 2 clic
New York: 1 clic
Parigi: 2 clic
Praga: 2 clic (senza sapere una parola di ceco)
Stoccolma: 2 clic (senza sapere una parola di svedese)
Bucarest: 2 clic (senza sapere una parola di romeno)

Tornando in italia, ho provato con la metropolitana di Roma: lasciando perdere il design orrrendo del sito, servono 2 clic, a patto di capire che i prezzi dei biglietti sono riportati nella sezione Vorrei sapere...
Ho poi riprovato a consultare di nuovo il sito ATM, e dopo qualche altro tentativo a vuoto ho avuto l'illuminazione. Ecco il percorso da compiere, partendo dalla home page. Cliccare su Muoversi a Milano. Cliccare su Biglietti. Nella finestra Trova il biglietto ci sono due menu a tendina: nel primo scegliere Milano o Hinterland e cliccare su Vai. Nel secondo scegliere la tipologia di biglietto desiderata e cliccare su Vai. Totale: 4 clic e due menu da consultare.
Niente da dire: ATM ha davvero capito il concetto di usabilità.

martedì 24 ottobre 2006

MuVo is back!

Il MuVo è tornato, e sfoggia pure delle bellissime cuffie nuove.
Oggi mi sono portato dietro:

Blind Guardian - A Twist In The Myth
Dave Matthews Band - Remember Two Things
The Doors - The Best Of The Doors
Edguy - Vain Glory Opera
Iron Maiden - A Matter Of Life And Death
OST - Kill Bill (Vol. 1 & 2)
Rhapsody - Legendary Tales
Spastic Ink - Ink Complete

FF2!

A una settimana dalla Release Candidate 3, e pochi giorni dopo il rilascio di Internet Explorer 7, ecco finalmente la versione definitiva di Firefox 2.0. L'annuncio non è ancora stato pubblicato sul sito ufficiale, ma è già possibile scaricare il programma (anche in italiano) dall'ftp (altrettanto ufficiale) della Mozilla Foundation. In questo momento l'ftp principale è intasato, ma esistono numerosi mirror.
Inutile dire che se lo scaricamento delle versioni beta e RC era consigliatissimo, questo è obbligatorio.

lunedì 23 ottobre 2006

I corvi festeggiano

E anch'io, anche se non per merito del seller di Amazon da cui ho comprato questo libro, mostruosamente in ritardo nella consegna (ordinato il 26 settembre e non ancora arrivato).
Ringrazio pubblicamente l'amico che me l'ha prestato (e gli sono doppiamente grato perchè nemmeno lui l'ha ancora letto) e mi impegno a restituirglielo non appena i bradipi da cui ho ordinato la mia copia me la consegneranno.

Autunno

Lunedì mattina. Autunno. Milano. Piove.
La situazione più deprimente nota all'uomo, specialmente se il giorno prima ci si trovava in montagna, in mezzo ad un'esplosione di colori e con una grigliata mista in attesa al rifugio.
Chi avrà ragione? Il buon Alighieri, che sostiene "Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria", o il Wordsworth (nomen omen se mai ne è esistito uno) e le sue "emotions recollected in tranquillity"?

MuVo

Oggi nel mio MuVo:

NIENTE, visto che l'ho dimenticato a casa, dannazione!

giovedì 19 ottobre 2006

Allarme! Allarme!

Mi è capitato più di una volta di scorgere, sulle vetrine dei negozi o negli uffici pubblici, l'orrenda dicitura Porta Allarmata.
A quando la finestra afflitta? La saracinesca cauta? Il balcone indispettito?
Oltretutto il concetto di porta allarmata mi fa pensare alle porte della Heart of Gold, quelle che si aprono e si chiudono con sibili soddisfatti...

martedì 17 ottobre 2006

FF2RC3

Un po' inaspettata, ecco anche la Release Candidate 3 di Firefox 2. Disponibile, anche in italiano, da questo sito, oppure come aggiornamento automatico da qualunque altra versione alpha, beta o RC di Firefox 2.
E' perfino inutile dire che il download è ampiamente consigliato, in attesa della major release...

lunedì 16 ottobre 2006

MuVo odierno

Parecchi live, oggi...

Bruce Springsteen - Darnkess on the Edge of Town
Bruce Springsteen - Hammersmith Odeon London '75
Dave Matthews Band - DMB Live Trax Vol. 3
Deep Purple - Made in Japan
Iron Maiden - Seventh Son of a Seventh Son
Iron Maiden - Dance of Death
Rush - 2112



venerdì 13 ottobre 2006

Venerdì 13

Nel caso qualcuno non l'avesse notato, informo che oggi è Venerdì 13. Qualche idea per trascorrere la giornata:

- Se notate qualcuno che vi si avvicina con una maschera da hockey in faccia e una motosega/un machete/un coltello da cucina/qualunque strumento appuntito in mano, cercate in tutti i modi di non irritarlo.

- Celebrate degnamente il 36° anniversario dell'uscita di Black Sabbath, officiando un rituale satanico a scelta, oppure, come probabilmente farà Ozzy, fumandovi un paio di covoni di marijuana.

- Imparate a pronunciare la parola paraskevidekatriaphobia e magari andate anche a cercare il suo significato.


- Andate sul sito di Songbird e scaricate la versione 0.2 RC3, pubblicata giusto ieri, di quello che - se manterrà le promesse - diventerà il vero anti-iTunes.

giovedì 12 ottobre 2006

Novità da Big G

Big G è decisamente attiva, in questi giorni. È solo di ieri la notizia dell'acquisto di YouTube, e oggi i possessori di un Google account hanno trovato la sorpresa del nuovo servizio Docs & Spreadsheets. Nuovo solo in parte, visto che la parte "Spreadsheets" è già attiva da qualche mese e la parte "Docs", sotto il nome di Writely, anche da prima. La novità è che ora le due applicazioni sono accessibili insieme, condividono la stessa interfaccia, e risultano molto più integrate con gli altri servizi Google, come ad esempio Blogger (non c'è ancora la possibilità di importare nei documenti immagini direttamente da Picasa, ma non dubito che è solo una questione di tempo). Alcuni ritengono che D&S potrebbe insidiare addirittura la corazzata Microsoft Office: a me sembra improbabile, almeno nel breve periodo, però è certo che si tratta di un servizio molto interessante. Le funzioni che il 95% degli utenti usa per il 95% del tempo sono disponibili, è possibile importare ed esportare file nei formati Microsoft e OpenDocument (ed esportarli anche in PDF), ed è facilissimo gestire documenti collaborativi e condividerli via Internet. Da provare, senza dubbio.

PS: vedo solo ora che anche l'interfaccia utente di Google Gruppi è stata completamente rivoluzionata. Decisamente una settimana impegnativa per i ragazzi del Googleplex...

Oggi nel MuVo

Contenuto odierno del mio fido MuVo:

Bruce Dickinson - Tyranny of Souls
Dave Matthews Band - DMB Live Trax Vol. 3
Edguy - Vain Glory Opera
Fates Warning - A Pleasant Shade of Grey
Inchiuvatu - Addisiu
Judas Priest - Angel of Retribution
Mystere de Notre Dame - Omonimo

martedì 10 ottobre 2006

BookRece (parziale): H2G2 trilogy of five

In attesa che le benemerite Poste Italiane mi consegnino A Feast For Crows (vedi qualche post fa), mi sto dedicando ad una rilettura della Hitchhiker's Guide To The Galaxy trilogy of five. Per il momento ho terminato The Hitchhiker's Guide To The Galaxy e The Restaurant At The End Of The Universe, e debbo ripetermi: Douglas Adams era un genio.
La Terra demolita per far posto ad un raccordo interstellare, la Risposta alla Domanda Definitiva sulla Vita, l'Universo e Tutto Quanto (42, per la cronaca), un costruttore di pianeti con la passione per i fiordi,
porte e ascensori fin troppo servizievoli, un'astronave depressa fino al suicidio e la terza peggiore produzione poetica dell'Universo. E questo solo nel primo libro.
In poche centinaia di pagine sono raccolte una tale quantità di idee che avrebbero potuto riempire intere biblioteche: scienza, tecnologia, religione, filosofia, economia: DNA ha qualcosa di intelligente da dire quasi in ogni campo dello scibile umano, e lo dice in modo talmente spiazzante ed originale (la creazione del sistema monetario dei Golgafinchans nel secondo libro, ad esempio) da rendere quasi inevitabile, dopo un sorriso, un po' di riflessione.
E' difficile dire qualcosa che non sia già stato detto su questi libri, quindi non ci provo nemmeno, e cito (a memoria) Neil Gaiman: "la grandezza di Douglas Adams sta nel fatto che leggendo i suoi libri ogni persona si sente come se Douglas stesse parlando a lui e solo a lui. E che solo lui riesca a capire fino in fondo il vero significato di quello che sta leggendo".

lunedì 9 ottobre 2006

Chuck Norris non dorme: aspetta

Con il consueto ritardo dei media mainstream, anche il Corrierone si è accorto che Chuck Norris è il vero padrone del mondo (e non solo).
E ricordate: L'erba del vicino di Chuck Norris è meno verde della sua.

Maggiori informazioni qui.

martedì 3 ottobre 2006

BookRece: Last Chance to See

Ho appena riletto questo libro, e sono sempre più convinto che Douglas Adams era un genio, e la sua perdita non sarà mai abbastanza rimpianta. Il libro (che a quanto mi risulta non è mai stato tradotto in italiano) racconta di un anno passato in giro per il mondo alla ricerca di animali in via di estinzione, e lo fa con lo stile tremendamente witty ed efficace a cui Adams ci ha abituato nelle altre sue opere:

"[The aye-aye] looks a little like a large cat with a bat's ears, a beaver's teeth, a tail like a large ostrich feather, a middle finger like a long dead twig and enormous eyes that seem to peer past you into a totally different world which exists just over your left shoulder."

"By one of those lucky chances the white rhino is in fact a very slightly lighter shade of dark grey than the black rhino. If the white rhino had actually been darker than the black rhino people would just get cross, which would be a pity since there are many better things to get cross about regarding the white rhino than its colour, such as what happens to its horns."

"You can't help but try and follow an animal's thought processes, and you can't help, when faced with an animal like a three ton rhinoceros with nasal passages bigger than its brain, but fail."

"[...] once you look [an emu] right in the eye you have a sudden sense of what the effect has been on the creature of having all the disadvantages of being a bird - absurd posture, a hopelessly scruffy covering of useless feathers and two useless limbs - without actually being able to do the thing that birds should be able to do, which is to fly. It becomes instantly clear that the bird has gone barking mad."

"The kakapo is a bird out of time. If you look one in its large, round, greeny-brown face, it has a look of serenely innocent incomprehension that makes you want to hug it and tell it that everything will be all right, though you know that it probably will not be."

Che dire di più? Peccato che nessuno abbia scoperto in tempo il metodo per rendere immortali gli scrittori inglesi di fantascienza comica alti più di un metro e novanta.

lunedì 2 ottobre 2006

Oktoberfest


Auf geht's O'zapft is :-)))
Originally uploaded by blaumond.
Appena tornato dall'Oktoberfest, dove abbiamo festeggiato l'addio al celibato di un amico. Un'esperienza da provare almeno una volta nella vita. L'Oktoberfest, intendo. Ma tutto sommato anche l'addio al celibato di un amico.
Tasso alcolico elevatissimo che però, a quanto pare, non scatena risse e violenza, ma convivialità e voglia di fare amicizia con perfetti sconosciuti.
Come ad esempio con Josip, un ragazzo croato di un metro e novanta, all'ottavo
(diceva lui) Maß di birra, che si è lanciato con noi in una discussione sulle sorti del calcio italiano in generale e della Juventus in particolare. Discussione vagamente surreale, anche perchè lui in italiano sapeva dire solo Delpiero, Grosso e Materazzi, in inglese poco di più (tra cui fuck, parola sempre accompagnata da un eloquente gesto con il medio), e noi non sapevamo una parola di croato ed eravamo sulla buona strada verso il completamento del primo litro di birra a stomaco vuoto.
Poco prima Roman, austriaco di Linz e completamente ubriaco, era riuscito a scroccarci una sigaretta in cambio della promessa di 3 posti a sedere al suo tavolo. Ovviamente i posti non c'erano, ma la cosa lievemente inquietante è che nel giro di 5 minuti - il tempo di andare e tornare dal bagno - si era dimenticato di noi.
Dopo che Josip e i suoi amici se ne sono andati abbiamo conquistato 3 posti ad un tavolo assai affollato, insieme ad un tristissimo fan dei Nightwish di nazionalità imprecisata, a Stephanie e Katia (due ragazze tedesche, di cui una abbigliata nel tradizionale Dirndl) e a un gruppo di altri teutoni assortiti di cui non so nemmeno il nome, ma con cui abbiamo brindato a più riprese.
Serata indimenticabile.

Macchie solari

Non posso che essere d'accordo con quanto l'inestimabile Attivissimo scrive in questo post: siamo talmente assuefatti alla scienza da non far più caso ai miracoli che avvengono quotidianamente. Per fortuna ogni tanto ci sono immagini straordinarie come questa a ricordarcelo. Le due macchioline davanti al Sole sono la Stazione Spaziale Internazionale e lo shuttle Atlantis.
L'immagine è del fotografo Thierry Legault, ed è disponibile nella sua interezza e ad altissima risoluzione qui e qui.

giovedì 28 settembre 2006

BookRece: A Storm Of Swords

Non ho quasi fatto in tempo a posare questo terzo libro della bellissima Song of Ice and Fire che già non vedo l'ora di iniziare il quarto A Feast For Crows (che spero amazon mi consegni in fretta). Pochi libri negli ultimi anni mi hanno catturato così in fretta e così completamente: al momento mi vengono in mente solo la saga di Harry Potter e quella della Dark Tower. E probabilmente il motivo per cui ho adorato tanto la storia del maghetto di Hogwarts e di Roland di Gilead quanto quella dei Seven Kingdoms è lo stesso: in questi libri non si racconta solo una storia, si racconta un mondo.
In questo caso, Il mondo di Westeros: complesso, duro e maledettamente affascinante, e Martin lo racconta in modo magistrale; politica, religione, guerre, intrighi, magia, potere, amore, tradimento: tutto meravigliosamente immaginato e scritto.
A Storm of Swords, forse anche più dei primi due libri della saga, sa di sangue, di fango, di sudore, di meat and mead, di tradimento, di vendetta e di paura. Diciamo che è un libro che probabilmente i cvitici che incensano dei Baricchi e dei Paulicohelo qualunque butterebbero schifati in un angolo gridando "mioddìo", spaventati (forse) dalla sola idea che qualcuno abbia saputo creare un mondo così complesso, e abbia sauputo popolarlo di personaggi indimenticabili.

Lizzy la smilza

Stamattina, nel mio fido MuVo V200, ho caricato (anche) Black Rose dei Thin Lizzy. In generale è un gran bel disco, ma in particolare l'ultima traccia Roisin Dubh (Black Rose): A Rock Legend è un vero capolavoro. La fusione più riuscita che abbia mai sentito tra hard rock e folk irlandese, punto.
Per la cronaca, i dischi che ho oggi sul MuVo sono questi:

Alice In Chains - Dirt
Bruce Springsteen - We Shall Overcome
Dave Matthews Band - Crash
Iron Maiden - Piece Of Mind
Iron Maiden - A Matter Of Life And Death
Kansas - Leftoverture
Rush - Permanent Waves
Thin Lizzy - Johnny The Fox
Thin Lizzy - Black Rose

Pray tell me the story of young Cù Chulainn...

mercoledì 27 settembre 2006

FF2RC1

Brevissima, solo per segnalare che è uscita la Release Candidate 1 di Firefox 2. Non è ancora una versione ufficiale; non che la cosa mi preoccupi, visto che sto usando Firefox 2 dalla versione alpha 3, ma è giusto dirlo.
E' disponibile per il downolad, anche in italiano, per Windows, Linux e MacOS da questo sito.

lunedì 25 settembre 2006

Piove

Breve e amarognola riflessione ispirata dalla prima vera giornata autunnale in quel di Milano.
Quando piove il traffico automobilistico va in tilt (più del solito), e va bene: si va più piano quindi le strade si intasano di più.
Ne consegue ovviamente che anche tram e autobus, almeno per i tratti in cui il percorso non ha corsie preferenziali, siano rallentati.
Ma per quale misterioso motivo anche i treni accumulano ritardi degni di una linea di corriere colombiana? Quando piove devono andar più piano anche loro? I binari si bagnano e quindi le ruote scivolano? I macchinisti si fanno prendere dall'ùggia autunnale e mentre sono in cabina di guida sorseggiano tè, ascoltando Chopin e guardando fuori dal finestrino con aria sconsolata?

Sun Chi!

In questo gustoso articoletto, il buon Severgnini evidenzia come a volte il dialetto (nel suo caso il cremasco) superi per espressività l'italiano, e possa essere un buon sostituto, se non altro per l'effetto-shock suscitato nell'interlocutore, anche per l'inglese. Io parlo un dialetto un po' diverso, il milanese, ma non potrei essere più d'accordo. In un libro satirico uscito qualche anno fa, Curs de Lumbard per Terùn, Davide Rota mostrava come il milanese fosse a volte più sintetico e rapido oltre che dell'italiano, perfino della lingua d'Albione. "Io sono qui" in inglese si traduce "I am here", in milanese con un fulmineo: "Sun chi!".
Ma ovviamente la grande ricchezza del dialetto non è nella rapidità, ma, come ricordato sopra, nell'espressività; alcuni modi di dire, che ovviamente mi guarderò bene dal tradurre, nascono dalla saggezza popolare, ma mostrano il genio e il gusto linguistico della migliore poesia:
Invers come ona pidria, Pudè segnass cul gumbet, Fa cume l'Isacch che'l strascia i camìs per giüstà i sacch, Se la mia mamma la gh'aveva i roeudd l'era un tranvai... Il milanese è ricchissimo anche in tema di coloriti epiteti: Caneta de veder, Lendenon, Trema-coa e Pelabrocch sono solo alcuni dei più celebri.
Malmustus 'me l'asa dal camar è invece un modo di dire che mia nonna mi avrà ripetuto almeno un milione di volte (e che non ho mai sentito da nessun'altra parte): ancora oggi non so con sicurezza che diavolo sia questa "asa dal camar", ma l'espressione non perde niente della sua forza.
Mi mette un po' tristezza pensare che già oggi questo patrimonio non sia quasi più lingua viva ma solo oggetto di studio, e me ne mette tantissima sapere che nel giro di un paio di generazioni molto probabilmente scomparirà del tutto, e dovremo fagh sü una crus.

domenica 24 settembre 2006

Guardare ad occhi chiusi

Stavo sentendo una trasmissione radiofonica in cui si parlava della mostra di Basquiat in corso a Milano. L'esperta a un certo punto ha detto "guardandole ad occhi chiusi, alcune opere di Basquiat ricordano Mondrian". Ora, io non sono un grande esperto d'arte, ma credo che guardare un quadro ad occhi chiusi non sia esattamente il modo più efficace per giudicarlo. Ad occhi chiusi credo che anche uno degli sgorbi che potrei disegnare io potrebbe ricordare un Raffaello o un Vermeer...
O forse l'esperta voleva dire qualcos'altro, ma in questo caso la domanda è: cosa?

martedì 19 settembre 2006

300

Ne avevo già sentito parlare, ma per il momento solo in maniera molto nebulosa, quindi ho iniziato a sbavare furiosamente quando ho visto questa locandina. Dopo Sin City, un altro capolavoro di Frank Miller che approda al cinema. Speriamo che sia bello anche solo la metà di Sin City, e se lo è, che abbia il successo che merita. Chissà mai che tra la mania per Frank Miller e la rinascita della franchise di Batman prima o poi qualcuno non riesca a portare sul grande schermo The Dark Knight Returns, magari con Clint Eastwood nel ruolo del Cavaliere Oscuro...

La pagina IMDB del film

lunedì 18 settembre 2006

Un Rottweiler sdentato

Il Mastino del dogma, il Rottweiler dell'ortodossia, Ratzinger Z... L'ex cardinale Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, è stato spesso definito in questi termini, per la sua intransigenza sulle questioni di fede e per la sua immagine tutt'altro che comunicativa e aperta, in netto contrasto con quella del suo predecessore GPII.
Sembra però che il Rottweiler abbia perso i canini: dopo le misurate critiche e le pacifiche manifestazioni di dissenso che una sua lezione sul rapporto tra fede, ragione e violenza ha provocato in alcuni settori del mondo musulmano, BXVI ha deciso di scusarsi, dicendosi "rammaricato" delle reazioni suscitate dal suo discorso, che peraltro sospetto ben pochi abbiano letto nella sua interezza.
Ora: è una mia impressione o quanto è successo nei giorni scorsi conferma, almeno in parte, quello che Ratzinger Z sosteneva nella sua contestata lezione? Ed è una mia impressione o queste scuse sono una calata di brache notevole davanti alle urla della parte più radicale e fanatica dell'Islam?
Ma no, sicuramente è solo una mia impressione, dato che in materia sono ignorante e mi sfuggono le sottigliezze della politica religiosa di alto livello.

L'immagine è stata rilasciata sotto la licenza Creative Commons da Gabby de Cicco ed è disponibile su Flickr

domenica 17 settembre 2006

FilmRece: Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma

All'uscita del primo Pirati dei Caraibi ero molto scettico. D'accordo, Johnny Depp; d'accordo, Geoffrey Rush; d'accordo, Orlando Bloom e Keira Knightley; ma un film ispirato ad una giostra? Andiamo, siamo seri.
E invece, felicissimo di essermi dovuto ricredere. La Maledizione della Prima Luna (e al solito, i distributori italiani dovrebbero spiegarmi cosa c'era che non andava in La Maledizione della Perla Nera) si è rivelato un film godibilissimo, scanzonato senza essere stupido, e con uno dei personaggi più memorabili visti sullo schermo negli ultmi anni, il Capitano Jack Sparrow.
Stavolta avevo delle aspettative decisamente più alte, e a parte un paio di dettagli, sono state soddisfatte in pieno.
Johnny Depp è, se possibile, ancora migliore rispetto al primo capitolo: Capitan Sparrow è un personaggio talmente sopra le righe - specialmente in questo secondo film - da rischiare sempre il crollo nella macchietta, ma JD riesce a dargli spessore, imprevedibilità e follia, senza mai scadere nell'autoparodia. Due esempi: la scena in cui Capitan Sparrow fa la sua entrata in scena (che sicuramente a molti miei coetanei avrà ricordato la leggendaria Monkey Island) e l'incontro (molto) ravvicinato con il Kraken, che secondo me vale da solo il biglietto.
Il supercattivone (ma in fondo dimostra di avere un cuore tenero) Davy Jones è un puro e semplice miracolo di animazione CGI, al livello del Gollum di Andy Serkis e Peter Jackson, e forse anche oltre: è altrettanto espressivo, ma a differenza dell'ex-hobbit ha metà della faccia (e non solo) coperta da tentacoli.
Con un eroe e un cattivo (ma sarà lui il vero cattivo?) così, mezzo film è già fatto, e anche il resto si dimostra all'altezza: l'azione è ovviamente frenetica, Miss Elizabeth Swann è ovviamente adorabile, Will Turner è ovviamente eroico ed atletico
e, in generale, tutto gira come un orologio.
Anche i personaggi di contorno, in particolare "Bootstrap" Bill Turner, e la bellissima e inquietante Tia Dalma (e anche qui le reminiscenze di Monkey Island si fanno sentire) sono ben scritti e ben recitati, ma non mi ha entusiasmato la fine che hanno fatto fare al Commodoro Norrington, che nel primo film secondo me era stato il personaggio più interessante (a parte - ovviamente - Capitan Jack Sparrow) e qui viene un po' banalizzato.
Insomma, complimenti a Johnny Depp, a Gore Verbinsky, alla Disney, alla ILM e a tutti quelli che hanno ideato e realizzato questi film, che potevano rivelarsi, per usare le parole immortali di Fantozzi, una cagata pazzesca, e invece sono riusciti a reinventare un genere che sembrava ormai morto e sepolto. E ora aspettiamo il terzo episodio, yo-ho-ho e una bottiglia di rum!

La pagina IMDb del film

venerdì 15 settembre 2006

Oriana

È morta Oriana Fallaci, e sicuramente in questi prossimi giorni si sprecheranno le polemiche, gli insulti, le celebrazioni e i ricordi.
Sono pronto a scommettere che, della sua carriera più che quarantennale di scrittrice e giornalista, verranno ricordati principalmente i suoi ultimi 3 pamphlet contro l'Islam (un certo Islam?), quelli scritti dopo l'11 settembre.
Io nel mio piccolo voglio ricordarla con questo passaggio di "Se il sole muore", libro
sulla sua esperienza a contatto con i tecnici e gli astronauti del programma spaziale americano, uscito nel 1965.

[...] io me li bevo come un liquore i trent'anni: sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge, perché è finita l'angoscia dell'attesa, e non è cominciata la malinconia del declino.
Perché siamo lucidi, finalmente a trent'anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti; se siamo atei siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista, non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se c'incontriamo, ad abbandonarci se ci perdiamo: i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo. Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi: la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.
È viva ogni nostra gioia, è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più.
Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui scenderemo un pò ansimanti e tuttavia freschi.
Non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro avanti e meditare sulla nostra fortuna [...]
Io di anni ne ho 32, e la prima volta che ho letto questo passaggio, pochi mesi fa, è stato come sentire un crescendo trionfale. Anche solo per questo, grazie, Oriana.

martedì 12 settembre 2006

Lettori 'merregani e lettori italiani

Sempre a proposito di A Song of Ice and Fire. Nelle intenzioni dell'autore si tratta di una eptalogia (si dice?), della quale sono usciti finora negli USA i primi quattro volumi, con il quinto atteso per il 2007. In Italia, per il momento sono stati pubblicati solo i primi tre. Ora: queste sono le copertine dei primi tre volumi in edizione economica USA:


E queste sono le copertine delle equivalenti edizioni italiane (anche loro sono paperback):


Curioso, vero? Tre volumi, sebbene piuttosto generosi quanto a numero di pagine (i primi due si aggirano sulle 800, mentre il terzo supera abbondantemente le 1000) sono diventati magicamente sette. Ottimo modo per favorire la lettura in un Paese che già arranca in tutte le classifiche internazionali, non c'è che dire...

Immaginazione a colori

Mentre sto leggendo un libro o prima di vedere un film cerco sempre di evitare qualunque informazione sul medesimo. In particolare, nel caso dei libri - specialmente quelli da cui hanno tratto film - cerco di ignorare qualunque illustrazione dei personaggi e dei luoghi, per non sovrapporre alla mia immaginazione quella di qualcun altro. Per una volta ho trasgredito alla regola, cercando qualche immagine tratta dalla magnifica Song of Ice and Fire, di George R. R. Martin, e quando sono capitato davanti a questo ritratto di Lord Tywin Lannister sono rimasto letteralmente a bocca aperta. Non solo perchè è una bellissima illustrazione, ma perchè mi sono accorto che fino a quel momento mi ero immaginato tutti i personaggi della saga quasi in bianco e nero, o al massimo in sfumature di grigio, con qualche spruzzata di marrone, di verde e di rosso qui e là. Riprendendo in mano i libri mi sono reso conto invece che le descrizioni di Martin sono un trionfo di colori: armature smaltate, mantelli sgargianti e vestiti variopinti accompagnano i personaggi molto più spesso della iuta marrone e del grigio piombo delle corazze con cui li avevo abbigliati. Proseguendo la lettura degli altri libri della saga ho notato che anche la mia immaginazione ora vede i colori degli elmi e degli stendardi, delle armature e dei mantelli, e per una volta sono molto contento di non avermi dato ascolto.